Pecorino Toscano DOP: aggiornato il disciplinare, introdotte nuove classificazioni e modifiche tecniche
Dalla definizione di “semistagionato” e “riserva” all’ampliamento delle dimensioni delle forme e alla revisione delle regole di marchiatura: la modifica ordinaria introduce novità concrete per la filiera senza alterare l’identità del prodotto

Recentemente pubblicata in GUUE l’approvazione della domanda di modifica ordinaria del disciplinare della Pecorino Toscano DOP, un passaggio rilevante nel percorso di aggiornamento delle denominazioni di origine europee.
Si tratta di una revisione che, pur rientrando formalmente nella categoria delle modifiche “non sostanziali”, introduce elementi di interesse concreto per operatori e trasformatori.
L’intervento, infatti, non incide sul nome, né sul legame con il territorio o sulle caratteristiche identitarie del prodotto, ma agisce su aspetti tecnici, descrittivi e commerciali, con l’obiettivo di rendere il disciplinare più attuale e funzionale.
Nuove diciture
Tra le novità più significative emerge l’introduzione di due diciture volontarie legate al grado di maturazione:
- “Semistagionato”, riservato a prodotti con almeno 60 giorni di stagionatura
- “Riserva”, destinato a forme con almeno 8 mesi
Questa modifica formalizza, all’interno del disciplinare, una segmentazione commerciale già presente nella prassi, finora non codificata.
Per i produttori si apre quindi la possibilità di valorizzare meglio le diverse espressioni del prodotto, mentre per il mercato si rafforza la leggibilità dell’offerta.
Forme più grandi e maggiore flessibilità produttiva
Il disciplinare introduce anche un aggiornamento significativo delle caratteristiche dimensionali delle forme, ampliando i limiti precedenti:
- il diametro massimo passa da 22 cm a 30 cm
- l’altezza dello scalzo può arrivare fino a 20 cm (prima 11 cm)
- il peso massimo viene esteso fino a 10 kg (prima 3,5 kg)
Questa revisione non modifica la tipologia del prodotto, ma consente una maggiore adattabilità alle esigenze produttive e commerciali, in particolare per lavorazioni destinate al porzionamento o alla trasformazione industriale.
In questo senso, la modifica risponde anche alla necessità di ridurre gli scarti e ottimizzare i processi, mantenendo comunque i parametri qualitativi previsti dalla DOP.
Una descrizione del prodotto più coerente e allineata
Un ulteriore intervento riguarda la riformulazione dell’articolo relativo alla descrizione del prodotto.
L’obiettivo non è stato quello di modificare le caratteristiche del Pecorino Toscano, bensì di rendere la descrizione più chiara e formalmente coerente tra disciplinare e documento unico europeo.
Si tratta di un adeguamento tecnico, ma significativo sul piano normativo, perché rafforza l’uniformità interpretativa e facilita l’attività di controllo.
Marchiatura ed etichettatura
Le modifiche intervengono anche sulle modalità di identificazione del prodotto, con tre cambiamenti principali:
- viene eliminato l’obbligo di utilizzo dell’inchiostro per la marchiatura
- la marchiatura sulle confezioni del prodotto preconfezionato diventa facoltativa
- il logo viene aggiornato e uniformato a quello già utilizzato in etichetta
Questi interventi introducono una semplificazione operativa, lasciando maggiore flessibilità ai produttori, pur mantenendo i requisiti di tracciabilità e riconoscibilità della DOP.
Nel complesso, la modifica approvata si configura come un esempio di quella che può essere definita una manutenzione evolutiva dei disciplinari di produzione, perché interviene su aspetti tecnici e commerciali per adeguare la denominazione alle esigenze attuali della filiera, senza compromettere gli elementi fondanti che ne giustificano la tutela.
















































































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