SQNBA, FNOVI, ANMVI e SIVeMP contestano la riforma: no ai valutatori non veterinari
Le organizzazioni contestano la proposta di riforma del sistema di certificazione, respingono l’ipotesi di affidare a personale non veterinario funzioni valutative sul benessere animale e denunciano l’assenza di confronto con la categoria

FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani), ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani) e SIVeMP (Sindacato Italiano Veterinari Medicina Pubblica) hanno avviato un’iniziativa congiunta per ribadire la loro posizione contraria all’ingresso di valutatori non veterinari nei meccanismi di certificazione del Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA).
La lettera, firmata dai vertici delle organizzazioni, ovvero Marco Melosi, Gaetano Penocchio e Aldo Grasselli, arriva in risposta alla bozza di decreto circolata in questi giorni anche sulle nostre pagine volta a modificare il DM del 2 agosto 2022 e i relativi disciplinari inerenti l’SQNBA.
Si tratta di una proposta di «Testo coordinato sulla disciplina del “Sistema di qualità nazionale per il benessere animale” notificata dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste alla Commissione europea che ha però sollevato alcune obiezioni secondo quanto riportato da FNOVI, ma ora in via di trasmissione alla Conferenza Stato-Regioni.
“Ciò che desta profonda preoccupazione sono i contenuti sostanziali della bozza e le modalità con cui il provvedimento è stato gestito – si legge nella nota diffusa da FNOVI. – Le rappresentanze veterinarie denunciano come il testo – mai pubblicato a livello nazionale – sia stato tenuto celato alle parti sociali, escludendo qualsiasi forma di consultazione preventiva o informativa, nonostante le ripetute e inevase sollecitazioni a mantenere aperto un canale di dialogo. Mentre il testo coordinato è emerso pubblicamente solo grazie alla trasparenza delle piattaforme europee, fonti di settore rivelano che un analogo provvedimento interministeriale, recante modifiche altrettanto rilevanti in materia di SQNBA, sarebbe già in via di trasmissione alla Conferenza Stato-Regioni“. Una condotta definita dalle organizzazioni come una reiterata evidenza di “trascuratezza istituzionale” verso la professione e verso il sistema ordinistico che opera in qualità di soggetto sussidiario dello Stato.
“Ognuno deve fare ciò che è capace di fare, se legittimato in questo da percorsi di studi e garanzie di sistema che trovano negli Ordini la garanzia costituzionale verso i cittadini. In diverso caso una eventuale violazione dell’ordinamento professionale non potrà che comportare l’avvio di ogni percorso legale consentito“, si legge nella nota a firma congiunta FNOVI, ANMVI e SIVeMP trasmessa alle competenti Autorità.
Nel merito delle competenze del personale impiegato dagli Organismi di Certificazione (OdC), la nota congiunta nega l’asserita carenza di organico: “I dati storici del 2025 dimostrano che il 100% dei richiedenti ha ricevuto regolarmente la verifica da parte di medici veterinari“.
I vertici di FNOVI, ANMVI e SIVeMP si sono espressi delineando quello che secondo loro dovrebbe essere il perimetro d’azione dei diversi profili all’interno degli allevamenti:
- le fasi cruciali di valutazione, riesame e decisione relative alla salute, alla biosicurezza e al benessere degli animali dovrebbero rimanere prerogative esclusive della sanità veterinaria;
- il personale tecnico non veterinario potrà concorrere alle valutazioni degli Organismi di Certificazione, ma il suo raggio d’azione dovrà limitarsi esclusivamente agli aspetti strutturali e ambientali del sistema, senza alcuna sovrapposizione con i compiti diagnostici o di monitoraggio etologico.
I firmatari della nota concludono quindi lanciando un ultimo avvertimento alle istituzioni: “L’ordinamento professionale costituisce un baluardo a tutela costituzionale dei cittadini. Qualora l’esecutivo decidesse di procedere unilateralmente, violando le prerogative legali dei medici veterinari, le tre sigle attiveranno immediatamente ogni percorso giudiziario e legale consentito“.
Le organizzazioni ribadiscono tuttavia l’auspicio e la disponibilità per un’interlocuzione urgente con i dicasteri competenti.
Fonti: FNOVI, ANMVI
















































































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