Prorogato di un anno l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di latte, derivati, carne e non solo
Lollobrigida: "L'indicazione di origine garantisce la qualità del cibo e il lavoro degli agricoltori"

Lo scorso 29 dicembre è stato firmato da Masaf, Mimit e Ministero della Salute il decreto interministeriale che proroga di un anno, fino al 31 dicembre del 2026, l’obbligo di indicare in etichetta l’origine per alcuni alimenti.
I prodotti interessati sono:
- tutti i tipi di latte e i prodotti lattiero-caseari,
- confezioni di riso,
- paste alimentari di grano duro,
- derivati del pomodoro,
- sughi e delle salse preparate a base di pomodoro.
Inoltre, anche sulle etichette delle carni degli ungulati domestici ci sarà l’obbligo di indicare l’origine del prodotto in etichetta.
“Conoscere l’origine dei prodotti che si acquistano è un diritto – ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. – Per questo abbiamo firmato il decreto che proroga l’obbligo di inserire l’indicazione di origine dei prodotti. Sapere da dove proviene il cibo che si acquista è garanzia della qualità del prodotto e del lavoro che i nostri agricoltori e allevatori compiono quotidianamente”.



















































































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