Quando la genetica diventa strategia d’impresa: il modello TJR Portea
Dai primi embrioni presi in Canada alla realizzazione di diverse famiglie Holstein di alto valore: il 19 settembre arriva la II° edizione di TJR Portea Sale, l’asta aziendale che porta sul mercato i risultati di venti anni di selezione

Innovazione tecnologica, selezione genetica e grande attenzione alla gestione dell’intero allevamento. Sono questi i pilastri sui quali TJR Portea Società Agricola, situata nel contesto montano di Anzola d’Ossola (VB), ha costruito negli anni un modello di allevamento capace di coniugare qualità produttiva, sostenibilità e visione imprenditoriale. Un percorso iniziato quasi cinquant’anni fa e oggi portato avanti dalla seconda generazione della famiglia Bianchi, che ha saputo trasformare una realtà pionieristica del territorio in un’azienda moderna, orientata alla ricerca dell’eccellenza.
Oggi vi accompagniamo alla scoperta di questa realtà imprenditoriale attraverso la testimonianza di Riccardo Bianchi, uno dei titolari dell’azienda, e di Beatrice Sarzi, sua compagna e figura di riferimento nella gestione dell’attività.
Una storia iniziata nel 1976
L’azienda nasce nel 1976 come società cooperativa agricola grazie alla legge regionale che allora incentivava l’insediamento dei giovani in agricoltura. Per l’epoca rappresentava già una realtà fuori dagli schemi e dalle dimensioni importanti per il territorio ossolano, considerando che disponeva di circa ottanta capi di razza Bruna. Negli anni, però, le difficoltà economiche portarono molti soci ad abbandonare il progetto, ma la famiglia Bianchi decise di continuare l’attività, raccogliendo il testimone e guidandone il cambiamento.

Oggi TJR Portea è una società agricola semplice il cui nome deriva dalle iniziali dei tre fratelli — Tommaso, Jacopo e Riccardo — a testimonianza del forte legame familiare che li caratterizza. L’allevamento conta circa 200 vacche in mungitura di razza Holstein e la maggior parte del latte viene conferita al caseificio Igor per la produzione del Gorgonzola DOP, mentre una quota viene trasformata direttamente in azienda in mozzarella, scamorza, caciocavallo, ricotta e latticini freschi venduti nell’adiacente spaccio. Una scelta, quella della pasta filata, insolita per il territorio ma nata da un’esperienza personale di Riccardo nel Sud Italia, dove ha avuto modo di conoscere e apprezzare produzioni casearie differenti rispetto alla tradizione ossolana che ha voluto far sue.
Le prime tappe del cambiamento
Il vero percorso di crescita prende forma all’inizio degli anni Duemila, quando la famiglia rileva definitivamente l’azienda e avvia un lungo programma di riqualificazione. I primi anni sono dedicati al recupero delle strutture esistenti; successivamente, iniziano gli investimenti destinati a cambiare profondamente il modo di allevare.

Nel 2013 vengono realizzate nuove cuccette, rifatte le coperture dei capannoni e installati sistemi di ventilazione e nebulizzazione nelle aree di attesa e di mungitura, con un’attenzione particolare al benessere animale. Parallelamente arriva uno degli investimenti che Riccardo considera ancora oggi decisivo: l’introduzione del sistema gestionale nella sala mungitura, che permette di raccogliere e analizzare quotidianamente una grande quantità di dati aziendali.

La seconda grande fase di sviluppo avviene, poi, nel 2020. Vengono realizzate nuove vasche per il liquame, introdotto il separatore solido-liquido per la produzione del green bedding e convertita la stalla al sistema compost barn per le vacche in lattazione, eliminando completamente l’impiego della paglia nei gruppi produttivi.

Contestualmente, l’allevamento viene ampliato fino agli attuali 200 capi in mungitura, viene installato un nuovo impianto di raffreddamento istantaneo del latte e uno scambiatore di calore che recupera energia per riscaldare l’acqua destinata all’abbeverata. Una soluzione particolarmente importante in un territorio montano come la Val d’Ossola, dove le basse temperature invernali rendono fondamentale garantire alle bovine acqua a una temperatura adeguata, con benefici diretti sia sul benessere animale sia sulla produzione del latte.

Produzioni foraggere aziendali, una garanzia di qualità
L’autosufficienza alimentare rappresenta un altro punto di forza dell’azienda. TJR Portea coltiva circa 140 ettari di mais, 50 ettari di cereali autunno-vernini e dispone di 80 ettari di prati stabili di montagna. Se le rese sono inferiori rispetto alle aree di pianura, la qualità dei foraggi rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la razione delle bovine.
Tra i vari progetti che portano avanti c’è anche il recupero di una storica varietà di mais nero, tipica di Anzola, riportata in coltivazione grazie ad alcuni semi ritrovati dopo anni in una soffitta. Attualmente ne coltivano circa 5 ettari per produrre una tipica polenta che è possibile acquistare presso lo spaccio aziendale.
La collaborazione con SOP: i numeri confermano la scelta
Accanto agli investimenti strutturali e tecnologici che si sono succeduti nel tempo, l’azienda sottolinea l’importanza di avvalersi di tecnici preparati e competenti con cui confrontarsi e progettare nuove soluzioni. Tra questi un’intensa collaborazione è quella con l’azienda SOP – Save Our Planet, partner che li accompagna nel monitoraggio delle performance e nell’ottimizzazione della nutrizione della mandria. A seguire tecnicamente l’azienda è in particolare il Dott. Gioacchino Quarta, Responsabile Italia Ruminanti SOP, che affianca la famiglia Bianchi nell’analisi dei dati aziendali e nel percorso di gestione della mandria.
Una sinergia che oggi trova riscontro nei risultati produttivi e qualitativi, e che possono essere raccontati anche attraverso i dati raccolti in azienda.

