Carbonchio ematico: confermati due nuovi focolai in provincia di Foggia

Due allevamenti coinvolti nei territori di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis. L’ASL Foggia ha attivato le misure di profilassi: segnalazione immediata dei casi sospetti, divieto di manomissione delle carcasse e smaltimento sotto controllo veterinario

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4 Novembre, 2026

Dopo il focolaio di carbonchio ematico rilevato in Campania nel luglio scorso, e quello segnalato a fine agosto a San Giovanni Rotondo (FG), sono stati confermati due nuovi casi sempre in provincia di Foggia, nei comuni di San Giovanni Rotondo e San Marco in Lamis, che hanno coinvolto due allevamenti di bovini e piccoli ruminanti.

La conferma è arrivata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata, sede di Foggia, attraverso le analisi sui campioni di sangue prelevati dagli animali dal Servizio Veterinario del Dipartimento di Prevenzione dell’ASL. L’azienda sanitaria ha quindi attivato le misure per contenere l’infezione, disponendo la vaccinazione obbligatoria degli animali presenti nelle aziende agricole situate entro cinque chilometri dai focolai accertati.

Attualmente non sono stati comunicati ulteriori casi accertati nelle zone limitrofe.

Il carbonchio ematico

Il carbonchio ematico, conosciuto anche come antrace, è una grave malattia infettiva causata da Bacillus anthracis. Colpisce principalmente bovini, ovini e caprini e rappresenta un rischio anche per l’uomo, trattandosi di una zoonosi.

La sua persistenza nell’ambiente è legata alla capacità del batterio di formare spore particolarmente resistenti, che possono contaminare il terreno, i pascoli, i foraggi e l’acqua. Gli animali possono contrarre l’infezione soprattutto ingerendo alimenti o acqua contaminati durante il pascolamento o l’alimentazione.

Nell’uomo il contagio può avvenire attraverso il contatto di lesioni cutanee con animali infetti, carcasse, sangue o tessuti contaminati. Altre vie di esposizione sono l’inalazione di spore durante la manipolazione di materiali contaminati e il consumo di carne proveniente da animali infetti.

Le misure attivate

Per limitare la contaminazione ambientale e tutelare la salute pubblica, l’ASL Foggia ha richiamato proprietari e detentori di aziende zootecniche della provincia al rispetto delle misure di profilassi previste dalle direttive regionali. Oltre alla vaccinazione nell’area individuata, le disposizioni comprendono:

  • Segnalazione immediata ai Servizi Veterinari territorialmente competenti della presenza di carcasse di bovini o di altri animali sensibili, così come di sintomi sospetti riscontrati durante le attività di allevamento o la conduzione dei pascoli.
  • Divieto di apertura, autopsia e scuoiamento delle carcasse. L’esposizione all’aria può favorire la sporulazione del batterio, aumentando il rischio di contaminazione dell’ambiente e di esposizione per le persone.
  • Gestione e smaltimento sotto la vigilanza del Servizio Veterinario, secondo le disposizioni applicabili ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, richiamate nei regolamenti (CE) n. 1069/2009 e (UE) n. 142/2011.

 

Fonti: BENV, ASL Foggia

 

Autori: Laura Benvegnù

 

Da leggere - Ottobre 2026

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