Blue tongue inarrestabile: superati i 500 focolai e 14 le regioni colpite
Sale al 70% il territorio nazionale interessato dalla febbre catarrale degli ovini. Triplicato il numero di focolai attivi in appena 11 giorni, con particolare incidenza sulle regioni centrali. Dalle amministrazioni regionali e locali arrivano i primi provvedimenti per fronteggiare l'emergenza.

Continua, inarrestabile, la diffusione della febbre catarrale degli ovini che, negli ultimi 10 giorni, ha visto ancora una volta triplicare il numero di focolai attivi. Dai dati pubblicati questa mattina alle 9.30 sul Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario (BENV), infatti, i centri di infezione notificati da inizio anno hanno raggiunto quota 522, e di questi 397 risultano focolai attivi, ovvero 218 in più rispetto al 9 luglio scorso.

Sul piano regionale il triste primato per incidenza di focolai attivi resta alle regioni del centro Italia, capitanate da Abruzzo e Lazio, con un totale di 142 focolai attivi nuovi rispetto al 9 luglio scorso, e seguite da Marche, Umbria e Campania.
| Regione | Focolai attivi | Variazione dal 9 luglio | % sul totale attivo |
|---|---|---|---|
| Abruzzo | 140 | ▲ +72 | 35% |
| Lazio | 128 | ▲ +70 | 32% |
| Marche | 53 | ▲ +33 | 14% |
| Umbria | 35 | ▲ + 21 | 9% |
| Campania | 16 | ▲ +8 | 4% |
| Altre 9 regioni* | 25 | n.c. | 6% |
*Sardegna 8, Liguria 4, Sicilia e Molise 3, Friuli Venezia Giulia e Toscana 2, Calabria, Emilia Romagna e Lombardia 1.
Impatto sugli allevamenti
I dati ufficiali del BENV delineano la seguente situazione attuale:
- 106.068 capi presenti negli allevamenti sede di focolaio.
- 3.881 animali malati (3,6 %), di cui 1886 morti (letalità apparente 48,6 %).
- la specie più colpita si conferma quella ovina, con 3.394 casi clinici pari all’87% degli animali malati, seguita da quella bovina con una percentuale di animali malati pari a circa il 10% sul totale, ed un restante 3% che vede coinvolti caprini e camelidi (alpaca, yak).
Cosa è cambiato dall’ultimo aggiornamento
Rispetto al nostro ultimo aggiornamento, si registra un incremento percentuale del 121% dei focolai attivi, che passano da 179 a 397.
Dal punto di vista geografico si amplia la platea dei territori interessati, con la conferma di nuovi focolai in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Calabria.
Sul piano virologico, resta predominante la circolazione del sierotipo 8, rilevato in 265 dei 397 focolai confermati (67%), seguito dal sierotipo sconosciuto in 128 centri (32%), e poi dal sierotipo 4 (5%), sierotipo 1 (3%) e sierotipo 3 (1%).
Interventi regionali messi in campo a sostegno degli allevatori
In Umbria, la Giunta regionale ha approvato, lo scorso 16 luglio 2025, una delibera che prevede, nei limiti delle risorse disponibili, l’erogazione di ristori per la mortalità dei capi infetti fino al 90% del valore di mercato (calcolato su base ISMEA) e per le spese sostenute per lo smaltimento delle carcasse: 250 euro a capo per i bovini; 70 euro a capo per ovicaprini. Gli indennizzi potranno essere erogati a fronte della segnalazione e del riconoscimento ufficiale dei casi di morbilità e mortalità da parte dei servizi veterinari territoriali e del portale SIMAN.
Anche la Regione Abruzzo, tramite la Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, dichiara di essere pronta a predisporre un bando congiunto con le associazioni di categoria e gli enti locali per sostenere i suoi allevatori con le risorse camerali disponibili nell’immediato. Le misure di sostegno consentiranno di affrontare l’impatto dell’emergenza e contribuiranno alla tenuta del comparto, con interventi che prevedono ristori per i capi morti e le perdite di produzione ed il sostegno alla rigenerazione delle greggi. Al fine di prevenire ulteriori contagi tra le greggi, si è, inoltre, stabilito di rinviare la Rassegna Ovini di Campo Imperatore (AQ) e di definire, in stretta collaborazione con le associazioni di categoria e con la Regione, possibili indennizzi da destinare agli allevatori per i danni subiti a causa dell’epidemia. Il presidente Ballone ha annunciato la disponibilità a reindirizzare le risorse precedentemente stanziate per le due storiche manifestazioni agropastorali – la Fiera della Pastorizia di Piano Roseto e la Rassegna Ovini di Campo Imperatore – agli allevatori locali per alleggerire le spese sostenute a causa della Blue Tongue e per favorire il rilancio e la valorizzazione dei prodotti lattiero-caseari e delle carni ovine abruzzesi.
La Regione Lazio, attraverso una dichiarazione divulgata sui social dall’Assessore Giancarlo Righini, annuncia di aver approvato in Giunta una misura concreta a sostegno degli allevatori colpiti dalla Blue Tongue. Un primo intervento a favore del comparto ovicaprino che prevede indennizzi per la morte degli animali e lo smaltimento delle carcasse. In particolare è stato previsto un ristoro al 90% del valore del capo ovicaprino colpito da Blue Tongue e un indennizzo all’80% della spesa per smaltimento carcasse. Un provvedimento con cui si intende sostenere concretamente gli allevatori e tutto il comparto ovicaprino, cercando, al contempo, di far emergere i casi non segnalati in modo da poter stabilizzare in maniera più chiara il numero dei casi realmente esistenti.
Dalla Regione Calabria rendono noto, infine, di aver approvato l’avviso pubblico (QUI) per richiedere gli indennizzi dei gravi danni subiti dagli allevatori di ovicaprini nel periodo marzo-dicembre 2024. Sono stati impegnati, a tal fine, 3 milioni di euro e le domande potranno essere presentate dal 18 al 29 agosto 2025.
In sintesi
In undici giorni la Blue Tongue ha subito un’accelerazione esponenziale, arrivando ad interessare il 70% del territorio nazionale. Di fronte ad un quadro così preoccupante, come quello che emerge dalle elaborazioni dei dati del BENV, risulta fondamentale e di vitale importanza per la tutela dell’intero comparto il tempestivo intervento delle amministrazioni regionali e locali, nel garantire sorveglianza, profilassi e sostenibilità economica.
Ruminantia porterà avanti il monitoraggio relativo all’evoluzione dell’epidemia e continuerà a raccontare le buone pratiche di gestione messe in campo dalle istituzioni e dagli allevatori. Nel frattempo segnaliamo, per eventuali approfondimenti, i seguenti contenuti correlati:



















































































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