Consiglio Agrifish: confronto su pratiche sleali e piani di partenariato
I Ministri dell'Agricoltura dell'UE si sono confrontati sulle pratiche commerciali sleali e l'armonizzazione tra raccomandazioni nazionali e piani di partenariato. Obiettivo: delineare il futuro della PAC nel Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034

Lunedì 23 febbraio 2026 si è tenuto a Bruxelles il consiglio Agrifish, dove si è discusso sull’efficacia delle norme contro le pratiche commerciali sleali. L’iniziativa vuole garantire la sicurezza alimentare e la sostenibilità economica delle aziende agricole attraverso strumenti strategici non vincolanti e nuove regole sull’applicazione transfrontaliera dei contratti, la cui pubblicazione ufficiale è prevista per la primavera del 2026.
Raccomandazioni nazionali
Entrando nel dettaglio tecnico della programmazione, le discussioni ministeriali hanno chiarito il ruolo delle raccomandazioni nazionali come strumenti di orientamento non vincolante. Questo approccio garantisce agli Stati membri la necessaria flessibilità per adattare gli interventi agricoli alle proprie circostanze, rispettando le peculiarità nazionali e regionali. Un punto centrale riguarda l’interazione tra queste raccomandazioni e i Piani di Partenariato Nazionale e Regionale (PNRP), i quadri operativi in cui si articolano gli interventi finanziati. La coerenza normativa è un requisito essenziale, poiché le azioni intraprese nell’ambito della PAC devono armonizzarsi con gli altri ambiti politici dell’Unione, evitando sovrapposizioni o conflitti procedurali. Per migliorare l’efficacia della futura PAC, i Ministri hanno sottolineato l’importanza di basare ogni raccomandazione su dati concreti e oggettivi, prendendo come punto di partenza i piani strategici già esistenti. Le amministrazioni nazionali sono preoccupate per la tempestività nell’adozione di queste linee guida, che richiedono disposizioni transitorie adeguate a una pianificazione fluida e tempestiva.
Pratiche sleali
Secondo la relazione di valutazione, pubblicata dalla Commissione nel dicembre 2025, la direttiva (a partire dal 2019) ha contribuito a ridurre alcune pratiche commerciali sleali, in particolare i ritardi di pagamento, e a migliorarne l’applicazione in tutta l’Unione. Ha inoltre garantito un livello minimo di tutela per gli agricoltori e i piccoli fornitori in tutti gli Stati membri, contribuendo così a creare condizioni di parità. Allo stesso tempo, la valutazione individua importanti sfide e ambiti su cui potrebbe essere necessaria un’ulteriore riflessione, come l’applicazione non uniforme della direttiva nei diversi Stati membri, che ha portato a livelli di tutela diversi per i fornitori, e le preoccupazioni relative alle ritorsioni tra i fornitori, che hanno impedito di presentare reclami nonostante gli sforzi di sensibilizzazione.
Il dibattito ha fornito spunti per una futura revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali nel corso del 2026, al fine di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare e migliorare l’attuazione efficace del quadro normativo esistente in tutta l’UE.
“L’incontro odierno si è concentrato sul rafforzamento della sicurezza alimentare come pilastro fondamentale per il rafforzamento dell’autonomia strategica dell’UE. Le discussioni hanno posto l’accento sul sostegno al settore agricolo, sulla garanzia di un’equa protezione per gli agricoltori lungo tutta la filiera alimentare e sul rafforzamento della leadership dell’UE nella promozione della sicurezza alimentare globale”, ha dichiarato Maria Panayiotou, Ministro dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e dell’Ambiente della Repubblica di Cipro.



















































































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