TasteAtlas e i migliori formaggi del mondo: Grecia protagonista nella top five

Due formaggi greci nella top five, insieme alle grandi denominazioni italiane

Classifica-TasteAtlas
14 Gennaio, 2026

Negli ultimi giorni sono stati pubblicati i nuovi risultati di TasteAtlas, la piattaforma che da anni ambisce a mappare il patrimonio gastronomico mondiale attraverso le valutazioni della propria community. Un progetto che è ormai diventato uno spaccato interessante su come le tradizioni casearie vengano oggi percepite e riconosciute a livello internazionale.

In particolare, l’ultima edizione ha visto la presenza sul podio di due prodotti caseari greci nella top five, un risultato che invita a guardare con maggiore attenzione alla Grecia, spesso rimasta in ombra rispetto ad altre Nazioni dell’Europa occidentale.

Il primo posto è stato assegnato alla Graviera Naxou. Una tipologia – la graviera – che rappresenta uno dei pilastri della produzione casearia greca moderna. Formaggio a pasta dura, nato nel Novecento come risposta locale a modelli continentali, la graviera ha saputo sviluppare un’identità autonoma grazie alla qualità del latte, alle condizioni climatiche delle isole e a pratiche di stagionatura adattate ai territori. Quella di Naxos, in particolare, si distingue per l’uso prevalente di latte vaccino, raro nel panorama ellenico, e per un profilo aromatico equilibrato, che unisce dolcezza, struttura e grande duttilità gastronomica.

A rafforzare questo segnale arriva anche il piazzamento della Graviera Kritis, quinta in classifica, espressione di un contesto completamente diverso come quello cretese. Qui il latte ovino e caprino domina la scena, restituendo un formaggio più intenso, sapido e legato a una tradizione pastorale millenaria. Creta vanta infatti una delle culture casearie più antiche del Mediterraneo, profondamente intrecciata alla transumanza, alla cucina rurale e a un consumo quotidiano del formaggio come alimento centrale, non come semplice complemento.

Il secondo posto è andato al Parmigiano Reggiano DOP, il grande stagionato italiano che continua a rappresentare un riferimento assoluto, non solo per la qualità intrinseca ma per il modello produttivo che incarna. È interessante notare come, nelle valutazioni globali, il Parmigiano venga premiato tanto per la sua eccellenza sensoriale quanto per la sua funzione trasversale, capace di attraversare cucine, culture e livelli di consumo senza perdere identità.

La classifica prosegue poi con realtà più piccole ma fortemente caratterizzate, come il portoghese Queijo de Azeitão a conferma della tendenza del consumatore globale a premiare sempre più i formaggi che raccontano un luogo, una storia produttiva riconoscibile, una relazione diretta tra latte e territorio.

L’Italia torna poi protagonista con la Mozzarella di Bufala Campana DOP, che si piazza appena fuori dal podio. Un formaggio fresco, fatto da latte, acqua, temperatura e manualità. La sua forza sta nella riconoscibilità immediata e nella capacità di evocare un immaginario preciso, fatto di Campania, sole e cucina mediterranea. 

La top five dei prodotti stilata da Taste Atlas è quindi un universo caseario complesso, fatto di tecniche ibride, adattamenti locali e una crescente attenzione alla qualità, che oggi trova spazio anche nel giudizio del pubblico internazionale.

Autore: Roberta Terrigno

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