Etologia caprina: un basso rango sociale non penalizza la prole
Uno studio mostra come le capre di alto rango mantengono un peso e un BCS superiori, ma la dominanza non altera la frequenza né la durata dell'allattamento dei capretti

Il livello gerarchico sociale delle capre da latte, sia primipare che pluripare, influenza in modo significativo i loro parametri produttivi, come il peso corporeo e il punteggio di condizione corporea (BCS). Le femmine dominanti sono più pesanti e in migliore salute nutrizionale. Tuttavia, questa dominanza materna non ha un impatto misurabile né sulla crescita dei capretti né sull’attività di allattamento durante la lattazione.
Un cenno di etologia
L’allevamento caprino è in crescita a livello globale, con una popolazione superiore al miliardo di capi, e la domanda di latte e carne di capra è in aumento grazie alla loro unicità nutrizionale. Chi lavora in questo ambito sa che la relazione madre-capretto è un periodo cruciale, soprattutto nelle prime 4-6 ore dopo il parto, quando si stabilisce la selettività materna, fondamentale per la sopravvivenza della prole. Le capre sono infatti animali gregari che stabiliscono ranghi sociali ben definiti.
Gerarchia e allattamento
È risaputo che, nell’allevamento, le relazioni sociali possono influenzare l’uso delle risorse, lo stato nutrizionale e il peso degli animali. Perché è importante studiare l’interazione tra la gerarchia e l’allattamento? Perché si ipotizzava che uno status sociale basso potesse compromettere la cura materna e lo sviluppo della prole. La ricerca è stata condotta da A. García-Cázares, P. Cano-Suárez e A. Terrazas-García presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico. I tre ricercatori hanno valutato l’effetto della gerarchia sociale su 47 capre pluripare e 25 capre primipare delle razze Camosciata delle Alpi e Toggenburg, monitorando i loro parametri produttivi e il comportamento di allattamento durante la lattazione. Le attività di allattamento sono state registrate per circa 14 giorni post-partum e settimanalmente fino al giorno 55 di lattazione.
Il cuore del tema
La gerarchia sociale è un meccanismo che consente la coesistenza tra gli animali che condividono risorse. Quando le risorse sono scarse, gli animali competono attivamente tramite incontri agonistici per cibo e spazio. Per determinare il livello di gerarchia, è stato calcolato un “indice di successo” registrando le interazioni agonistiche (come spinte, minacce o morsi) tra le femmine durante il periodo di alimentazione. Questo indice ha permesso di classificare gli animali in tre livelli di dominanza: basso (0–0,33), medio (0,34–0,66) e alto (0,67–1,0).
La connessione tra dominanza e stato materno
Lo studio ha confermato che il livello gerarchico materno è strettamente legato ai parametri produttivi della madre. In linea con le aspettative, le capre con un alto livello di dominanza pesavano di più e avevano un BCS migliore rispetto a quelle di rango medio o basso. Questo risultato suggerisce che la maggiore aggressività delle femmine dominanti garantisce loro un maggiore accesso alle risorse alimentari, migliorandone lo stato nutrizionale. Per esempio, il BCS era significativamente più alto nelle capre di alta dominanza in numerosi giorni di gestazione e lattazione. Inoltre, le capre pluripare erano naturalmente più grandi e pesanti delle primipare, come ci si aspetta date le differenze di età e sviluppo.
La gerarchia non spezza il legame di allattamento
Nonostante le differenze nello stato corporeo delle madri, il dato più rilevante è che il livello gerarchico della madre non ha avuto effetti significativi sulla crescita dei capretti, misurata tramite il peso corporeo. Analogamente, l’analisi del comportamento di allattamento non ha mostrato differenze tra i tre livelli di dominanza in parametri cruciali come la durata degli episodi, la frequenza di accettazione o di rifiuto dell’allattamento o il numero totale di episodi. L’unica eccezione comportamentale è stata una tendenza nelle capre di alta dominanza a rifiutare l’allattamento più spesso durante la prima settimana, ma questo effetto non è persistito.
Materiali e metodi
La popolazione studiata, composta da 72 capre in totale, ha mostrato una chiara aggregazione sociale: la percentuale più alta di capre, sia primipare che pluripare, si è concentrata nel livello di dominanza medio (65%). Questa distribuzione è risultata significativamente superiore a quella del livello basso (20%) e del livello alto (15%) (P < 0,001). Tale concentrazione nel rango medio è un indicatore di coesione e stabilità del gruppo, limitando l’energia spesa in interazioni agonistiche.
Il peso corporeo delle madri è stato significativamente influenzato dal livello di dominanza (P = 0,014), con le capre più dominanti che pesavano di più. Il BCS, parametro chiave dello stato nutrizionale, era significativamente più elevato nelle capre di alta dominanza in diversi momenti della lattazione e della gestazione, rispetto alle capre di medio e basso rango (P < 0,05).

Il numero di capre distribuite in base al livello di dominanza (basso, medio, alto)
Crescita dei capretti e ritmi di suzione
Nonostante queste nette differenze nella salute della madre, il peso corporeo dei capretti non è stato influenzato dal rango materno (P > 0,05). Il peso della prole è invece aumentato in modo significativo con il progredire della lattazione (P < 0,0001). Riguardo l’allattamento, la frequenza degli episodi accettati dalla madre era generalmente maggiore all’inizio della lattazione per tutti i gruppi e poi diminuiva con il tempo, un effetto temporale comune a diverse specie. Ad esempio, nelle capre di dominanza media, la frequenza di episodi accettati è stata maggiore nei giorni 6 e 14 rispetto ai giorni successivi (P < 0,05). In sostanza, i dati indicano che, sebbene la gerarchia influenzi la condizione della madre, il suo effetto sulla cura diretta della prole, misurata tramite l’allattamento, è trascurabile in questo contesto sperimentale.
Conclusione
In sintesi, la gerarchia sociale è una realtà che incide sulla ripartizione delle risorse, premiando le capre più dominanti con un migliore stato fisico (peso e BCS). Tuttavia, per gli allevatori, il dato rassicurante è che in condizioni di allevamento stabile, questo squilibrio gerarchico non si è tradotto in una penalizzazione della crescita dei capretti o in alterazioni significative del comportamento di allattamento.
L’opportunità pratica derivante da questa ricerca è l’importanza di monitorare attentamente lo stato nutrizionale (peso e BCS) delle capre di bassa gerarchia, specialmente durante le fasi critiche come la gestazione e l’inizio della lattazione. Essendo le prime a ricevere aggressioni e a subire la pressione sociale, le femmine di rango basso potrebbero necessitare di maggiore supporto nutrizionale per garantire la loro produttività a lungo termine.
Guardando al futuro, i ricercatori suggeriscono di approfondire se la dominanza materna possa influenzare l’instaurazione del legame selettivo madre-figlio subito dopo il parto e di esplorare la correlazione tra lo stato nutrizionale della madre, i fattori endocrini che regolano il comportamento materno e il suo livello gerarchico. La stabilità del peso dei capretti, indipendentemente dal rango materno, suggerisce che i meccanismi biologici che regolano l’allattamento e il legame madre-figlio sono robusti e prevalgono sull’influenza diretta della dominanza sociale, almeno finché l’ambiente fornisce risorse sufficienti.
















































































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