Dermatite nodulare contagiosa: stabilite le regole per riprendere le movimentazioni dalla Sardegna
Dopo i focolai registrati nel Sud Sardegna, il Ministero della Salute autorizza le movimentazioni extra Regione dagli allevamenti lontani dalle zone di restrizione. Obbligatorie vaccinazioni, test PCR, controlli clinici e sorveglianza rafforzata

Da metà aprile 2026 siamo tornati a parlare di Dermatite Nodulare Contagiosa, con l’insorgenza dei primi due focolai in terra sarda rilevati, a distanza di un giorno l’uno dall’altro, nei comuni di Muravera e Villaputzu, nella provincia del Sud Sardegna. L’evento ha innescato una serie di enormi disagi agli allevatori interessati e all’intero comparto bovino nazionale, a causa delle misure previste dal diritto europeo per arginare la diffusione di questi tipi di malattie (categoria A), che includono abbattimenti e blocchi della movimentazione. In questi giorni, però, il Ministero della Salute ha divulgato una nota che prevede la possibilità di movimentare gli animali provenienti dall’Isola, a patto che siano soddisfatti determinati requisiti ben specifici.
Misure stabilite per la movimentazione dei bovini dalla Sardegna
Nella nota si dichiara che, a seguito alla nota prot. 11751-16/04/2026-DGSA-MDS-P, e visto il parere del CESME/COVEPI prot. n. 7648 del 07/05/2026, le movimentazioni dei bovini dai territori della Sardegna non ricadenti nelle zone di protezione e di sorveglianza verso il restante territorio nazionale, possono essere autorizzate a condizione che:
- i bovini della partita devono essere stati vaccinati contro l’infezione da virus della dermatite nodulare contagiosa da almeno 28 giorni prima della data di movimentazione e trovarsi ancora, a tale data, nel periodo di immunità previsto dalle condizioni di impiego del vaccino utilizzato;
- i bovini della partita devono essere stati detenuti nello stabilimento di origine sin dalla nascita oppure per un periodo ininterrotto di almeno 28 giorni prima della data di movimentazione;
- nel raggio di 50 km dallo stabilimento di origine non devono essere presenti sospetti di infezione in corso di accertamento;
- tutti i bovini dello stabilimento di origine devono essere oggetto di una visita clinica, con esito favorevole, eseguita entro le 24 ore precedenti la movimentazione;
- i bovini della partita devono essere stati sottoposti a trattamento con prodotti ad azione insetticida e insetto-repellente almeno 10 giorni prima della movimentazione;
- tutti i bovini della partita devono essere stati sottoposti, con esito negativo, ad un test Real Time PCR per rilevare il genoma virale nel sangue entro 5 giorni prima della movimentazione. L’esecuzione del test Real Time PCR dei capi oggetto di movimentazione, non sarà più richiesta una volta raggiunta la protezione immunitaria conseguente alla vaccinazione di richiamo negli animali adulti e alla vaccinazione nei vitelli figli di madri vaccinate.
Una volta arrivati nello stabilimento di destinazione, gli animali movimentati non possono essere spostati per i successivi 30 giorni. Durante questo periodo devono essere monitorati dal Veterinario Aziendale, che effettuerà visite cliniche documentate per verificare l’assenza di sintomi riconducibili alla LSD. Nelle aree non soggette a restrizioni sarà inoltre attivata una sorveglianza rafforzata, con controlli clinici mensili su animali presenti in aziende bovine scelte casualmente, anche durante vaccinazioni o altre attività ufficiali. Il numero minimo di allevamenti da controllare in ogni provincia viene stabilito dal Centro di Referenza Nazionale sulla base del rischio epidemiologico, considerando numero di aziende, diffusione dei focolai e vicinanza alle zone di restrizione, e sarà aggiornato in base all’evoluzione della situazione sanitaria.

A partire da giugno e per tutto il periodo considerato a maggior rischio di diffusione della malattia, il rispetto del numero minimo di allevamenti sottoposti a controlli clinici nella provincia diventerà una condizione necessaria per autorizzare la movimentazione in deroga dei bovini dalle zone vaccinate. Tutte le visite cliniche dovranno essere registrate negli applicativi dedicati della piattaforma VetInfo. Il Servizio veterinario della Regione Sardegna avrà il compito di monitorare costantemente il raggiungimento del numero minimo di controlli mensili previsti per ciascuna provincia, e di comunicare eventuali criticità alla Direzione Generale della Salute Animale.
Situazione attuale in Sardegna
Secondo i dati aggiornati del Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario, ad oggi, 11 maggio 2026, risultano confermati 6 focolai clinici in altrettanti allevamenti bovini, tutti localizzati nella provincia del Sud Sardegna. L’ultimo rilevato è dello scorso 6 maggio e ricade nel comune di San Vito, dove salgono quindi a 3 le aziende colpite. Gli altri comuni interessati restano Muravera, Villaputzu e Ballao.

Il quadro epidemiologico indica 254 bovini presenti negli allevamenti interessati, di cui 26 malati, 3 morti, 220 abbattuti e 221 distrutti.

Soddisfazione dell’assessore Agus per la decisione del Governo
«Siamo soddisfatti che il Ministero abbia accolto le richieste avanzate dalla Regione Sardegna e dal comparto. Questo sblocco è fondamentale per i nostri allevatori e conferma che la strada delle vaccinazioni è quella giusta per salvaguardare il patrimonio zootecnico regionale». L’assessore dell’Agricoltura Francesco Agus ha commentato così la notizia dello sblocco della movimentazione dei capi bovini nell’isola, a esclusione della zona di sorveglianza sanitaria dei 50 chilometri dai focolai individuati di dermatite bovina, deciso dal Ministero della Salute. Agus ha sottolineato anche l’importanza della riapertura alla movimentazione fuori regione dei bovini provenienti dalle aree non soggette a restrizioni, evidenziando che il lavoro con autorità sanitarie e veterinarie proseguirà per contenere i focolai e garantire sicurezza e continuità produttiva nel resto della Sardegna. Al termine del suo discorso, l’assessore ha inoltre annunciato che nella prossima variazione di bilancio saranno stanziate nuove risorse a sostegno del comparto, prorogando fino al 2026 gli aiuti già previsti per i danni causati dal blocco delle movimentazioni.
















































































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