Cisticercosi bovina: diagnosi, monitoraggio e impatto di una parassitosi negletta

Il progetto “SICURA” sperimenta un approccio integrato per contenere i focolai e tutelare la filiera da questa nota parassitosi

3 Marzo, 2026

In Piemonte, il consumo di carne bovina cruda fa parte della cultura gastronomica locale; preparazioni come battuta al coltello e carne cruda all’albese richiedono qualità, sicurezza delle materie prime e fiducia nella filiera. In questo contesto assume rilevanza una parassitosi ben nota, ma spesso sottovalutata, legata a quello che viene chiamato comunemente “verme solitario”: la cisticercosi bovina, causata dallo stadio larvale del parassita Taenia saginata.

Nell’uomo la patologia è generalmente asintomatica, o associata a modesti sintomi gastrointestinali, ma negli allevamenti la presenza della forma larvale della Taenia nelle carcasse (Figura 1) determina conseguenze economiche rilevanti: comporta infatti declassamenti e l’obbligo di congelare la carne per garantirne la sicurezza, fino, nei casi più gravi, alla condanna della carcassa, con un inevitabile spreco alimentare. I dati di macellazione e le segnalazioni territoriali hanno messo in evidenza una situazione ricorrente: pochi allevamenti nei quali il problema si ripresenta nel tempo e che, da soli, spiegano una quota rilevante delle positività riscontrate al macello. In pratica pochi focolai possono influire in modo importante sulla prevalenza riscontrata dai Veterinari Ufficiali, con conseguenze impattanti per le aziende coinvolte e ricadute sulla sicurezza della filiera, soprattutto dove il consumo di carne cruda è molto diffuso.

Figura 1: Cysticercus bovis, forma larvale di Taenia saginata, rilavato nel cuore di un bovino durante l’ispezione post-mortem al macello.

Il progettoSICURA: un sistema integrato contro la cisticercosi bovina per la tutela di allevatori e consumatori”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (CRC), nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino, ASL CN1 e CN2, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Asprocarne Piemonte, la Scuola di Specializzazione in Ispezione degli Alimenti di Origine Animale di Cuneo, l’Ordine dei Medici Veterinari e il Centro di Ricerca Interdipartimentale sul Cibo e Antifrode (CIBAN) (Figura 2).

Figura 2: Logo del progetto “SICURA: un sistema integrato contro la cisticercosi bovina per la tutela di allevatori e consumatori”

L’iniziativa prende forma dall’esigenza di affrontare questa problematica con un approccio integrato, from fork to farm. Oggi la cisticercosi bovina viene intercettata quasi esclusivamente durante l’ispezione post-mortem in sede di macellazione, una metodica che rileva solo una parte dei casi realmente presenti; quando il riscontro avviene, il danno economico per l’allevatore risulta inevitabile e l’origine della contaminazione rimane poco chiara. L’idea alla base del progetto “SICURA” è utilizzare il rilievo della parassitosi al macello come punto di partenza, senza limitarsi alla gestione della carcassa, ma tornando in allevamento per intervenire sulle cause del problema.

Nelle aziende coinvolte si entra in stalla, si osservano le modalità di gestione e si ricostruisce la storia aziendale attraverso un questionario dedicato, compilato insieme ad allevatori e veterinari; inoltre, si raccolgono campioni ambientali, quali acqua, lettiera e alimento, per valutare possibili contaminazioni. Parallelamente viene applicato un test sierologico antigenico (Ag-Elisa) sul siero dei bovini presenti e sui capi di nuova introduzione, con l’obiettivo di diagnosticare precocemente le positività e seguire nel tempo l’andamento del focolaio. L’analisi copro-parassitologica e molecolare su campioni fecali conferiti dagli operatori aziendali permette di evidenziare eventuali portatori umani e intervenire tempestivamente. In questo modo, a partire dalla rilevazione della parassitosi al macello, è possibile implementare strategie preventive in allevamento.

Contestualmente, il progetto “SICURA” si propone di sviluppare un approccio molecolare innovativo applicato ai cisticerchi rilevati durante l’ispezione post-mortem, per valutare se le forme parassitarie larvali rilevate in diversi animali e/o allevamenti differenti appartengano allo stesso focolaio o a focolai distinti. Il progetto prevede inoltre la valutazione dell’impatto economico della cisticercosi bovina sulle aziende zootecniche, un aspetto ad oggi poco documentato nel nostro Paese.

In questo modo, “SICURA” propone un modello di gestione della cisticercosi bovina che parte dall’osservazione in campo e utilizza strumenti diagnostici innovativi per intervenire concretamente sulle cause del problema, con l’obiettivo di definire un protocollo applicabile anche in caso di futuri focolai.

Ridurre i casi di cisticercosi negli allevamenti significa limitare le perdite economiche, ridurre lo spreco alimentare e offrire maggiori garanzie al consumatore.

Maggiori informazioni sul progetto e sui risultati preliminari sono disponibili al seguente link: https://linktr.ee/cisticercosi

Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!