Fertilizzanti azotati: l’Europa azzera i dazi per sostenere le filiere agricole
Il Consiglio dell’Unione Europea ha ufficializzato la sospensione annuale dei dazi doganali sui principali fertilizzanti per abbattere i costi di produzione agricola, messi a dura prova dalle tensioni geopolitiche e dai rincari energetici

La decisione del Consiglio dell’Unione Europea, formalizzata il 22 maggio 2026 a Bruxelles, prevede la sospensione temporanea per dodici mesi delle tariffe doganali sulle importazioni di ammoniaca e urea, componenti fondamentali per la produzione agricola e zootecnica. Questo intervento è stato voluto e portato avanti per contrastare l’impennata dei prezzi iniziata nel 2021 e aggravata recentemente dalle criticità nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale dove transita un terzo del commercio mondiale di fertilizzanti. La notizia segue la pubblicazione del Piano d’Azione per i Fertilizzanti, presentato a Strasburgo il 19 maggio.
La sospensione doganale
I fertilizzanti azotati sono alla base della produzione di foraggi e cereali destinati all’alimentazione animale. Un abbassamento del costo degli input si traduce in una maggiore sostenibilità economica per le aziende, che negli ultimi anni hanno visto i prezzi dei fertilizzanti aumentare sensibilmente, con un picco del 40% registrato solo nell’aprile del 2026. Tuttavia, la sospensione non riguarda l’intero mercato globale; sono stati esclusi i prodotti provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia per motivi legati al conflitto in Ucraina e al rispetto dei diritti umani. Tale scelta riflette la volontà di diversificare le rotte commerciali europee, riducendo la dipendenza da partner inaffidabili.
Meccanismi di applicazione
Dal punto di vista tecnico, la misura interviene sulle aliquote doganali che solitamente oscillano tra il 5,5% e il 6,5% per i paesi che non godono già di accordi preferenziali. La sospensione si applica con la clausola della nazione favorita, ma prevede un limite quantitativo basato sui volumi di importazione del 2024, con una maggiorazione calcolata per compensare parzialmente l’assenza dei prodotti russi e bielorussi. Un aspetto cruciale è il monitoraggio continuo che la Commissione Europea dovrà effettuare sul mercato, riservandosi la possibilità di modificare o prorogare il provvedimento qualora le condizioni lo richiedano. Questa flessibilità è fondamentale per equilibrare le necessità degli agricoltori con la tutela dei produttori di fertilizzanti all’interno dell’Unione.
I dati e le risposte del settore
I numeri evidenziano l’entità della dipendenza europea dalle importazioni: nel 2024 l’Unione ha importato circa 2 milioni di tonnellate di ammoniaca e 5,9 milioni di tonnellate di urea, oltre a 6,7 milioni di tonnellate di miscele azotate. Il risparmio stimato per il comparto agricolo, grazie allo stop ai dazi, è di circa 60 milioni di euro a livello comunitario.
“Oggi rafforziamo la risposta a questi aumenti stanziando 100 milioni di euro per l’acquisto di fertilizzanti. Riconosciamo un credito d’imposta del 30%, finanziato con 40 milioni di euro, per i mesi di marzo, aprile e maggio. Faccio notare che questa misura si aggiunge allo stop ai dazi sui fertilizzanti decisa questa mattina a Bruxelles”, chiarisce in una nota del ministero il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Le associazioni di categoria hanno accolto la notizia con un mix di sollievo e richieste di ulteriori interventi strutturali.
Tommaso Battista, presidente di Copagri, ha definito la misura una boccata d’ossigeno che va incontro alle sollecitazioni del settore, sottolineando però che bisogna nel frattempo continuare a lavorare per sospendere l’applicazione del Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, noto come CBAM. Anche Coldiretti e Filiera Italia hanno espresso una posizione cauta, affermando che senza lo stop al CBAM la sospensione dei dazi è una misura inadeguata che rischia di vanificare i benefici attesi, scaricando nuovi costi sulle imprese agricole. Dal canto suo, Confagricoltura ha ribadito che lo stop ai dazi, pur incidendo mediamente per il 6% dei costi, è un segnale importante che premia il pressing del governo italiano a Bruxelles. Dello stesso avviso Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare.
Prospettive per il comparto
Il provvedimento entrerà ufficialmente in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Nel breve termine, gli allevatori e i coltivatori potranno beneficiare di una riduzione diretta dei costi, ma bisognerà gestire la volatilità dei mercati energetici. In futuro, l’attenzione si sposterà probabilmente sulla promozione di soluzioni alternative, come l’impiego del digestato agricolo e dei fertilizzanti biologici, auspicando una semplificazione normativa che ne permetta la piena liberalizzazione. Nel frattempo, occorre mantenere alta l’attenzione sulle dinamiche geopolitiche globali.



















































































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