Rischio Campylobacter nei prodotti lattiero-caseari. Il nuovo factsheet dell’IDF
Il documento analizza rischi e strategie di prevenzione delle contaminazioni da Campylobacter nel latte e nei formaggi

La International Dairy Federation (IDF) ha pubblicato in questi giorni il Factsheet n. 46/2025, dedicato a Campylobacter spp. e ai prodotti lattiero-caseari.
Campylobacter è un genere di batteri Gram-negativi, non sporigeni, a forma di spirale e microaerofili, ampiamente distribuiti negli animali a sangue caldo, tra cui bovini, suini, ovini e avicoli. La principale via di trasmissione all’uomo è associata agli alimenti, inclusa la contaminazione incrociata durante la manipolazione, ad esempio carne cruda (in particolare pollame), alimenti poco cotti e latte crudo o contaminato. Sebbene esistano più di 45 specie di Campylobacter, circa il 90% delle infezioni nell’uomo da Campylobacter è causato da Campylobacter jejuni.
Il documento, redatto dal Comitato IDF sulla sicurezza alimentare, mette in evidenza i rischi associati alla presenza di questo microrganismo patogeno nelle filiere del latte e dei formaggi, in particolare quelli a base di latte crudo.
Per i casari, il testo fornisceuna serie di raccomandazioni pratiche: dall’importanza delle buone pratiche igieniche in stalla e in caseificio, fino ai trattamenti termici (come la pastorizzazione o la termizzazione) in grado di ridurre in modo significativo il rischio.
Un’attenzione particolare è rivolta ai formaggi a latte crudo, nei quali la fermentazione e la produzione di acidi organici possono svolgere un ruolo protettivo, ma che restano comunque un veicolo di potenziale contaminazione.
Il documento è disponibile gratuitamente sul sito ufficiale della IDF.

















































































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