PAC 2028-2034, UE: all’Italia spetteranno almeno 31 miliardi
La Commissione ha presentato le dotazioni nazionali minime per il sostegno al reddito della Politica Agricola Comune post-2027. Ogni Paese potrà poi integrare i pagamenti su base volontaria attingendo ad altri capitoli del bilancio

Nella PAC post-2027 all’Italia spetteranno 31 miliardi di euro. E’ quanto emerso ieri dalla presentazione fatta dalla Commissione europea delle dotazioni nazionali minime per la PAC 2028-2034.
Il nostro Paese si conferma così al quarto posto tra i beneficiari della PAC, dietro Francia (50,9 miliardi), Spagna (37,2 miliardi) e Germania (33,1 miliardi), con una percentuale di circa il 10% del bilancio totale stanziato per l’agricoltura nell’ambito del Fondo di partenariato nazionale e regionale che ammonta a 300 miliardi e che comprende non solo i pagamenti diretti per superficie, ma anche altri strumenti che garantiscono il sostegno al reddito degli agricoltori, come investimenti, misure agroambientali e una “Rete di Sicurezza Unificata” del valore di 6,3 miliardi di euro in caso di turbative del mercato.
Le dotazioni saranno assegnate agli Stati membri in modo da garantire equità e continuità nel finanziamento dell’agricoltura e delle zone rurali. La quota di ciascun paese si basa sulla sua dotazione per il 2027, l’ultimo anno dell’attuale quadro di bilancio. I fondi saranno infatti distribuiti proporzionalmente per riflettere tali quote.


La Commissione ha poi precisato che si tratta di una “dotazione minima” che ogni Paese potrà integrare, su base volontaria, attingendo ad altri capitoli del bilancio.
Oltre alle dotazioni minime vincolate, rimangono infatti disponibili 453 miliardi di euro nell’ambito dei Piani di Partenariato per gli Stati membri per rafforzare il sostegno al settore agricolo.
Gli Stati membri utilizzeranno tali fondi per integrare queste dotazioni minime per altri interventi obbligatori della PAC, come LEADER, progetti di innovazione e condivisione delle conoscenze o programmi per le scuole. Potranno inoltre utilizzarli per integrare interventi di sostegno al reddito che vanno oltre gli importi vincolati.
La Commissione fornirà raccomandazioni nazionali per orientare gli Stati membri nell’elaborazione dei loro piani.
“L’agricoltura e le zone rurali – si legge nella nota diffusa dalla Commissione – trarranno vantaggio da diverse opportunità di finanziamento e sinergie con altri settori strategici. Pianificare la PAC insieme ad altre politiche offre agli Stati membri maggiore flessibilità e li aiuta a rispondere meglio alle esigenze del settore agricolo e delle zone rurali a livello nazionale, regionale e locale. Questa PAC lungimirante coniuga stabilità e ambizione, garantendo che il sostegno raggiunga coloro che ne hanno più bisogno e preparando al contempo l’agricoltura europea per il futuro“.



















































































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