Spazzole fisse o mobili: cosa preferiscono le bovine da latte?

Le bovine mostrano preferenze individuali ma premiano le spazzole più interattive, aprendo nuove prospettive nella gestione degli allevamenti da latte

31 Marzo, 2026

IN BREVE

Le bovine da latte mostrano forte motivazione verso l’uso delle spazzole, utili per esprimere comportamenti naturali. Lo studio ha confrontato tre spazzole con diverse caratteristiche meccaniche: oscillante-rotante, solo oscillante e fissa. La maggior parte degli animali ha preferito le spazzole oscillanti, soprattutto quella oscillante-rotante, utilizzandole più a lungo e per più parti del corpo. La spazzola fissa è stata impiegata quasi esclusivamente per la testa, suggerendo maggiore precisione tattile. Le spazzole mobili hanno favorito una toelettatura più completa (collo, dorso e groppa). Nel complesso, il design della spazzola influenza fortemente il comportamento, con implicazioni rilevanti per il benessere animale e la gestione in allevamento.

Introduzione

La fornitura di spazzole per grattarsi rappresenta una forma efficace di arricchimento ambientale negli allevamenti da latte, soprattutto nei sistemi al chiuso dove la scarsa complessità può favorire noia e comportamenti stereotipati. Le spazzole consentono alle bovine di esprimere comportamenti naturali altamente motivati, aumentando la frequenza di auto-toelettatura e permettendo il coinvolgimento di più regioni corporee, con effetti positivi su benessere, comportamento e in alcuni casi anche sulle performance produttive.

L’interesse per questi dispositivi è elevato e persistente nel tempo, con un basso livello di assuefazione rispetto ad altri arricchimenti, indicando una forte motivazione all’utilizzo. Questo può essere legato alla natura gratificante della stimolazione tattile, che in diverse specie è associata a risposte fisiologiche e comportamentali positive.

Nei bovini, l’accesso alle spazzole è stato associato a minori comportamenti aggressivi e stereotipati, maggiore ingestione e migliori condizioni generali.

Le spazzole oggi disponibili differiscono per caratteristiche strutturali e meccaniche: possono essere fisse, oscillanti o rotanti, con implicazioni pratiche ed economiche. Ma nonostante l’importanza del design, sono ancora limitate le conoscenze su come le diverse tipologie influenzino le preferenze individuali.

In questo articolo pubblicato su Journal of Dairy Science a febbraio 2026, sono state studiate i diversi tipi di spazzole oggi disponibili e gli effetti del design sulle bovine.

Materiali e metodi

Lo studio, condotto da un team di ricercatori della Purdue University, Ha approfondito il ruolo delle caratteristiche meccaniche delle spazzole nel modulare il comportamento di toelettatura e le preferenze delle bovine da latte. In particolare, l’attenzione è stata posta sulla capacità delle spazzole di oscillare e ruotare, ipotizzando che tali elementi potessero influenzare l’intensità e la modalità di interazione degli animali.

La prova ha coinvolto 14 bovine Holstein primipare in lattazione, selezionate per le loro buone condizioni sanitarie (assenza di zoppia e mastite). Gli animali erano allevati in stabulazione libera con gestione standardizzata (alimentazione unifeed, acqua ad libitum, mungitura due volte al giorno). Un aspetto rilevante è che le bovine avevano già esperienza con spazzole rotanti nel loro ambiente abituale; tuttavia, queste sono state rimosse settimane prima dell’inizio della prova per ridurre possibili effetti di familiarità e incentivare l’interazione nell’arena sperimentale.

Le tipologie di spazzole testate

Per isolare l’effetto delle sole proprietà meccaniche, è stato utilizzato un unico modello di spazzola configurato in tre modalità:

  • spazzola oscillante-rotante, con movimento libero e attivazione automatica della rotazione
  • spazzola solo oscillante, priva di rotazione ma mobile
  • spazzola fissa, completamente immobile

Questa scelta metodologica ha permesso di evitare interferenze legate a differenze di forma o materiale (Figura 1).

