Dal vino ai mangimi: come la vinaccia può diventare una risorsa per l’alimentazione dei ruminanti
Uno studio che mostra come processi innovativi come la micronizzazione e la classificazione ad aria possano trasformare un sottoprodotto agricolo in un ingrediente prezioso per l'alimentazione animale

Immagina di poter trasformare un sottoprodotto dell’industria vinicola, come le vinacce, spesso destinate allo smaltimento, in un potente ingrediente nutrizionale per l’alimentazione degli animali. Questo scenario è più realistico di quanto si pensi, grazie a innovazioni nel campo della lavorazione dei sottoprodotti agricoli.
Una recente ricerca ha infatti rivelato il potenziale nascosto delle vinacce come risorsa preziosa per i mangimi animali, ricca di proteine, antiossidanti e fibre. Ma c’è di più: il loro utilizzo per l’alimentazione animale si inserisce perfettamente nei principi dell’economia circolare, un modello che mira a ridurre gli sprechi e ottimizzare l’uso delle risorse, favorendo una produzione più sostenibile e a basso impatto ambientale. Ogni anno, milioni di tonnellate di sottoprodotti agricoli vengono scartati o smaltiti senza sfruttare appieno il loro potenziale nutrizionale.
Le vinacce, ad esempio, sono il residuo della vinificazione, un sottoprodotto ricco di polifenoli, fibre e proteine, ma spesso non valorizzato. In un contesto di crescente attenzione verso la sostenibilità ambientale e la riduzione dei rifiuti, l’idea di trasformare questi scarti in un ingrediente utile per l’alimentazione animale rappresenta non solo una soluzione innovativa ma anche una risposta concreta alla necessità di rendere le filiere produttive più efficienti e sostenibili. Le vinacce, se opportunamente trattate, possono infatti diventare una risorsa ad alto valore aggiunto, riducendo la necessità di ingredienti alimentari convenzionali (spesso importati) e migliorando l’efficienza dei mangimi, con benefici anche per la salute degli animali. In un settore come quello agricolo e zootecnico, che è uno degli attori principali nella produzione di rifiuti e nell’uso di risorse naturali, l’adozione di pratiche circolari offre un’opportunità concreta di sostenibilità. Questo approccio non solo riduce i costi di produzione, ma contribuisce anche a diminuire le emissioni di gas serra e a migliorare la biodiversità. In quest’ottica, il trattamento delle vinacce attraverso tecnologie come la micronizzazione e la classificazione ad aria diventa cruciale. Queste tecniche non solo migliorano la qualità nutrizionale del prodotto, ma ottimizzano anche l’uso delle risorse naturali, valorizzando i sottoprodotti agricoli in modo innovativo e sostenibile. Il risultato è un esempio tangibile di come l’economia circolare possa trasformare gli scarti in risorse, promuovendo una produzione agricola più responsabile e una gestione intelligente delle risorse.
Con questa premessa, una recente ricerca ha analizzato proprio le potenzialità delle vinacce, scoprendo come il trattamento tramite micronizzazione e classificazione ad aria possa migliorare il loro valore nutrizionale e, allo stesso tempo, contribuire a una filiera agricola più sostenibile. Un passo avanti verso un futuro dove i sottoprodotti non sono più considerati rifiuti, ma risorse rinnovabili al servizio della nostra alimentazione e della salute degli animali. Sono state applicate due tecniche di lavorazione a secco: micronizzazione e classificazione ad aria. La micronizzazione è un processo che riduce la dimensione delle particelle, migliorando la biodisponibilità dei nutrienti, mentre la classificazione ad aria separa le vinacce in frazioni più sottili e più grossolane, in base alla loro densità. L’obiettivo era quello di ottenere frazioni ricche di proteine, lipidi e composti fenolici, in modo da ottimizzare l’uso di queste frazioni come mangimi per ruminanti. Il procedimento ha coinvolto vinacce fresche di uva Nero di Troia, un vitigno tipico della regione Puglia, essiccate a 50°C per 24 ore. Successivamente, le vinacce sono state sottoposte a due frequenze di micronizzazione (85 Hz e 170 Hz) e a due diverse pressioni di classificazione ad aria (200 PSI e 240 PSI), ottenendo tre frazioni distinte: grossolana, intermedia e fine. Le analisi chimiche hanno permesso di valutare la composizione in termini di proteine, fibre, lipidi e carboidrati. Inoltre, è stata condotta una digestione in vitro per studiare la digeribilità delle frazioni e la loro capacità di produrre gas ruminali, una misura indiretta dell’efficienza digestiva.
