Fontina DOP Alpeggio, produzione stabile ma la siccità fa crescere i costi per la gestione dei pascoli

Esperienza, conoscenza del territorio e attenzione al benessere degli animali hanno consentito agli allevatori valdostani di garantire continuità produttiva anche in una stagione segnata dalla scarsità d’acqua

Fontina_DOP
6 Novembre, 2026

La produzione di Fontina DOP si mantiene stabile rispetto allo scorso anno, secondo le prime indicazioni del Consorzio Produttori e Tutela della DOP Fontina. In attesa dei dati definitivi del 2026, il bilancio evidenzia la continuità produttiva della denominazione, mentre negli alpeggi la scarsità d’acqua ha complicato il lavoro e richiesto maggiori risorse per l’approvvigionamento idrico e la gestione dei pascoli.

Nel 2025 sono state certificate 353.048 forme di Fontina DOP, delle quali 61.924 di Fontina DOP Alpeggio, pari a circa il 18% del totale. La tenuta annunciata per il 2026 riguarda la produzione complessiva della denominazione e si accompagna a una stagione estiva nella quale gli allevatori hanno dovuto adattare la gestione delle mandrie alle difficoltà climatiche.

«La montagna non fa sconti e quest’anno la mancanza d’acqua si è fatta sentire. La produzione tiene, ma la siccità ha presentato il conto: le aziende hanno dovuto sostenere costi più elevati per l’approvvigionamento e la gestione dell’acqua, oltre che per la cura dei pascoli», spiega Fulvio Blanchet, direttore del Consorzio. «Dietro questi numeri ci sono allevatori che conoscono la montagna, sanno adattarsi alle sue difficoltà e prendono decisioni ogni giorno, mettendo sempre al centro il benessere degli animali».

Pascolo_valdostano

La conclusione del periodo in quota è scandita dalla Desarpa, il ritorno delle mandrie a valle, accompagnato in diverse località valdostane da feste e celebrazioni popolari. Un passaggio del calendario agricolo che rende visibile il legame tra allevamento e territorio, costruito attraverso l’utilizzo stagionale dei pascoli e il lavoro necessario a mantenerli.

Durante l’estate, il latte munto e trasformato direttamente in quota dà origine alla Fontina DOP Alpeggio, il cui profilo aromatico richiama le erbe e i fiori dei pascoli. Queste caratteristiche trovano espressione anche in cucina, dove il formaggio entra nelle preparazioni tradizionali valdostane e può suggerire nuove interpretazioni.

Fonduta

Per lo chef Stefano Alessandro Marchetto, il punto di partenza resta la conoscenza delle ricette locali, dalla fonduta alla polenta concia e alla zuppa alla valpellinese. «Sono piatti che raccontano la montagna e che possono essere reinterpretati con un linguaggio contemporaneo, senza perdere il legame con le origini. La zuppa alla valpellinese, per esempio, potrebbe diventare un tortello ripieno di verza e Fontina, servito nel suo brodo».

Un impiego che richiede di considerare il contributo del formaggio all’equilibrio del piatto, valorizzandone sapore, consistenza e intensità aromatica. «La chiave è rispettare il carattere della Fontina, lasciando che la sua identità e la sua ricchezza aromatica restino protagoniste», conclude Marchetto.

 

Autore: Roberta Terrigno

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