Benessere negli ovicaprini: un ambiente stimolante può fare la differenza
Un ambiente giocoso e stimolante arricchisce le funzioni cognitive di pecore e capre, con conseguenze positive su benessere e produzione

Uno studio della facoltà di Agraria dell’università di Mato Grosso do Sul in Brasile, e pubblicato sulla rivista Dairy ha provato a rispondere a una domanda cruciale.
Può un ambiente arricchito, combinato a un buon rapporto uomo-animale e maggiori stimoli socio-cognitivi influenzare gli indicatori di benessere (BCS, cortisolo, presenza di stereotipie) e i parametri produttivi (resa lattea e performance riproduttive)?
Materiali e metodi
L’articolo è nello specifico una revisione sistematica. Si tratta di un formato di ricerca scientifica che compara un corpus di singoli studi differenti al fine di notare degli schemi ricorrenti.
Redatta seguendo le linee guida PRISMA, la review ha scandagliato la letteratura scientifica sul benessere degli ovi-caprini presente su Scopus e Web Of Science. Gli articoli ottenuti dai due motori di ricerca accademici abbracciano un ventaglio di tempo compreso tra il 2010 e il 2025. Da questa scrematura sono stati selezionati tredici studi: dieci sulle capre e tre sugli ovini.
Questa disparità numerica denota come all’interno del settore ovi-caprino vi sia una maggiore rappresentanza dei secondi sui primi; nello specifico, la razza caprina più rappresentata è la Saneen, motivata dalla sua diffusione ormai globale.
Specie che vai bisogni che trovi
Seppure entrambi piccoli ruminanti, pecore e capre, possiedono un corredo comportamentale nettamente differente. Le capre interagiscono maggiormente con l’ambiente circostante, manifestando uno spiccato senso esplorativo e una viscerale attrazione per la novità.
Le pecore, d’altro canto, esprimono più spesso atteggiamenti più tipicamente da preda, prediligendo il gruppo piuttosto che l’esplorazione individuale. Questa differenza si riflette sui diversi bisogni delle due specie.
Arricchimenti sì, ma ragionati
Tra gli arricchimenti considerati spiccano oggetti manipolabili, come corde, palloni o tronchi, in associazione a strutture scalabili, o su cui arrampicarsi, emulando così un ambiente quanto più simile a un habitat selvatico per questi animali.
Dalla revisione si evidenzia come non basta predisporre giochi, strumenti manipolabili e stimoli sensoriali, ma risulta fondamentale che questi siano ben distribuiti e in un numero sufficiente in relazione agli animali presenti, disincentivando così comportamenti competitivi che possono sfociare in atteggiamenti aggressivi.
Ad esempio, uno studio su capre ha osservato una media di ventitré interazioni aggressive in un periodo di cinque ore in un recinto esterno arricchito. Qui venivano forniti circa quattro o cinque rami al giorno per ottantadue animali, con un rapporto di circa un ramo ogni venti capi. Nonostante la bibliografia in merito non dichiari sempre il numero esatto di arricchimenti presenti per capo, è presupponibile che il numero di tronchi non sia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di questi animali.
Benessere e termoregolazione
Uno dei casi studio presi in considerazione ha attenzionato capre da latte nella regione semiarida brasiliana, esposte ad arricchimenti fisici (pneumatici, tronchi, strutture ombreggiate) e stimoli sensoriali (musica ambientale).
La studio ha riportato una riduzione della frequenza respiratoria e della temperatura corporea degli animali, suggerendo un miglioramento della termoregolazione e una maggiore capacità di far fronte allo stress da caldo. La temperatura rettale media è stata ridotta da 39,4 °C a 38,7 °C e la frequenza respiratoria è scesa da 120 a 85 respiri al minuto negli animali in ambienti con arricchimenti.
Questi effetti fisiologici positivi possono riflettere sia una riduzione diretta dello stress, favorita da un ambiente più confortevole e stimolante, sia cambiamenti comportamentali adattivi, come la preferenza per aree ventilate o un uso più efficiente dello spazio.
I risultati dimostrano che arricchimenti semplici e a basso costo possono contribuire in modo significativo alla regolazione termica e al benessere in climi caldi, rappresentando una strategia promettente per mitigare gli impatti negativi del calore nei sistemi di produzione intensiva.
Limiti e sfide future
Un limite dichiarato dagli stessi autori riguarda le dimensioni contenute degli animali presenti negli allevamenti e la durata ridotta dello studio condotto. Inoltre, solo tre articoli hanno attenzionato l’aumento di peso negli agnelli, mentre non è stata valutata produzione e qualità del latte.
Non sempre gli effetti positivi sul benessere animale sono facilmente misurabili a causa dei pochi protocolli presenti sugli ovi-caprini. Questo pone l’accento sull’importanza di condurre più ricerche sullo studio di questi animali, da sempre meno attenzionati rispetto alla controparte bovina. A complicare il quadro dei risultati sono alcune variabili aleatorie come la gerarchia degli animali, il tipo di arricchimento e lo stato di salute dei soggetti analizzati.
Nonostante i limiti citati dagli autori i risultati dimostrano che le strategie di arricchimento fisico, cognitivo e sociale possono influenzare positivamente le risposte comportamentali, la capacità di apprendimento e la regolazione dello stress. Al contempo, urgono ulteriori studi e approfondimenti su questi animali troppo spesso posti in secondo piano rispetto ai grandi ruminanti.
Fonte: Environmental Enrichment in Dairy Small Ruminants: A PRISMA-Based Review on Welfare Implications and Future Research Directions; Fabiana Ribeiro Caldara, Jéssica Lucilene Cantarini Buchini and Rodrigo Garófallo Garcia. Dairy 2025 https://doi.org/10.3390/dairy6040042
















































































GDPR Compliant