Figura 1 – Illustrazione schematica delle configurazioni di montaggio della spazzola.

Allestimento dell’arena sperimentale

Le prove si sono svolte in un’arena strutturata in più zone funzionali: area di attesa, area di test e zona “sociale”. Le tre spazzole erano posizionate a distanza uniforme (almeno 2,6 m) e rese facilmente distinguibili tramite segnali visivi. La presenza di una zona di contatto visivo con altri animali ha contribuito a limitare lo stress da isolamento durante le prove (Figura 2).

Figura 2 – Schema dell’arena di prova sperimentale utilizzata per valutare le preferenze delle vacche da latte riguardo alle spazzole.

Le fasi della prova

Il protocollo sperimentale è stato articolato in tre fasi sequenziali:

  • una fase di abituazione, necessaria per familiarizzare le bovine con l’ambiente e le attrezzature
  • una fase di esposizione individuale, in cui ogni animale ha avuto accesso separato a ciascun tipo di spazzola, garantendo un’esperienza diretta e completa
  • una fase di test, durante la quale le bovine potevano scegliere liberamente tra le tre spazzole disponibili contemporaneamente

La rotazione periodica della posizione delle spazzole ha consentito di controllare eventuali effetti legati alla collocazione spaziale.

Raccolta e tipologia dei dati

Le interazioni sono state registrate tramite video e analizzate in modo continuo. Le principali variabili considerate sono state:

  • la prima scelta della spazzola, indicativa della preferenza immediata
  • il tempo totale di toelettatura, come misura dell’interesse e dell’utilizzo
  • la distribuzione del contatto su diverse regioni corporee (testa, collo, dorso, groppa)

I dati sono stati analizzati mediante modelli statistici avanzati in grado di gestire la complessità delle misurazioni comportamentali, incluse le osservazioni ripetute e l’elevata presenza di valori nulli. Il tempo di toelettatura è stato valutato in relazione al tipo di spazzola e alla parte del corpo, mentre la preferenza di prima scelta è stata analizzata come frequenza di selezione tra le diverse opzioni disponibili.

Conclusioni

Lo studio ha evidenziato una chiara preferenza delle bovine per le spazzole oscillanti (con o senza rotazione) rispetto a quelle fisse, indicando che la mobilità è un elemento chiave nell’arricchimento. La spazzola oscillante-rotante è risultata la più utilizzata, suggerendo un possibile valore aggiuntivo della rotazione.

Questa preferenza è probabilmente legata alla maggiore capacità delle spazzole mobili di raggiungere diverse regioni corporee, in particolare dorso e groppa, mentre la spazzola fissa è stata utilizzata quasi esclusivamente per la testa, evidenziando un ruolo più specifico e mirato.

I risultati suggeriscono anche che fattori come età e stato fisiologico possano influenzare le modalità di toelettatura. Inoltre, la maggiore stimolazione tattile e interattività delle spazzole oscillanti-rotanti può contribuire a prolungarne l’utilizzo, anche se non si esclude un effetto della familiarità pregressa.

È però emersa una marcata variabilità individuale: alcune vacche hanno utilizzato in modo rilevante anche la spazzola solo oscillante, indicando che la rotazione non è sempre necessaria. Questo suggerisce che offrire diverse tipologie di spazzole potrebbe aumentare autonomia e benessere.

Nel complesso, lo studio sottolinea il ruolo del design delle spazzole nel facilitare il comportamento di toelettatura. La ricerca futura dovrebbe esplorare se specifici tipi di spazzola offrano ulteriori benefici per il benessere animale, oltre alla durata della spazzolatura, e se offrirne diverse tipologie possa migliorare il benessere, assecondando le diverse preferenze degli animali.

 

Tratto da: “Preferences of dairy cows for different types of grooming brushes”, di Zimbábwe Osório-Santos, J. Levi Byrd, Mattie T. DeHaven, Heather W. Neave. Journal of Dairy Science. Volume 109, Issue 2p1843-1853 – February 2026. DOI: 10.3168/jds.2025-27263.

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