Qualità del latte e nutrizione aminoacidica: nuove prospettive al seminario Balchem di Bergamo
Il 25 settembre 2025 a Bergamo Balchem organizza un seminario internazionale per fare il punto sul bilanciamento amminoacidico delle razioni, tema cruciale per esprimere al meglio il potenziale genetico delle bovine e garantire efficienza produttiva, riproduttiva e immunitaria

Il settore lattiero-caseario italiano, a differenza di altre nazioni, ha scommesso molto, se non tutto, non tanto sul latte da bere quanto sui formaggi, soprattutto quelli a denominazione d’origine (DOP, IGP e STG).
Delle circa 13 milioni di tonnellate di latte vaccino che ogni anno l’Italia produce, poco meno della metà (47%) è utilizzata per produrre queste eccellenze. Il business dei formaggi a indicazione geografica (IG), anche definiti a denominazione d’origine, è ad oggi fatto di 57 referenze e nel 2023 ha avuto un valore alla produzione di circa 5.5 miliardi di euro e un valore al consumo di 9.3 miliardi. Le prime due DOP nel food sono il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano, che insieme totalizzano un valore alla produzione di ben 3.5 miliari di euro. Inoltre, il 40% dei formaggi IG viene esportato, generando ulteriore valore.
Questa lungimirante scelta italiana genera un elevato valore aggiunto, che si spalma piuttosto equamente su tutta la filiera, garantendo agli allevatori una corretta remunerazione.
Oltre al latte delle DOP esiste anche quello destinato alla produzione di altri formaggi, quantificabile in 5.3 milioni di tonnellate. Da questa carrellata di numeri possiamo concludere che l’Italia trasforma circa l’85% del latte bovino che produce o importa, percentuale che testimonia l’elevata vocazione casearia del Paese, capace di valorizzare la materia prima attraverso un sistema produttivo orientato soprattutto alla trasformazione in formaggi.
Questa breve, ma necessaria, promessa rende chiaro ed evidente che alle filiere lattiero-casearie italiane interessa produrre la maggiore quantità possibile di caseina. Per raggiungere questo obiettivo le aree dove porre la maggiore attenzione sono la genetica e la nutrizione.
Nell’indice genetico della Frisona italiana (PFT 2025) i kg di caseina pesano per ben il 40%, con un incremento di 7 punti rispetto alla versione precedente del PFT. Accade però che consultando il Profilo Genetico Allevamento di tutta la Frisona italiana ci si accorge che i genotipi relativi alla proteina del latte (% e in kg) non vengono completamento espressi fenotipicamente a causa di una imperfetta nutrizione e gestione delle bovine negli allevamenti.
In considerazione di questo è importante condividere che per far esprimere al massimo il potenziale genetico a produrre caseine delle bovine è di fondamentale importanza impadronirsi della tecnica del bilanciamento amminoacidico delle razioni, utile non solo per questa finalità ma anche per la piena efficienza della riproduzione e dell’immunità.
Per questo, quando abbiamo visto che il 25 settembre 2025 la Balchem ha organizzato a Bergamo un seminario internazionale dal titolo “Ridefinire l’importanza degli aminoacidi: nuovi aspetti scientifici”, abbiamo contattato Tania Cambieri e Stefano Vandoni di Balchem Italia per saperne di più, in modo da motivare e invogliare voi lettori a partecipare a questo importante evento di aggiornamento professionale.
Stefano Vandoni, Ruminant Technical Services Manager Italy and MEA, ci ha spiegato che al seminario interverranno Mike Van Amburgh della Cornell University, Usman Arshad della EHT di Zurigo e lui stesso, per aggiornare i presenti sulle ultime novità relative al ruolo degli amminoacidi nella nutrizione della bovina da latte, focalizzando l’attenzione sia sull’importanza di bilanciare le razioni con metionina e lisina rumino-protette, avvalendosi del sistema CNCPS, sia sui benefici pratici conseguenti.
Si parlerà inoltre di come Balchem sta lavorando alla rumino protezione di altri aminoacidi essenziali.
Al termine dell’evento verrà dato ampio spazio alle domande e all’approfondimento.
Per maggiori informazioni, è possibile rivolgersi a Tania Cambieri (tcambieri@balchem.com) o Chiara Pastori (chiara.pastori@balchem.com).




















































































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