Etichettatura carni bovine: il 22° rapporto MASAF conferma l’affidabilità del sistema e l’impegno della filiera

Controlli intensificati, basso tasso di non conformità e crescente attenzione a benessere animale e qualità certificata confermano l’efficacia di un modello riconosciuto e sostenuto dalle istituzioni.

20 Agosto, 2025

Pubblicato in questi giorni sul sito del Masaf il 22° rapporto di monitoraggio dell’attività degli organismi indipendenti di controllo, in materia di disciplinari di etichettatura facoltativa delle carni bovine. Un sistema nato con il preciso intento di risollevare e riqualificare il comparto dopo la pesante crisi internazionale della BSE all’inizio del nuovo secolo.

Ricordiamo che in Italia, l’etichettatura facoltativa delle carni bovine è regolata dal D.M. 16 gennaio 2015, che stabilisce come gli operatori possano inserire volontariamente alcune informazioni aggiuntive in etichetta. Queste informazioni devono essere verificabili, comprensibili e conformi alle norme UE.

Esistono due tipi di informazioni facoltative:

  1. Desumibili da documenti ufficiali (es. banca dati nazionale o documentazione di accompagnamento), come età, sesso, razza, regione di allevamento. Non serve un disciplinare specifico per riportarle in etichetta.
  2. Non desumibili da documenti ufficiali (es. tipo di alimentazione, benessere animale, sistema di allevamento). Per poterle dichiarare, serve un disciplinare approvato dal MASAF, con controlli e verifiche anche tramite analisi.

L’attività di controllo è svolta dagli Organismi di Controllo (OdC) e vigilata dal MASAF e dalle Regioni, attraverso il sistema nazionale di vigilanza e la Banca Dati Vigilanza (BDV). I controlli si concentrano in particolare su punti critici della filiera come macelli e laboratori.

Infine, il D.M. 20 maggio 2016 ha aggiornato le modalità di raccolta dati e rimosso l’obbligo di riportare l’azienda di allevamento in etichetta, se non previsto da disciplinare.

Operatori in possesso di disciplinari

I disciplinari di etichettatura delle carni bovine approvati o depositati presso il MASAF dall’introduzione di una specifica regolamentazione nel lontano 1997 sono stati 227 e nello stesso periodo sono stati revocati 116 disciplinari. Al 31 dicembre 2024 i disciplinari autorizzati sono 111 di cui 13 non operativi, 8 autosospesi e 116 revocati (quattro in più rispetto al 2023). Nella Tabella 1 si riporta l’evoluzione del numero delle organizzazioni di etichettatura a partire dal 2015, anno di transizione al nuovo sistema di etichettatura facoltativa introdotto con il D.M. 16 gennaio 2015.

Informazioni facoltative maggiormente presenti nei disciplinari

L’analisi dei disciplinari di etichettatura mostra una crescente attenzione verso la trasparenza lungo tutta la filiera produttiva. L’attuazione del Piano Strategico della PAC 2023 ha introdotto nuove regole sui pagamenti diretti, incentivando l’adesione ai sistemi di etichettatura facoltativa attraverso premi specifici per i bovini macellati tra 12 e 24 mesi, allevati per almeno sei mesi dal richiedente. Questo meccanismo ha rafforzato l’interesse dei produttori per la rintracciabilità e la qualità certificata, come confermato dai dati sui disciplinari effettivamente operativi.
In termini di informazioni maggiormente certificate abbiamo:
  1. desumibili dai documenti: la categoria, età dell’animale, la denominazione e sede dell’allevamento e il periodo di ingrasso/allevamento in Italia e, a seguire, man mano tutte le altre, situazione praticamente sovrapponibile a quella degli anni precedenti.
  2. Non desumibili da documenti ufficiali: circa il 90% dei disciplinari operativi forniscono indicazioni sul tipo genetico e l’88% sulla razza (-2%), mentre più distanziate le informazioni legate al benessere degli animali (60%) e alla non somministrazione di antibiotici ai bovini (57%) in lieve aumento rispetto al 2023. La natura del sistema di allevamento e l’alimentazione dei bovini, che per anni hanno predominato, risultano meno frequenti, così come mancato utilizzo nella razione alimentare di materiale OGM (38%) o alla composizione della stessa (17%) e l’esclusione di insilati nella razione alimentare (14%). Solo il 4% dei disciplinari prevede l’eventuale indicazione in etichetta dell’esclusione di fattori di crescita.
tabella informazioni MASAF

