Nuove tutele UE per la zootecnia: dai contratti trasparenti alle clausole Mercosur

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno approvato un pacchetto di misure decisive per stabilizzare il reddito degli allevatori e proteggere il settore dalle distorsioni del mercato globale e dalle pratiche commerciali sleali

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6 Marzo, 2026

Giovedì 5 marzo 2026 il Consiglio dell’Unione Europea è intervenuto su più fronti, agendo sulla regolamentazione dei rapporti di forza interni alla filiera, fino alla gestione delle relazioni commerciali internazionali, per mantenere la competitività delle imprese europee senza compromettere gli elevati standard di sicurezza e qualità che caratterizzano il modello agricolo dell’Unione.

Clausole Mercosur

Due i regolamenti adottati formalmente dal consiglio nella giornata di giovedì 5. Il primo riguarda l’adozione di clausole di salvaguardia bilaterali negli accordi commerciali tra l’Unione Europea e i paesi del Mercosur, ossia Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Questo meccanismo permette all’Unione di agire tempestivamente qualora un aumento improvviso delle importazioni minacci di causare danni gravi ai produttori europei, introducendo una soglia del 5% sulla media triennale per far scattare le indagini sui prodotti sensibili.

Michael Damianos, ministro dell’Energia, del Commercio e dell’Industria di Cipro, ha dichiarato in seguito all’adozione del regolamento sulle clausole di salvaguardia: «Gli agricoltori dell’UE saranno meglio protetti da improvvisi shock di mercato e impennate delle importazioni. Con questo regolamento, avremo la capacità di rispondere in modo rapido ed efficace per preservare i nostri interessi agricoli.»

Le pratiche sleali

Parallelamente, il Consiglio ha adottato formalmente un nuovo regolamento per contrastare le pratiche commerciali transfrontaliere sleali, rafforzando la cooperazione tra le autorità nazionali, considerando che circa il 20% dei prodotti agroalimentari consumati in uno Stato membro proviene da un altro Paese dell’Unione. Il nuovo quadro normativo introduce un meccanismo di assistenza reciproca che facilita lo scambio di informazioni e la conduzione di indagini congiunte, garantendo al contempo che i fornitori siano protetti da eventuali ritorsioni commerciali da parte degli acquirenti.

“Garantire un trattamento equo e la protezione degli agricoltori all’interno della filiera alimentare è essenziale. Queste nuove regole rafforzeranno la cooperazione transfrontaliera tra le autorità nazionali.” Conferma Maria Panayiotou, ministra dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e dell’Ambiente di Cipro.

Cos’è carne?

L’accordo informale raggiunto tra Parlamento e Consiglio (trilogo) introduce una definizione vincolante di carne come “parti edibili di animali“, stabilendo che denominazioni come “bistecca” o “fegato” siano riservate esclusivamente ai prodotti di origine animale, escludendo esplicitamente i cibi coltivati in laboratorio. Sia parlamento che consiglio dovranno approvare formalmente l’accordo.

In merito, il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha commentato: «Si dice basta al meat sounding: non potranno essere utilizzate denominazioni tipiche dei prodotti di origine animale per chiamare prodotti di origine vegetale e tantopiù per quelli prodotti in laboratorio. È un successo dell’Italia che vede riconosciuto a livello europeo il proprio modello agroalimentare».

Prezzi veri

Sul fronte economico, gli Stati membri saranno tenuti a pubblicare indicatori online che fungano da benchmark per i contratti, assicurando che i prezzi finali riflettano i costi di produzione sostenuti dagli allevatori.

Céline Imart, relatrice per il Parlamento europeo (PPE, Francia), ha commentato con entusiasmo l’accordo politico raggiunto il 5 marzo sulla posizione nella filiera: «L’accordo raggiunto oggi costituisce una vittoria importante per i nostri agricoltori. I contratti garantiti assicureranno loro un posto equo nella catena del valore, e la richiesta di un meccanismo di mediazione salvaguarderà il loro reddito in caso di controversia con il loro acquirente principale».

Per il settore lattiero-caseario sono stati introdotti contratti scritti obbligatori con clausole di revisione dei prezzi per far fronte alle particolari criticità del comparto. Su questo punto il ministro Lollobrigida ha sottolineato che l’Unione europea ha deciso di fare propria «una norma che già vale in Italia per dare più forza nelle contrattazioni ai nostri agricoltori», evidenziando in particolare «la previsione di una clausola di revisione per i contratti superiori ai sei mesi nella fornitura di materie prime», che consentirà agli agricoltori di chiedere l’inserimento di una clausola di rinegoziazione per adeguare il prezzo di vendita all’andamento del mercato. Secondo il ministro si tratta di «un passo decisivo per vedere riconosciuto il giusto valore e il giusto reddito ai nostri agricoltori».

Biocidi

Inoltre, mercoledì 4 marzo, il Consiglio ha approvato il mandato negoziale sull’estensione della protezione dei dati per i biocidi fino al 2030, inserita nel pacchetto di semplificazione “Omnibus X”, per ridurre gli oneri amministrativi e garantire la sicurezza dei mangimi e la salute animale. La parola spetta ora al Parlamento Europeo, con cui il consiglio avvierà i negoziati. «Far progredire l’agenda di semplificazione sulla sicurezza dei prodotti alimentari e dei mangimi è fondamentale per promuovere la competitività e la resilienza delle nostre industrie”, chiosa Marilena Raouna, viceministra per gli Affari Europei di Cipro.

Prossimi step

Le nuove regole sulle pratiche commerciali sleali entreranno in vigore 18 mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, concedendo agli Stati membri il tempo necessario per organizzare le autorità di controllo. La ratifica finale dell’accordo con il Mercosur dipenderà dal consenso del Parlamento Europeo, ma le clausole di salvaguardia sono già state formalizzate per offrire una protezione immediata non appena gli accordi commerciali diventeranno operativi. Le organizzazioni di produttori giocheranno un ruolo centrale in questa evoluzione, beneficiando di esenzioni dalle norme sulla concorrenza, potendo così negoziare con maggiore peso contrattuale.

Per approfondire:

Consiglio potere negoziale

Consiglio Mercosur

Consiglio pratiche sleali

Consiglio biocidi

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