Vi raccontiamo le razze: la pecora Gentile di Puglia

Origini, consistenze, caratteristiche morfo-funzionali e curiosità di questa antica razza autoctona

29 Ottobre, 2025

Origine e diffusione

La Gentile di Puglia ha origine nella provincia di Foggia, nell’area compresa tra il fiume Fortore, il fiume Ofanto, il Gargano ed il Sub Appennino Dauno, dall’incrocio della razza locale “Carfagna” con arieti Merinos provenienti dalla Spagna, importati al tempo di Alfonso I di Aragona e successivamente sotto i Borboni.

Dell’antica razza autoctona si trovano testimonianze già in epoca romana: Plinio e Columella ne lodavano la lana per la sua finezza. La massima diffusione si ebbe però a partire dal XV secolo, quando i suoi filati – considerati tra i più pregiati al mondo – venivano utilizzati per realizzare tessuti raffinati, destinati sia all’abbigliamento sia all’arredamento domestico.

In quel periodo l’areale di allevamento si estendeva a tutto il Centro e Sud Italia, con una presenza particolarmente rilevante in Puglia e in Abruzzo. Qui gli allevatori, potevano sfruttare i vasti pascoli del Regno delle Due Sicilie, grazie alla sua rusticità e alla pratica della transumanza, che contribuì a far crescere la popolazione ovina fino a raggiungere diversi milioni di capi.

Attualmente viene allevata in Puglia, prevalentemente nella provincia di Foggia, in Basilicata e nel Molise con diffusione in alcune provincie dell’Abruzzo, della Calabria e della Campania.  

Foto: Soc.Agr. F.lli Longo

Evoluzione e miglioramento genetico 

A partire dalla fine del Settecento, la pecora Gentile allevata nel Tavoliere si affermò ben oltre i confini italiani: venne, infatti, esportata in vari luoghi dell’ Europa, come Svezia, Danimarca (dove diede origine alla Smaalcnem),  Alta Sassonia,  Francia (Rambouillet) e Inghilterra, dove fu incrociata con le razze locali Rylande, Mendip e Southdown. Raggiunse anche l’America, in particolare il Massachusetts e la Virginia. Nel 1782 alcuni esemplari furono introdotti al Capo di Buona Speranza e da lì in Australia, che alla fine dell’Ottocento contava già oltre cento milioni di pecore merino di alta qualità.

Nel nostro Paese la sua selezione è stata attentamente seguita nei primi decenni del secolo scorso dall’Ovile Nazionale di Foggia, poi trasformato in Sezione Operativa dell’Istituto Sperimentale per la Zootecnia di Roma.

Attualmente è inserita nell’elenco delle razze ovine autoctone che Asso.Na.Pa gestisce con programmi di conservazione e salvaguardia.

Consistenze

Secondo i dati riportati dalla Banca Dati Nazionale dell’anagrafe zootecnica,sul territorio italiano sono presenti 9.505 capi di questa razza (dati elaborati il 30/06/2025) distribuiti come riportato nella tabella di seguito.

Fonte: BDN

Caratteristiche morfologiche

La Gentile di Puglia è una razza di taglia media con vello di colore bianco. I caratteri definiti nello standard di razza prevedono:

Testa:  profilo leggermente montonino, corna robuste ed a spirale regolare nel maschio;  profilo rettilineo, con corna poco sviluppate in circa il 10% delle femmine.

Collo: lungo e sottile nella femmina, corto e robusto nel maschio.

Tronco: mediamente largo, lungo, con garrese largo e più basso della groppa nel maschio, sottile e leggermente più basso della groppa nella femmina; torace profondo e ben aperto nel maschio, meno profondo nella femmina. Linea dorso-lombare rettilinea. Groppa mediamente larga e leggermente inclinata posteriormente.

Arti: solidi e relativamente corti.

Vello: bianco, a lana fine, costituito da bioccoli prismatici, privi di peli canini, ricopre completamente il tronco compresa la faccia ventrale, la fronte, le guance, gli arti anteriori sino al ginocchio ed i posteriori sino al nodello. Assenza di pliche cutanee e giogaia poco sviluppata.

