Compral Latte e Inalpi: una filiera integrata che guarda al futuro tra territorio, ricerca e innovazione

La cooperativa cuneese riunisce 230 allevamenti e raccoglie oltre il 25% del latte piemontese. Ora l’attenzione si estende alle componenti funzionali del latte e, in particolare, alla lattoferrina

Convegno_Compral Latte_Saluzzo
11 Settembre, 2026

Alla 79ª Mostra della Meccanica Agricola di Saluzzo, il convegno “La Filiera Compral Latte: una solida realtà con lo sguardo rivolto al futuro” è stato l’occasione per presentare un progetto di ricerca nel quale produzione, trasformazione e innovazione lavorano insieme per conoscere e valorizzare meglio il latte.

Il percorso coinvolge Compral Latte, con i suoi allevatori e il legame con il territorio, Inalpi, partner industriale per la trasformazione, la qualità e la tracciabilità, e Inalpi Nutrition, impegnata nella ricerca e nell’innovazione nutrizionale. La prospettiva è passare da una valutazione basata prevalentemente sulla quantità, sul contenuto di grasso e sulle proteine a una conoscenza più approfondita delle diverse componenti presenti nel latte.

Compral Latte, con sede a Cuneo, ha iniziato l’attività di raccolta nel 2010 e sta affrontando la sedicesima campagna lattiero-casearia. Oggi riunisce 230 stalle conferenti nelle province di Cuneo, Torino, Alessandria e Asti, e rappresenta oltre il 25% del latte raccolto in Piemonte. Ogni giorno gestisce circa 6.500 quintali di latte, per un valore complessivo di circa 133 milioni di euro.

Al centro del nuovo percorso di ricerca c’è la lattoferrina, una glicoproteina naturalmente presente nel latte dei mammiferi e in quantità particolarmente elevate nel colostro. Il nome deriva dalla sua capacità di legare il ferro, una caratteristica alla quale è collegata anche la sua attività antimicrobica. Le ricerche ne stanno approfondendo le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, e il ruolo nella regolazione della risposta immunitaria, caratteristiche che ne fanno una molecola di crescente interesse alimentare e nutrizionale.

A raccontare il punto di vista degli allevatori è stato il presidente Raffaele Tortalla, che ha richiamato il percorso costruito negli anni.

«Siamo partiti sedici anni fa con questo progetto, insieme a Inalpi e Ferrero. Il percorso continua a funzionare e garantisce ai nostri soci una corretta remunerazione del latte. L’obiettivo è non fermarsi».

Alla stabilità economica delle aziende si affianca ora la ricerca di nuove possibilità di valorizzazione della materia prima. Una di queste riguarda proprio la lattoferrina e lo studio dei fattori che possono influenzarne la concentrazione nel latte prodotto dalle diverse aziende.

Inalpi sosterrà le attività di ricerca e sviluppo attraverso importanti investimenti, mentre gli allevatori contribuiranno fornendo i dati e i campioni necessari a comprendere quali fattori possano incidere sulla presenza della lattoferrina. Tortalla riassume così il loro ruolo:

«Vogliamo capire dove sia maggiormente presente la lattoferrina, se nel latte della Frisona o della Pezzata Rossa, e quale ruolo possa avere l’alimentazione. Stiamo facendo tantissime analisi per verificarlo, crescere insieme agli allevatori e poter indicare loro quale sia il sistema giusto da seguire».

Il presidente ha collegato il progetto anche alla presenza dei giovani nelle aziende associate. «Con questo nuovo progetto vogliamo offrire un futuro ai giovani, perché abbiamo la fortuna di averne tantissimi nelle aziende dei nostri soci. Non ci fermiamo, ma continuiamo ad andare avanti».

Il direttore di Compral Latte, Marcello Pellegrino, ha inserito questo lavoro nella strategia complessiva della cooperativa. Per le stalle conferenti, la filiera deve innanzitutto assicurare un prezzo adeguato e una corretta remunerazione dell’attività. La collaborazione con Inalpi permette di affiancare alla raccolta e alla trasformazione del latte nuovi progetti di ricerca e prodotti a maggiore valore aggiunto.

Tra le prospettive indicate rientra l’estrazione della lattoferrina, destinata ad applicazioni alimentari e nutrizionali. La ricerca parte quindi dalle stalle, per verificare se la concentrazione di questa proteina possa essere influenzata dalla razza, dall’alimentazione e da altri aspetti della gestione degli animali.

Il tema è stato approfondito da Riccardo Moretti, PhD e ricercatore del Dipartimento di Scienze veterinarie dell’Università di Torino. Gli studi mostrano che la quantità di lattoferrina presente nel latte bovino può variare in relazione alla fase della lattazione, allo stato sanitario della mammella e a fattori individuali e genetici. Il possibile rapporto con la razza e l’alimentazione richiede ulteriori verifiche ed è proprio su questo terreno che si inseriscono le analisi annunciate da Compral Latte.

Moretti ha inoltre ricordato come il miglioramento genetico delle bovine da latte si sia concentrato storicamente sull’aumento della produzione e sul contenuto di grasso e proteine. Oggi l’attenzione si sta ampliando verso le caratteristiche funzionali e sanitarie e verso una conoscenza più precisa delle diverse molecole presenti nel latte.

Nella foto da sx a dx: Marcello Pellegrino, direttore Compral Latte – Raffaele Tortalla, presidente di Compral Latte – Giacomo Astrua, nutrizionista Inalpi Nutrition – Riccardo Moretti, PhD e ricercatore del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino

Autore: Roberta Terrigno

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