Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi: record di segnalazioni in Italia

In Italia pesano soprattutto i microrganismi patogeni e i residui di pesticidi; Lazio e Lombardia guidano le segnalazioni nazionali

8 Ottobre, 2025

Il quadro europeo

Nel 2024 la rete RASFF (Sistema di allerta rapido per alimenti e mangimi) ha toccato il picco dell’ultimo ottennio con 5.268 notifiche originali, di cui 1.670 respingimenti alla frontiera (Border Rejection) e 1.282 allerte, a testimonianza di un’attività di controllo capillare sia ai confini sia sul mercato interno. La grande maggioranza ha riguardato gli alimenti (4.767), seguiti da mangimi (315) e MOCA (183).

Sul fronte dei pericoli, il 2024 conferma la prevalenza dei microrganismi patogeni e registra un aumento delle segnalazioni per residui di pesticidi; tra le sostanze più notificate spicca il Chlorpyrifos (incluso il methyl), non autorizzato in UE.

Il contributo dell’Italia alla rete

L’Italia è quarto Paese per segnalazioni inviate alla Commissione: 494 notifiche, pari a circa il 9,4% del totale UE. Tra le categorie più frequentemente oggetto delle notifiche italiane figurano frutta e vegetali, pesce e prodotti della pesca, noci e semi, pollame. Per tipologia di pericolo, nelle notifiche attivate dall’Italia prevalgono microrganismi patogeni (21,7%), micotossine (21,5%), residui di pesticidi (13,2%) e metalli pesanti (10,2%).

Prodotti italiani: dove si concentra il rischio

I prodotti di origine italiana oggetto di notifica sono 210 (3,8% del totale). Le categorie più interessate sono frutta e vegetali (18,1%), carne diversa dal pollame (10%), latte e derivati (9,5%), cereali e prodotti da forno (8,1%), seguite da altri comparti come molluschi bivalvi, mangimi, frutta secca e semi, MOCA, erbe e spezie. Quanto ai pericoli, pesano soprattutto microrganismi patogeni (38,1%), corpi estranei (10,5%), pesticidi (9,5%), allergeni (6,7%) e micotossine (6,2%). Tra i patogeni ricorrenti: Salmonella spp., Listeria monocytogenes, STEC.

Le notifiche “nazionali”: chi segnala e perché

Accanto alle segnalazioni comunitarie, nel 2024 sono state registrate 304 notifiche nazionali in iRASFF (non “scalate” a livello UE): il 52,3% sono informazioni per attenzione, il 33,6% allerte, l’11,8% informazioni per follow-up. La base informativa deriva per il 67,4% da controlli ufficiali, per il 15,8% da autocontrolli degli OSA, per il 6,6% da monitoraggi/sorveglianza e per il 5,9% da reclami dei consumatori. [Inserire Figura 15–16 qui.] Per Regione notificante, guidano Lazio (60; 19,7%), Lombardia (50; 16,4%) ed Emilia-Romagna (39; 12,8%); per Regione d’origine del prodotto, prime Emilia-Romagna (72; 23,7%), Veneto (61; 20,1%), Lombardia e Marche (28; 9,2%). La quota di notifiche con rischio serio arriva al 71,4%.

Filiere sotto la lente

Nel pollame le non conformità sono per l’88,1% dovute a microrganismi patogeni, in primis Salmonella (Infantis, Enteritidis, Typhimurium); tra i Paesi d’origine più citati compaiono Polonia, Brasile e Ucraina. Nei latte e derivati la criticità principale resta la Listeria monocytogenes, seguita dagli STEC. In frutta e vegetali domina la voce residui di pesticidi; in frutta secca e semi le aflatossine restano il problema più frequente; nei prodotti della pesca emergono metalli pesanti (soprattutto mercurio) e Listeria in trasformati refrigerati.

Casi emblematici e misure correttive

Il 2024 ha visto, tra gli altri, due focolai di Salmonella Strathcona in mense scolastiche (Toscana e Umbria), con un piano straordinario di campionamento su pomodorini avviato in autunno; non sono emerse partite contaminate in circolazione. Sul fronte dei REPFED vegetali, dopo un caso di botulismo, sono state ribadite indicazioni più stringenti su conservazione e trattamento termico per la sicurezza del consumatore.

Implicazioni per la filiera

Il dato italiano racconta una vigilanza attiva e una rete che intercetta con efficacia le criticità, ma mette anche in luce aree dove gli autocontrolli devono essere ulteriormente rafforzati: gestione dell’igiene in lavorazione e logistica del freddo, accurate verifiche dei fornitori e delle materie prime, presidio su allergeni e corpi estranei, oltre alla conformità su pesticidi e micotossine nelle importazioni e nelle materie prime. È la stessa relazione a sottolinearlo con chiarezza.

Fonte: Relazione RASFF 2024

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