I risultati: un nuovo volto per le vinacce
I risultati hanno confermato che la micronizzazione e la classificazione ad aria possono alterare significativamente la composizione delle vinacce, rendendo alcune frazioni più adatte a specifiche esigenze nutrizionali.
- Contenuto Nutrizionale: Le frazioni più fini ottenute con il trattamento ad alta frequenza di micronizzazione (170 Hz) e ad alta pressione (240 PSI) hanno mostrato un contenuto proteico più elevato, mentre le frazioni più grossolane, derivate da trattamenti a bassa frequenza e bassa pressione, erano più ricche di fibre.
- Composti Fenolici e Attività Antiossidante: Le frazioni più fini erano anche quelle con la maggiore concentrazione di composti fenolici, come la rutina e la quercetina, che sono noti per le loro potenti proprietà antiossidanti. Questi composti possono aiutare a ridurre lo stress ossidativo e migliorare la salute degli animali, contribuendo a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi (Liang et al., 2008).
- Digestione e Fermentazione Ruminale: Nonostante una leggera diminuzione della digeribilità proteica nelle frazioni fini, non sono stati riscontrati cambiamenti significativi nella produzione di acidi grassi volatili (VFA) e metano, due indicatori della fermentazione ruminale. Questo suggerisce che le frazioni fini, pur avendo una digeribilità proteica inferiore, sono comunque efficientemente fermentabili nel rumine, senza compromettere la salute ruminale globale (Makkar, 2003).
I risultati sono promettenti. Le vinacce, tradizionalmente viste come scarto, si rivelano una fonte eccellente di proteine, fibre e composti bioattivi. Con la tecnologia di micronizzazione, queste frazioni si arricchiscono di antiossidanti naturali, che potrebbero migliorare l’immunità animale e ridurre l’infiammazione, aiutando a prevenire malattie e migliorare la salute generale degli animali (Kazemi-Bonchenari et al., 2017).
L’uso di vinacce nei mangimi potrebbe anche ridurre la dipendenza da ingredienti convenzionali, abbassando i costi e diminuendo l’impatto ambientale legato alla produzione di mangimi tradizionali. Inoltre, la possibilità di regolare la composizione delle frazioni in base alle necessità nutrizionali specifiche degli animali apre nuove opportunità per creare mangimi su misura per migliorare la produttività e la salute del bestiame. Tuttavia, nonostante i numerosi benefici, ci sono ancora alcune sfide. Le interazioni tra composti fenolici e proteine possono ridurre la digeribilità, limitando il valore nutritivo di alcune frazioni. Per questo motivo, saranno necessari ulteriori studi per ottimizzare i processi di lavorazione e migliorare la biodisponibilità dei nutrienti, magari attraverso trattamenti enzimatici o altri processi biologici che possano ridurre i legami tra polifenoli e proteine.
In sintesi, questo studio dimostra che le vinacce possono essere trasformate in un ingrediente altamente nutriente per i mangimi animali grazie all’uso di tecniche di micronizzazione e classificazione ad aria. Questi trattamenti non solo aumentano il valore nutrizionale delle vinacce, ma offrono anche un’opportunità unica per ridurre gli sprechi agricoli, promuovendo un’economia circolare e una maggiore sostenibilità nella produzione di mangimi. Le vinacce, un tempo scarto, potrebbero presto diventare un ingrediente chiave per un’alimentazione animale più sana e sostenibile. La ricerca futura dovrebbe concentrarsi sull’ottimizzazione di questi trattamenti per massimizzare la disponibilità di nutrienti e antiossidanti, rendendo le vinacce un alimento perfetto per migliorare la salute e la produttività degli animali, con benefici anche per l’ambiente.
La presente nota è una sintesi del seguente articolo scientifico, in cui è riportata tutta la letteratura citata: Maggiolino, A., Greco, R., Blando, F., Tsiplakou, E., Casalino, E., & De Palo, P. (2025). Nutritional, phenolic and in vitro digestion characteristics of dried grape pomace processed with different micronization/air-classification protocols. Italian Journal of Animal Science, 24(1), 393-410. https://doi.org/10.1080/1828051X.2025.2454922
Autore:
Lucrezia Forte
sotto la supervisione del Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Alberto Stanislao Atzori, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.
















































































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