Giornata mondiale del suolo 2025: una risorsa sempre meno scontata
Celebrare il suolo ci ricorda il valore intrinseco che possiede e l'importanza che riveste per il sostentamento di esseri umani, animali e piante

Il 5 dicembre ricorre la Giornata Mondiale del Suolo, istituita dalla 68ª Sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per richiamare l’attenzione sull’importanza cruciale di questa risorsa. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è “Suoli Sani per Città Sane”, che sottolinea il legame imprescindibile tra la qualità del suolo e il benessere delle popolazioni urbane.
Anche sotto le nostre case, le nostre città e sotto l’asfalto c’è un terreno che, con le giuste condizioni, contribuisce ad assorbire l’acqua piovana, regolare la temperatura, immagazzinare carbonio e migliorare la qualità dell’aria. Con l’aumentare del consumo di suolo e la cementificazione, il terreno purtroppo perde queste funzioni, con conseguente negative sulla salute delle città e di chi le abita, rendendole più vulnerabili alle inondazioni, al surriscaldamento e all’inquinamento.
Secondo l’ultimo Rapporto SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici” di cui abbiamo parlato in un articolo del 24 ottobre, nel 2024 sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Con oltre 78 km2di consumo di suolo netto si tratta del valore più alto degli ultimi 10 anni. Ogni ora si perde una porzione di suolo pari a circa 10mila metri quadrati, come se dal mosaico terrestre venisse staccato un tassello dopo l’altro. Sempre il report di SNPA ricorda che:
- Il 95% del nostro cibo proviene dal suolo.
- Il 33% dei terreni è degradato.
- Per produrre anche solo 2-3 cm di terreno possono essere necessari fino a 1.000 anni
- Il terreno fornisce 15 dei 18 elementi chimici naturali essenziali per le piante.
- In un cucchiaio di terra ci sono più organismi viventi che persone sulla Terra.
- Grazie alla gestione sostenibile del suolo si potrebbe produrre fino al 58% di cibo in più.
- Il suolo ospita quasi il 59% delle specie della Terra
Da tempo Ruminantia racconta, per sua voce o di altri, l’importanza di rallentare il consumo di suolo, anche a beneficio del settore agro-zootecnico e della produzione alimentare, oltre che per preservare la biodiversità, una risorsa spesso ingiustamente sottovalutata o poco considerata. È importante, infatti, ricordare che la tutela della natura incontaminata è un dovere morale, in quanto il mondo selvatico vive di una dignità ontologica, ma, qualora ciò non dovesse bastare, vale la pena puntualizzare quanto da questa dipenda molto, se non la quasi totalità, del sostentamento della vita umana.
Il suolo e i terreni in quest’ottica rappresentano le fondamenta per quelle impalcature che sono le innumerevoli forme di vita che attraversano, seppur per un limitato lasso di tempo, questo nostro trespolo. Il nostro pianeta è stato definito storicamente “una biglia blu” dagli astronauti della missione Apollo del 1972, per via delle immense distese di acqua e di nembi pallidi che la attraversano, ma teniamo sempre a mente che questa distesa cerulea è costellata anche da piccole, fondamentali e preziose macchie di terra.



















































































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