Blue tongue: superata la soglia degli 800 focolai, +22% negli ultimi sette giorni
In una sola settimana risultano 28.000 in più i capi coinvolti e oltre 4.000 le morti registrate. L'87% dei centri di infezione si conferma localizzato in quattro regioni del Centro Italia

I focolai di febbre catarrale degli ovini arrivano a quota 821. Secondo i dati pubblicati questa mattina alle 12.00 sul Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario (BENV), nell’ultima settimana l’ incremento registrato è stato del 22%. Sul totale nazionale, 684 sono i focolai confermati e 137 quelli estinti.

La situazione a livello regionale si è così evoluta rispetto allo scorso 28 luglio:
| Regione | Focolai attivi | Variazione dal 28 luglio | % sul totale attivo |
|---|---|---|---|
| Abruzzo | 220 | +41 | 32% |
| Lazio | 185 | +30 | 27% |
| Marche | 95 | +19 | 14% |
| Umbria | 99 | +30 | 14% |
| Campania | 19 | - 2 | 3% |
| Altre 10 regioni* | 43 | n.c. | 10% |
* Emilia Romagna 18, Molise 14, Sardegna 10, Toscana 7, Friuli Venezia Giulia e Sicilia 5, Liguria 3, Trentino Alto Adige 2, Basilicata e Lombardia 1.
In particolare, notiamo che la Calabria estingue l’unico focolaio che era stato registrato e la Campania riduce di due, mentre l’Emilia Romagna subisce una brusca accelerazione passando da 7 a 18 focolai attivi.
Il Centro Italia si conferma la zona maggiormente colpita, con un incremento di 120 focolai in sole quattro regioni (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) sull’incremento complessivo nazionale, che ammonta a 141.
In termini di incidenza percentuale, sul totale di 684 focolai attivi l’Abruzzo rappresenta il 32%, seguito dal 27% del Lazio, e dal 14% di Marche e Umbria.
Impatto sugli allevamenti
I dati odierni del BENV evidenziano:
- 167.074 capi presenti negli allevamenti sede di focolaio (28.725 capi in più interessati)
- 6.662 animali malati (+1.712 rispetto la settimana precedente), di cui 4.184 morti (1.525 capi in più, letalità apparente 62,8%).
- la specie più colpita si conferma quella ovina, con 6.054 animali malati pari al 91% del totale, seguita da quella bovina con una percentuale di animali malati pari a circa il 7% sul totale, ed un restante 2% che vede coinvolti caprini e camelidi (alpaca, yak).
Cosa è cambiato dall’ultimo aggiornamento
Sul piano virologico, cresce l’incidenza del sierotipo 8, che resta quello predominante essendo rilevato in 547 dei 684 focolai confermati (80%), seguito dal sierotipo sconosciuto in 129 centri (19%), e poi dal sierotipo 4 (6%), sierotipo 1 (3%) e sierotipo 3 (meno dell’1%). Ricordiamo che all’interno di uno stesso centro di infezione possono essere rilavati più sierotipi.
Rispetto al nostro ultimo aggiornamento, l’incremento percentuale di focolai attivi registrati in questa settimana, risulta pari al 22% a fronte del precedente che era stato del 37% .
L’immediato intervento della regione Emilia-Romagna
L’impennata di casi rilevata in Emilia Romagna è stata prontamente presa in carico dalla Giunta Regionale che conferma il proprio impegno a sostenere le aziende ovine coinvolte. A tal fine, è intenzione dell’Amministrazione regionale destinare risorse specifiche nel bilancio di previsione 2026, al fine di indennizzare i costi sostenuti per l’acquisto dei vaccini effettuati nel corso dell’anno 2025 e 2026, mentre resteranno a carico delle aziende i costi relativi al servizio veterinario per la somministrazione e gli ulteriori oneri connessi, come eventuali spese logistiche o organizzative legate all’attuazione della vaccinazione.
“Abbiamo deciso di sostenere e rafforzare la campagna vaccinale per proteggere il patrimonio zootecnico e sostenere concretamente gli allevatori del nostro territorio – ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura, Alessio Mammi-. La Blue Tongue rappresenta una minaccia seria e il nostro obiettivo è arginarne rapidamente la diffusione e prevenire ricadute sanitarie ed economiche importanti. Per questo occorre aderire al piano di vaccinazione e apprezzo il segnale positivo che proviene dai nostri allevatori che stanno richiedendo il vaccino. La Regione continuerà a monitorare attentamente l’evolversi della situazione, intervenendo con ulteriori misure se necessario“
Focus estero: la situazione in Francia
Preoccupante la situazione nel vicino territorio francese dove circolano attivamente due sierotipi del virus: il sierotipo 8 (BTV‑8) e il sierotipo 3 (BTV‑3), isolato solo nel 2024. Le conferme avute tra il 1° giugno e il 28 luglio 2025, e registrate sul sito web del Ministero dell’agricoltura e della sovranità alimentare (MASA), delineano il quadro seguente:
- 682 focolai di BTV‑8, soprattutto nelle regioni del Grand Ouest (Bretagna e Paesi della Loira) e in Borgogna‑Franca‑Contea — un numero simile al 2024.
- 487 focolai di BTV‑3, concentrati in Bretagna e nei Pirenei Atlantici — una crescita rapida, considerando che nel 2024 BTV‑3 non era ancora presente in Francia.
Il Ministero dell’agricoltura raccomanda fortemente la vaccinazione contro entrambi i sierotipi. Ha stanziato 7 milioni di dosi per il sierotipo 8, disponibili per tutti gli allevamenti ovini della Francia, con l’obiettivo di tutelare la sanità animale e ridurre la circolazione virale. In tal modo ne beneficeranno indirettamente anche allevamenti bovini e caprini.
Gli allevatori che desiderano beneficiare della campagna di vaccinazione devono contattare il proprio veterinario di fiducia, che sarà responsabile della prescrizione, dell’ordinazione e della consegna delle dosi di vaccino provenienti dalle scorte statali. Inoltre, è possibile acquistare dosi di vaccino FCO 8 per bovini e dosi di vaccino FCO 3 per bovini e ovini anche privatamente tramite i veterinari del servizio sanitario.
Il Ministro dell’Agricoltura francese, Annie Genevard, ha dichiarato: “Di fronte all’aumento dei focolai di lingua blu, è fondamentale proteggere subito gli allevamenti di ruminanti. Esiste una soluzione efficace: la vaccinazione. Invito tutti gli allevatori a vaccinare le loro mandrie.”
In sintesi
La diffusione della Blue Tongue sta continuando a ritmi sostenuti sui territori già coinvolti nelle settimane precedenti. A livello regionale, oltre le dichiarazioni pubblicate dall’Emilia Romagna, non ci sono novità da segnalare.
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