Blue tongue, i focolai triplicano in una sola settimana: il centro Italia sotto pressione
Dal 2 luglio ad oggi i focolai attivi salgono da 57 a 179 e interessano ormai undici regioni. Oltre 51 mila capi esposti e quasi 2.000 animali clinicamente colpiti. Le Marche varano le linee guida per contenere il virus

La curva epidemica della febbre catarrale degli ovini (BT-ST8 e, in minor misura, ST1 e ST4) si è impennata nelle ultime 168 ore. Secondo l’estrazione del Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario (BENV) aggiornata alle 7:00 di oggi, 9 luglio 2025, dall’inizio dell’anno sono stati notificati 301 focolai (+124 rispetto al 2 luglio).
Di questi, 179 sono tuttora attivi – più del triplo rispetto 57 registrati una settimana fa – mentre 122 risultano estinti.

Sul piano provinciale l’epicentro si concentra nell’Asse Teramo–Aquila (Abruzzo) e nel triangolo Frosinone–Rieti–Roma (Lazio), dove si sommano 126 focolai attivi (70 % del totale nazionale).
| Regione | Focolai attivi | Variazione dal 2 luglio | % sul totale attivo |
|---|---|---|---|
| Abruzzo | 68 | ▲ +47 | 38% |
| Lazio | 58 | ▲ +51 | 32% |
| Marche | 20 | ▲ +12 | 11% |
| Umbria | 14 | ▲ +7 | 8% |
| Campania | 8 | ▲ +2 | 4% |
| Altre 6 regioni* | 11 | n.c. | 6% |
*Liguria 4, Sicilia 3, Sardegna 1, Lombardia 1, Molise 1, Toscana 1.
Impatto sugli allevamenti
I dati ufficiali del BENV” restituiscono una chiara fotografia della situazione:
- 51.754 capi presenti negli allevamenti sede di focolaio.
- 1.962 animali malati (3,8 %), di cui 716 morti (letalità apparente 36 %).
- la specie ovina si conferma la più colpita (1.554 casi clinici), ma il virus ha colpito anche bovini, caprini e camelidi (alpaca, yak), già oggetto di segnalazioni nel mese di giugno.
Cosa è cambiato dall’ultimo aggiornamento
Rispetto al nostro ultimo aggiornamento, si registra un ulteriore e marcato incremento dei focolai attivi, che passano da 57 a 179, con un aumento di 122 casi in una sola settimana. Il rialzo continua ad essere guidato da Abruzzo e Lazio, che da sole sommano 98 nuovi focolai attivi rispetto al 2 luglio.
Si amplia anche la geografia dell’epidemia: Sardegna e Molise segnalano i primi casi del 2025, entrando così nel novero delle regioni interessate.
Sul piano virologico, resta predominante la circolazione del sierotipo 8, ma si osserva una ricomparsa del sierotipo 4 in alcune aree di Campania, Sicilia e Toscana. In Abruzzo, infine, continua a manifestarsi in forma sporadica anche il sierotipo 1.
Le “Linee di indirizzo” della Regione Marche
Il 4 luglio l’Agenzia Regionale Sanitaria delle Marche ha diffuso una nota tecnica che uniforma la gestione della Blue tongue sul territorio regionale, dopo le riunioni dell’Unità di Crisi del 27 giugno e 1° luglio. Il documento – indirizzato a Servizi veterinari, COVEPI e associazioni di categoria – fissa quattro pilastri operativi:
Sorveglianza entomologica e clinica rafforzata
- monitoraggio settimanale dei Culicoides tramite trappolaggio;
- segnalazione immediata di sintomatologia sospetta via sistema Vet-Info.
Profilassi vaccinale mirata
- priorità agli ovini sotto i 12 mesi e agli allevamenti in zona di prima circolazione;
- co-finanziamento regionale fino al 100 % del costo del vaccino per le aziende registrate.
Controllo dei movimenti
- obbligo di certificato sanitario e disinfestazione mezzi per la movimentazione di ruminanti fuori/entro i 20 km dal focolaio;
- quarantena di 21 giorni per i capi introdotti da altre regioni.
Misure di biosicurezza e sostegni economici
- uso di repellenti ambientali/individuali e stabulazione notturna durante il picco di vettori;
- indennizzi per mortalità e mancato reddito, con procedure semplificate in banca dati BDN;
- riconoscimento della causa di forza maggiore per gli impegni PSR/CSR in caso di decesso certificato.
L’Assessorato alla Sanità sottolinea che «le linee d’indirizzo rappresentano uno strumento dinamico da aggiornare al variare dello scenario epidemiologico», mentre l’Assessorato all’Agricoltura prepara una variazione di bilancio per coprire vaccini, repellenti e abbattimenti.
Prospettive a breve termine
Gli esperti del COVEPI stimano che il plateau dell’ondata non sia ancora stato raggiunto: le proiezioni modellistiche, alimentate dai dati di circolazione vettori, indicano un possibile ulteriore incremento del 25-30 % dei focolai entro fine luglio, con il rischio di “salto” verso Emilia-Romagna e Veneto se le temperature resteranno sopra la media.
Per gli allevatori, il messaggio chiave rimane vaccinare subito e ridurre il contatto con gli insetti. Il pacchetto di aiuti marchigiano costituisce al momento il benchmark nazionale: altre Regioni (Abruzzo e Lazio in primis) stanno valutando di adottare misure analoghe.
In sintesi
In sette giorni la Blue tongue ha cambiato scala, passando da emergenza locale a crisi interregionale. Se da un lato i nuovi numeri del BENV fotografano il repentino aumento di focolai – soprattutto in Abruzzo e Lazio – dall’altro la Regione Marche offre un modello organizzativo con linee guida che combinano sorveglianza, profilassi e sostenibilità economica.
Ruminantia continuerà a monitorare l’evoluzione dell’epidemia e a raccontare le buone pratiche di gestione messe in campo dalle istituzioni e dagli allevatori, nel frattempo segnaliamo, per eventuali approfondimenti, i seguenti contenuti correlati:



















































































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