Sistema I&R, nessun blocco della certificazione BDN dopo il 31 dicembre: definite le nuove istruzioni operative per la gestione degli insiemi

Il Ministero della Salute conferma la continuità della certificazione anche nel 2026 e illustra nel dettaglio le soluzioni tecniche condivise con Regioni, CSN e organizzazioni agricole per completare la transizione alla gestione per insiemi di ovini, caprini e suini

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25 Novembre, 2025

Con una comunicazione indirizzata a Regioni, Servizi veterinari e associazioni di categoria, la Direzione Generale della Sanità Animale ha trasmesso la relazione ufficiale della riunione del 13 novembre 2025 dedicata all’allineamento e alla certificazione BDN dell’effettiva detenzione degli insiemi.

Il documento chiarisce in modo definitivo la linea operativa che guiderà i prossimi mesi del Sistema I&R, a partire da un punto chiave: la certificazione non sarà bloccata dopo il 31 dicembre 2025, contrariamente a quanto inizialmente previsto dal dispositivo DGSA 6816/2025. Tale conferma è ribadita nel testo della nota ministeriale e nella relazione tecnica allegata.

La decisione nasce dalla volontà di agevolare il completamento della certificazione da parte del maggior numero possibile di operatori, pur mantenendo come riferimento ufficiale la scadenza del 31 dicembre. Il Ministero evidenzia tuttavia che la certificazione resta una opportunità, mentre la gestione degli insiemi è già oggi un obbligo previsto dal d.lgs. 134/2022 e dal DM 7 marzo 2023.

Il valore degli insiemi nel nuovo Sistema I&R

Nel corso della riunione, alla quale hanno partecipato DGSA, CSN, rappresentanti regionali e numerose organizzazioni del settore, sono state illustrate le basi tecniche e funzionali del modello di gestione per insiemi, definito nel documento come uno strumento “fondamentale” per la tracciabilità.

Gli insiemi consentono infatti di visualizzare numero degli animali effettivamente presenti, movimentazioni reali, e soprattutto età degli animali trattati con medicinali, un dato ritenuto strategico in vista dell’applicazione degli eco-schemi PAC.

Prima dell’introduzione di questo sistema, la consistenza di allevamento si basava su stime derivate dai Modelli 4 e da censimenti caricati dagli operatori, privi di informazioni puntuali sull’età. Con la certificazione, la BDN stabilisce invece il “punto zero” da cui tracciare correttamente gli insiemi e gli animali identificati singolarmente presenti in azienda.

Dal 1° gennaio 2026, come ribadito nella relazione, tutti gli allevamenti ordinari dovranno utilizzare esclusivamente i nuovi registri, mentre il vecchio rimarrà accessibile solo per consultare le movimentazioni precedenti alla certificazione.

Continuità della certificazione e monitoraggio ministeriale

La DGSA ha confermato che la possibilità di certificare resterà attiva anche nel 2026.
Il Ministero effettuerà un monitoraggio continuo delle certificazioni, incluse quelle registrate d’ufficio, e solo dopo il 30 giugno 2026 valuterà eventuali correttivi.
A partire da metà novembre sono inoltre previsti warning automatici che, ad ogni operazione in BDN, ricordano agli operatori la necessità di effettuare la certificazione e dichiarare gli insiemi presenti.

La relazione precisa anche che sarà concesso un periodo massimo di sei mesi di ulteriore disapplicazione delle sanzioni, limitatamente agli insiemi, per facilitare il completamento della transizione.

I nodi tecnici affrontati nella riunione

Durante il confronto sono stati esaminati diversi aspetti applicativi emersi dalle Regioni e dal settore.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della tolleranza e delle rettifiche. Per prevenire blocchi dei DDA dovuti a incongruenze tra consistenza dichiarata e dati BDN, l’operatore potrà inserire variazioni fino al 5% rispetto ai numeri iniziali dell’insieme. Per correggere errori eccezionali di digitazione commessi in fase di certificazione sarà possibile utilizzare, fino al 30 giugno 2026, le funzioni di incremento o decremento, che il sistema registra per consentire alle autorità competenti i necessari controlli.

È stata inoltre confermata la possibilità di inserire retroattivamente insiemi di animali nati in allevamento fino a 12 mesi prima della certificazione, così da includere capi inizialmente sotto età o non conteggiati.

Le indicazioni per ovini e caprini e gli strumenti di supporto

Per gli ovini e caprini la gestione prevede il passaggio dall’insieme all’identificazione individuale tramite apposito motivo di uscita, secondo quanto stabilito dal DM 7 marzo 2023. Gli animali appartenenti a linee per cui l’identificazione individuale è obbligatoria (come alcune produzioni IGP) non entrano negli insiemi.

La DGSA ricorda che i mezzi di identificazione sono conformi se rispondono alla normativa vigente e garantiscono sempre la leggibilità del codice.

Sul fronte operativo, il Ministero richiama la disponibilità degli strumenti dedicati ai Servizi veterinari. Nell’applicativo “statistiche” del portale Vetinfo è possibile consultare grafici e report aggiornati indispensabili per il monitoraggio dell’avanzamento della certificazione.

A supporto del percorso formativo sono già online le video pillole dedicate alla gestione per insiemi; ulteriori contenuti specifici per ovini e caprini saranno pubblicati a breve.

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