Controlli

Nel 2024, il sistema di etichettatura facoltativa delle carni bovine ha coinvolto 11.799 operatori, con 1.578 controlli effettuati dagli organismi di controllo (OdC), che hanno riscontrato 52 non conformità (pari al 3,3%). Il controllo si basa sul principio di autocontrollo da parte delle organizzazioni, con verifiche mirate nei punti critici della filiera, come macelli, laboratori di sezionamento e allevamenti. Il tasso di controlli rispetto a quelli previsti è stato elevato (circa 114,7%), grazie anche alla ripetizione delle verifiche in caso di irregolarità. Rispetto al 2014, si registra una diminuzione degli operatori (-14%) ma un aumento percentuale dei controlli. I piani di controllo si adeguano annualmente al numero dei soggetti e alle modifiche dei disciplinari.

Non conformità riscontrate

Delle 52 non conformità (NC) riscontrate nell’anno 2024 (-23 rispetto al 2023), 5 sono state classificate gravi (pari al 10%), a differenza degli anni 2023, 2022, 2021 e 2020 in cui erano, rispettivamente, 12 (pari al 16%), 31 (pari al 36%), 21(pari al 24%) e 25 (pari al 38%). Pertanto le NC gravi risultano in netto calo rispetto agli anni precedenti. Le maggiori NC sono state riscontrate, anche nell’anno 2024, a livello di punti vendita con 29 NC di cui 2 gravi (nel 2023, 38 NC di cui 3 gravi). Altre 2 NC gravi si sono registrate presso i laboratori di sezionamento su 5 NC totali rilevate in questo segmento di filiera. Nell’anno 2024 le NC osservate a carico delle organizzazioni di etichettatura sono state 10 (- 8 rispetto al 2023). Nei macelli si sono rilevate 5 NC, ovvero +1 rispetto al 2023 mentre, per i laboratori di sezionamento le NC sono uguali a quelle del 2023 (5NC). Nei punti vendita le 29 NC risultano in diminuzione (-9) rispetto al 2023. Infine, presso i mangimifici non si sono segnalate NC. Dunque, anche ne 2024 il trend delle non conformità  è da considerarsi, a livelli non preoccupanti.

NC-2024-etichettatura

Conclusioni

L’etichettatura facoltativa delle carni bovine si conferma, anche nel 2024, un strumento chiave per la trasparenza e la qualità nella filiera zootecnica italiana. Nonostante una lieve flessione nel numero di organizzazioni operative, il sistema mostra un’elevata affidabilità, con un basso tasso di non conformità e numero dei controlli superiore al minimo previsto. Le informazioni fornite in etichetta – su razza, alimentazione, benessere animale e non uso di antibiotici – rispondono alle crescenti esigenze dei consumatori. Il coinvolgimento di organismi terzi indipendenti, unito al sostegno del Ministero, ha rafforzato la fiducia nel sistema. Inoltre, il disciplinare resta un fattore premiante per l’accesso ai contributi comunitari. In un contesto di crescente attenzione alla sostenibilità, il modello italiano si distingue per l’impegno alla rintracciabilità, sicurezza e valorizzazione della carne bovina, contribuendo a consolidare l’immagine del settore, nonostante le crisi e le campagne mediatiche negative.

E’ possibile consultare il report completo cliccando QUI!

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Da leggere - Luglio 2026

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