Salta la direttiva UE contro il greenwashing
Dopo l'annuncio della Commissione della sua intenzione di ritirare la proposta relativa alla Direttiva "Green Claims", il Consiglio ha deciso di annullare la discussione con il Parlamento

A seguito all’annuncio fatto venerdì dalla Commissione europea circa la sua intenzione di ritirare la proposta legislativa anti-greenwashing, il Consiglio ha annullato il trilogo previsto per lunedì.
Secondo quanto riportato dall’Ansa, fonti della presidenza polacca del Consiglio avrebbero dichiarato che la scelta di mettere in pausa il dossier è dovuta al bisogno di avere chiarezza da parte dell’esecutivo UE. Alla base del cambio di passo della Commissione ci sarebbero le preoccupazioni per gli oneri amministrativi che la direttiva “Green Claims” avrebbe potuto comportare per le piccole imprese.
La direttiva “Green Claims”
La proposta di direttiva sulle dichiarazioni ambientali (Green Claims) era stata presentata a marzo 2023 dalla stessa Commissione con l’obiettivo di contrastare l’uso ingannevole di dichiarazioni green nelle etichette e nelle pubblicità e rendere i claim ambientali più affidabili in Europa (leggi anche “L’UE attacca il greenwashing“). La direttiva avrebbe obbligato le aziende a presentare preventivamente le dichiarazioni di marketing ambientale, corredate di prove a supporto, a verificatori nazionali accreditati per la valutazione e l’approvazione prima del loro utilizzo. Avrebbe inoltre regolamenteto l’uso dei sistemi di etichettatura ambientale in Europa.
Il Parlamento aveva in seguito adottato la sua posizione sul fascicolo in prima lettura a marzo 2024 mentre a giugno 2024 era arrivato il via libera dal Consiglio (leggi “Dal Consiglio UE, semaforo verde a direttive per salute del suolo, economia circolare e contrasto al greenwashing“).
I negoziati sul testo definitivo del progetto di legge erano quindi iniziati a gennaio 2025 e avrebbero teoricamente dovuto concludersi ieri, lunedì 23 giugno, nel corso della riunione che il Consiglio ha ora ufficialmente annullato.
La reazione del Parlamento europeo
La decisione del Consiglio di annullare i colloqui con il Parlamento ha però scatenato alcune reazioni negative tra gli eurodeputati.
In particolare, Anna Cavazzini (Verdi/ALE, DE), Presidente della Commissione per il Mercato Interno e la Protezione dei Consumatori, e Antonio Decaro (S&D, IT), Presidente della Commissione per l’Ambiente, il Clima e la Sicurezza Alimentare, hanno aspramente criticato questa cancellazione all’ultimo minuto.
“Meno di tre ore prima dell’inizio del trilogo finale – dichiarano i due parlamentari in una nota diffusa dal Parlamento europeo – abbiamo appreso della riluttanza della Presidenza a impegnarsi nei negoziati con il Parlamento e la Commissione, a causa dei recenti annunci della Commissione e del cambiamento di posizione all’interno del Consiglio stesso. Questo modus operandi potrebbe creare un precedente pericoloso per il processo legislativo e le procedure istituzionali, portando a un confronto inutile ed evitabile tra i colegislatori. Non riteniamo giusto privare il Parlamento dell’opportunità di concludere i negoziati su una direttiva dopo due anni di processo legislativo e innumerevoli ore di lavoro“.
“Ci viene quindi impedito di discutere e, auspicabilmente, di concordare un’importante direttiva che contribuisce a rafforzare la consapevolezza ambientale e la fiducia dei consumatori, rendendo le dichiarazioni di marketing ambientale più affidabili e verificabili. Inoltre, contrastare il greenwashing creerebbe condizioni di parità per le aziende che già operano in modo sostenibile. Come presidenti delle commissioni competenti del Parlamento europeo, siamo pronti a proseguire i negoziati il prima possibile, riprendendo il dialogo istituzionale”.
Anche i correlatori del Parlamento Sandro Gozi (Renew, FR) della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e Tiemo Wölken (S&D, DE) della Commissione per l’ambiente, il clima e la sicurezza alimentare hanno commentato la decisione durante una conferenza stampa tenutasi ieri.
Prossimi passi
Al momento l’esecutivo UE non ha ancora formalizzato il ritiro della direttiva “Green Claims”, una decisione che, come riporta Ansa, è stata formalmente richiesta dal Partito popolare europeo e da altri gruppi di destra dell’eurocamera.
Contenuti correlati:



















































































GDPR Compliant