Asiago DOP, vittoria contro l’Italian Sounding: la Corte di Milano interviene sul mercato USA
Accolte in appello le ragioni del Consorzio nella causa contro Citterio ed Euro Foods. Al centro della decisione i richiami ingannevoli all’origine italiana e alle qualità del formaggio DOP, valutati applicando la legge statunitense

La tutela dell’Asiago DOP sul mercato americano passa anche dalle regole sulla pubblicità ingannevole. Con una sentenza del 25 settembre u.s., la Corte d’Appello di Milano ha deciso a favore del Consorzio Tutela Formaggio Asiago nel contenzioso con Giuseppe Citterio Salumificio S.p.A. ed Euro Foods Inc., società statunitense del gruppo. Lo ha reso noto il Consorzio con un comunicato del 2 ottobre.
La controversia riguarda il prodotto “Sopressata & Asiago Cheese”, a marchio Citterio, commercializzato e pubblicizzato negli Stati Uniti da Euro Foods con il coinvolgimento della società italiana. Secondo la ricostruzione del Consorzio, la Corte ha riconosciuto come ingannevoli le caratteristiche della confezione e della comunicazione commerciale, in considerazione della provenienza non italiana del formaggio.
La pubblicità ingannevole come strumento di tutela
La decisione riforma integralmente la sentenza del Tribunale di Milano del 15 maggio 2023, che aveva escluso la propria giurisdizione senza esaminare il merito della controversia. In appello, riferisce il Consorzio, la tutela è stata accordata attraverso l’applicazione della legge statunitense in materia di pubblicità ingannevole.
Il provvedimento inibisce alle due società la produzione, distribuzione, importazione, esportazione, commercializzazione, offerta in vendita e pubblicizzazione del prodotto nelle modalità contestate. Il comunicato precisa che l’inibitoria riguarda, in particolare, confezioni e materiali pubblicitari con riferimenti alla provenienza o fabbricazione italiana oppure a specifiche qualità organolettiche proprie dell’Asiago DOP. È stata inoltre disposta la condanna al risarcimento del danno, del quale la nota non indica l’importo.
Il raccordo con la disputa sui “nomi comuni”
La vicenda si inserisce nel confronto tra Europa e Stati Uniti sulle denominazioni casearie, già affrontato da Ruminantia in un articolo di luglio scorso (“DOP casearie, dagli USA una nuova offensiva sui ‘nomi comuni’”). In quell’occasione avevamo illustrato l’iniziativa legislativa SAFETY Act, presentata nel 2025 per difendere sui mercati esteri l’uso dei nomi considerati comuni dai promotori statunitensi, tra cui “Asiago”. Una posizione che entra in tensione con la tutela europea delle denominazioni legate a un’origine geografica e a un disciplinare produttivo.
La sentenza affronta un aspetto specifico di questo confronto, l’ingannevolezza dei messaggi sull’origine e sulle qualità del prodotto. Il risultato va quindi letto come una tutela ottenuta attraverso le regole statunitensi sulla comunicazione commerciale, senza dedurne un divieto generale dell’uso del nome “Asiago” negli USA. Per la filiera, il caso indica una possibile strada per difendere l’identità della DOP anche mentre resta aperta la disputa sui “common names”.
Una tutela che coinvolge allevatori e caseifici
Per la filiera lattiero-casearia, la questione ha un rilievo economico concreto. Secondo i dati riportati dal Consorzio, l’Asiago è il quarto formaggio DOP italiano di latte vaccino per dimensioni produttive, circa mille aziende agricole forniscono ogni anno due milioni di quintali di latte, trasformati in circa 22.000 tonnellate di formaggio, vendute in oltre cinquanta Paesi. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato di esportazione della denominazione.
In questo contesto, contrastare l’Italian Sounding significa difendere la riconoscibilità del prodotto e il valore del lavoro svolto lungo la filiera. Nomi, immagini e richiami all’italianità possono infatti orientare la scelta del consumatore, rendendo meno chiara la distinzione tra una produzione certificata e un prodotto che ne richiama l’identità.
Il presidente del Consorzio, Fiorenzo Rigoni, considera la sentenza un possibile precedente per la difesa del Made in Italy e conferma l’impegno a rendere riconoscibili le caratteristiche dell’Asiago DOP sui mercati esteri. Riccardo Deserti, presidente di oriGIn, l’alleanza mondiale delle indicazioni geografiche, sottolinea il ruolo dei Consorzi e degli investimenti nella tutela legale per valorizzare il lavoro di caseifici e allevatori. Il Consorzio è stato assistito in entrambi i gradi di giudizio dallo studio Bird & Bird.
Fonte: Consorzio Tutela Formaggio Asiago
















































































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