Nuovi focolai di afta epizootica. Salgono a tre i Paesi europei coinvolti
Dal 2011 torna ad affacciarsi lo spettro dell'afta epizootica in Europa

Segnalati nuovi casi di afta epizootica: questa volta si tratta di tre allevamenti situati in Slovacchia, uno ubicato nella zona di restrizione istituita per il focolaio in Ungheria e gli altri due situati nel territorio lungo il Danubio. In poco più di due mesi è il terzo Paese europeo a rilevare la malattia, dopo circa 14 anni di totale assenza nell’UE.
Il decorso in Europa
A seguito della prima notifica della Germania, giunta lo scorso 10 gennaio, è stata la volta dell’Ungheria, che il 7 marzo 2025 ha confermato la presenza del virus in un allevamento di bovini nei pressi di Kisbajcs, nel distretto di Győr-Moson-Sopron, a circa 2 km dal confine con la Repubblica slovacca (leggi QUI).

Secondo le informazioni fornite dalle autorità ungheresi in merito alle movimentazioni di animali effettuate dall’azienda agricola infetta, la Slovacchia non figurava tra i destinatari.
Situazione slovacca
Ciononostante, in Slovacchia è stata subito istituita, dall’Amministrazione veterinaria e alimentare statale della Repubblica slovacca, una zona di restrizione nei distretti di Dunajská Streda e Komárno e sono state predisposte e attivate una serie di misure preventive per scongiurare l’introduzione e la diffusione del virus, tra cui: il divieto di movimentazione di animali, di materiale per la riproduzione (seme, ovuli ed embrioni) di sottoprodotti e prodotti di origine animale e di alimenti destinati agli stessi, provenienti da aziende situate nella zona di restrizione.
Inoltre, negli allevamenti di animali sensibili all’interno della zona soggetta a restrizioni, sono stati ordinati esami clinici e, in caso di segni che potessero indicare la presenza di afta epizootica, sono stati eseguiti campioni specifici finalizzati allo screening mirato dell’agente eziologico.
Il 21 marzo 2025, il Laboratorio nazionale di riferimento per la febbre aftosa (Istituto veterinario e alimentare statale – Istituto veterinario di Zvolen) ha notificato al veterinario capo della Repubblica slovacca i risultati positivi delle analisi di laboratorio sui campioni (CP10618/2025, CP10619/2025, CP10620/2025) prelevati il 20 marzo 2025 in tre allevamenti bovini. I campioni sono stati prelevati in base al sospetto di infezione nella mandria, dovuto alla presenza di segni clinici (febbre, lesioni nel cavo orale e sulla mammella).
Sulla base di quanto sopra, il veterinario capo della Repubblica slovacca ha emanato delle misure straordinarie di emergenza che dispongono il divieto di esportazione verso la Repubblica Ceca, la Polonia e la Federazione Russa di animali e prodotti da essi derivanti.
Misure messe in atto in Italia
In conseguenza a quanto occorso, il 21 marzo stesso il Ministero della Salute ha divulgato una nuova Nota, firmata dal Direttore Generale DGSA, dr. Giovanni Filippini, con la quale si dispone il:
“il rintraccio di tutte le partite di animali sensibili all’afta provenienti dalla Slovacchia negli ultimi 30 giorni ed il controllo su tutte le successive partite di tali animali provenienti da tutto il territorio slovacco“.
Tali controlli verranno effettuati, con l’ausilio del sistema TRACES, attraverso gli UVAC (Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari). In particolare, i Servizi Veterinari localmente competenti, disporranno sulle partite individuate il sequestro nei luoghi di prima destinazione, con controlli clinici e di laboratorio.
Nel documento si legge, inoltre, che, in considerazione delle caratteristiche di diffusione della malattia, e non potendo escludere al momento la possibilità di un’estensione dei focolai anche all’Austria, confinante sia con l’Ungheria che con la Slovacchia, gli UVAC predisporranno, sempre attraverso i servizi veterinari localmente competenti, il sequestro nei luoghi di prima destinazione delle partite di animali aftoso sensibili provenienti dai Lander austriaci confinanti con i suddetti Paesi (vedi mappa) e l’esecuzione
sulle stesse di controlli clinici e di laboratorio.




















































































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