Strategia europea per il settore zootecnico: il CESE riparte dagli allevatori
Il Comitato economico e sociale europeo considera quanto fatto dalla Commissione europea un buon punto di partenza, ma chiede in più un fondo dedicato fuori dalla PAC, l'obbligo di etichettatura d'origine e sostegni dedicati a modelli di allevamento sostenibili

A Bruxelles, nel corso delle recenti sessioni di programmazione strategica, il Comitato economico e sociale europeo (CESE) ha accolto positivamente la strategia per la zootecnia presentata dalla Commissione europea, muovendo al contempo alcune critiche, motivate in un parere formale prodotto allo scopo proprio di integrare e rafforzare quanto proposto dalla Commissione per il settore zootecnico.
In particolare l’obiettivo è colmare le lacune attuali in termini di finanziamenti, scambi commerciali e sostegno diretto agli allevatori, definiti soggetti chiave per la sicurezza alimentare e la vitalità delle comunità rurali. Attraverso questa presa di posizione, il CESE intende fornire agli allevatori strumenti concreti per operare una transizione ecologica che sia, allo stesso tempo, economicamente sostenibile e rispettosa dei più elevati standard di benessere animale. Questa evoluzione è considerata fondamentale per evitare che la riduzione della produzione interna porti semplicemente a un aumento delle importazioni da Paesi con standard ambientali inferiori.
Un nuovo fondo dedicato
La proposta si fonda su un approccio tripartito che pone sullo stesso piano sostenibilità, competitività e benessere animale. Uno degli aspetti tecnicamente più rilevanti riguarda la gestione delle emissioni, con il CESE che spinge per un riconoscimento della natura del metano biogenico, considerato parte di un ciclo del carbonio a breve termine; pertanto, il Comitato chiede di armonizzare i parametri di monitoraggio, tenendo conto degli sforzi climatici compiuti direttamente a livello aziendale. Per sostenere questi sforzi, il CESE propone di andare oltre gli strumenti finanziari ordinari della Commissione, suggerendo la creazione di un Fondo UE dedicato all’allevamento, situato al di fuori del bilancio della Politica agricola comune, per finanziare gli investimenti necessari alla transizione del settore.
Le proiezioni economiche
Sul piano economico, il CESE chiede di riportare il bilancio complessivo della PAC allo 0,5% del PIL dell’UE, con un sistema di indicizzazione dei pagamenti diretti per preservare il potere d’acquisto delle aziende agricole di fronte all’inflazione, con la richiesta di programmi specifici in Horizon Europe focalizzati sull’allevamento di precisione, la genomica e sull’integrazione di energie rinnovabili nelle stalle. Inoltre, si punta con decisione sull’etichettatura obbligatoria d’origine per tutti i prodotti trasformati e non, includendo opzioni che indichino le modalità di allevamento, come nel caso dei sistemi all’aperto.
Parlando di sistemi di allevamento alternativi e meno impattanti in ambiente, come allevamento estensivo, rigenerativo, agroforestale e biologico, il parere sostiene che questi modelli produttivi meritano un sostegno mirato per il loro contributo alla biodiversità, alla salute del suolo e alle aspettative dei consumatori. Su questo tema, la Commissione ne riconosce il valore, ma non raccomanda specificamente misure di sostegno dedicate.
Reciprocità commerciale e coesione sociale
Il CESE ribadisce che il principio di equivalenza degli standard deve essere un elemento non negoziabile in tutti i futuri accordi commerciali, proteggendo così il modello di azienda agricola familiare europea dalla concorrenza sleale. Oltre agli aspetti produttivi, si pone attenzione sulla dimensione sociale, riconoscendo il ruolo degli animali d’allevamento nella formazione del tessuto sociale e territoriale.
«L’Europa non può costruire un sistema alimentare sostenibile senza i suoi allevatori. La nostra futura strategia per l’allevamento deve dare agli allevatori gli strumenti per produrre in modo sostenibile, rimanere competitivi e rispettare i più elevati standard mondiali di benessere animale. Accogliamo con favore il riconoscimento da parte della Commissione che il metano biogenico richiede un approccio basato sulla scienza, nonché il suo impegno per l’armonizzazione di parametri e strumenti di monitoraggio che tengano meglio conto degli sforzi per il clima intrapresi a livello aziendale. Sostenere l’allevamento non significa solo sostenere l’agricoltura, ma anche la sicurezza alimentare dell’Europa, l’autonomia strategica e la vitalità delle nostre comunità rurali», ha affermato Joe Healy, relatore del parere.
Fonte: CESE



















































































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