La collaborazione è partita con convinzione circa due anni fa, quando l’azienda ha introdotto SOP Star Cow sia nella fase di asciutta sia durante la lattazione. L’approccio adottato non si limita alla semplice fornitura del prodotto, ma si basa su un confronto tecnico continuo e sull’analisi periodica dei dati aziendali.
I risultati sono concreti e misurabili: incremento della produzione, miglioramento dei tenori di grasso e proteina e un efficace controllo delle cellule somatiche, indicatori fondamentali della qualità del latte e dello stato sanitario della mandria, come si evince dai dati sottostanti.

La genetica come punta di diamante dell’azienda
Se la tecnologia e la gestione tecnica rappresentano il motore dell’efficienza aziendale, ad aver definito la vera identità di TJR Portea è la selezione genetica. La svolta arriva nel 2006, quando Riccardo, trascorre sei mesi in Canada presso uno dei più importanti allevamenti Holstein, su consiglio di Dante Parietti, validissimo professionista che ancor oggi il mondo zootecnico ricorda con un premio speciale di stima e menzione nel circuito delle valutazioni morfologiche e dei giovani allevatori. Al termine dell’esperienza il giovane riceve, come riconoscimento per il lavoro svolto, alcuni embrioni appartenenti a famiglie genetiche della razza Holstein di altissimo valore.
È da quel momento che prende forma un progetto di selezione destinato a cambiare radicalmente la mandria aziendale. La scelta è volutamente controcorrente: invece di concentrarsi esclusivamente sull’incremento produttivo, l’obiettivo diventa quello di costruire famiglie capaci di coniugare funzionalità, longevità e qualità morfologica, con particolare attenzione ad arti, mammella e caratteristiche tipiche degli animali da concorso (show type). Una strategia che, secondo Riccardo, produce vantaggi sia tecnici sia economici: animali più sani, longevi, fertili e redditizi, oltre a un patrimonio genetico capace di creare nuove opportunità di mercato.
Il 19 settembre una vetrina per vent’anni di selezione genetica
Da circa due anni questo attento e meticoloso lavoro di selezione sta generando i frutti desiderati. Nel 2024, infatti, la TJR Portea ha organizzato la sua prima asta aziendale dedicata a soggetti di alto valore genetico. Un evento molto diffuso nelle realtà d’oltreoceano, ma estremamente innovativo e raro per il nostro Paese.
“L’evento rappresenta il punto di arrivo di un progetto iniziato quasi vent’anni fa. L’obiettivo non era soltanto migliorare la mandria aziendale, ma costruire un patrimonio genetico sufficientemente ampio e qualificato da poter dare vita a un appuntamento capace di attirare allevatori provenienti da tutta Italia. Per realizzare un catalogo di livello internazionale – spiega Riccardo – è infatti necessario disporre di una rosa di famiglie importanti, costruita attraverso anni di selezione e programmata con la stessa attenzione che caratterizza i principali allevamenti nordamericani.”
Alla base di questo lavoro ci sono proprio quelle linee genetiche importate dal Canada nel 2006. Da quei primi embrioni è nato un patrimonio costruito generazione dopo generazione, scegliendo accoppiamenti mirati e mantenendo una selezione fortemente orientata alla morfologia e alla funzionalità degli animali. Le bovine proposte durante l’evento sono soggette appartenenti a famiglie consolidate, con pedigree di grande valore e caratteristiche genetiche ricercate sia per i programmi di selezione sia per il circuito espositivo.

La prima edizione dell’iniziativa è stata estremamente soddisfacente: 600 le persone presenti e trenta i lotti esposti, tutti venduti. Per favorire la partecipazione del mercato italiano è stata scelta la formula della Tag Sale, con prezzo prefissato, superando le resistenze ancora presenti verso le tradizionali aste pubbliche. L’edizione di quest’anno introdurrà inoltre una novità: qualora più allevatori siano interessati allo stesso soggetto, un coordinatore di eccellenza, Giuseppe Beltramino, gestirà la contrattazione per individuare la soluzione migliore.
Riccardo e Beatrice sottolineano come l’evento non rappresenti soltanto un’opportunità commerciale, ma anche un momento di incontro tra allevatori, tecnici e appassionati del settore. La scorsa edizione è stata una giornata in una vera festa per tutta la comunità di Anzola d’Ossola, cui ha preso parte anche la ProLoco.
“Affinché queste iniziative crescano, il sostegno di aziende partner come SOP risulta essenziale, creando valore per l’intera filiera e dimostrando come innovazione, ricerca genetica e collaborazione tecnica possano tradursi in risultati concreti per l’allevamento moderno.”
Chi vuol prendere parte al prestigioso evento “TJR PORTEA SALE” trova tutte le informazioni QUI!
Per chi fosse, inoltre, incuriosito dalle proposte di SOP – Save Our Planet e volesse approfondire la gamma di prodotti disponibili, è possibile consultare il sito internet e i canali social FB, IG e IN!
















































































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