Pelle e pigmentazione: sottile, rosea. Lingua, palato ed aperture naturali generalmente non pigmentate. Talora si nota la presenza di piccole macchie nere o marrone alle orecchie, al musello ed all’occhio.

Foto: Soc. Agr. F.lli Longo

I difetti tollerabili sono: regioni inferiori del tronco scoperte di lana; estese pliche cutanee sul tronco; presenza di abbondante giogaia; corna eccessivamente sviluppate nelle pecore.

I difetti morfologici e genetici che invece comportano l’esclusione dalla razza sono:

  • vello pigmentato;
  • ernia ombelicale;
  • difetti di dentizione (enognatismo e prognatismo);
  • criptorchidismo anche monolaterale, ermafroditismo;
  • caratteri sub-letali a base ereditaria mendeliana certa. 

Per quel che riguarda i caratteri biometrici e riproduttivi, i dati ufficiali che riporta Asso.Na.Pa. sono i seguenti:

  • Fertilità: (intesa come rapporto percentuale tra il numero delle pecore partorite ed il numero delle pecore avviate alla monta) 90%.
  • Prolificità: (intesa come rapporto percentuale tra gli agnelli nati ed il numero delle pecore partorite) 120%.
  • Fecondità annua: (rapporto percentuale tra gli agnelli nati ed il numero delle pecore matricine) 108%
  • L’età media al primo parto è di 18 mesi.

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Foto: Masseria Saracena

Caratteristiche produttive

Le principali attitudini produttive sono lana e carne, anche se alcuni allevamenti utilizzano il pregiatissimo latte per la produzione tipica di “Canestrato Pugliese DOP”. In termini di quantità si tratta, mediamente, di 80-100 litri al 8-11% di grasso, compreso quello poppato
dall’agnello. Per quel che, invece, riguarda la produzione media di lana in sucido è di 6 kg negli arieti e di 3,5 kg nelle pecore e la qualità è molto fine. La Gentile di Puglia è oggi allevata anche per la produzione degli agnelli grazie alle sue ottime attitudini materne che le consentono anche di avere tre parti in due anni.

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Foto: Masseria Saracena

Curiosità

Una razza presidio Slow Food dal 2023

Per valorizzare e tutelare il prezioso patrimonio genetico e culturale di questa razza, Slow Food l’ha proclamata “Presìdio”. Grazie alla sua resistenza alle malattie e alla capacità di adattarsi alle diverse condizioni climatiche, infatti, questo animale da allevamento rappresenta un importante simbolo della biodiversità delle regioni italiane in cui vive. Per secoli la sua presenza ha contribuito a modellare il paesaggio e, attraverso la pratica della transumanza — il suo tradizionale sistema di allevamento — ha influenzato profondamente la vita, gli usi e i costumi delle comunità locali. Tuttavia, la crisi dell’industria laniera, la limitata produzione di latte e il passaggio dalla transumanza all’allevamento stanziale hanno causato un forte calo nel numero di capi (approfondisci leggendo “La pecora Gentile di Puglia diventa Presìdio Slow Food“)

La valorizzazione della filiera della lana di Gentile di Puglia

Un’altra importante novità è la recente costituzione della Cooperativa degli allevatori di Gentile di Puglia, costituitasi il 15 settembre scorso da 18 soci fondatori, con l’intento di salvare questa razza dalla storia millenaria, oggi riconosciuta in via di estinzione, e di conferire un rinnovato valore economico alle sue produzioni a triplice attitudine (leggi anche Pecora Gentile di Puglia: gli allevatori si uniscono per rilanciare la razza)

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Foto: Masseria Saracena

La Gentile di Puglia come identità di un territorio

Per i veri appassionati riporto la preziosa testimonianza di uno dei membri del direttivo della Cooperativa degli allevatori di Gentile di Puglia, il dr. Costanzo Longo:

La nostra è una terra umile, che da sempre trova nella fede e nella speranza la forza per guardare avanti. Quando Padre Pio arrivò a San Giovanni Rotondo, il paese contava circa 10.000 abitanti e un tasso di analfabetismo superiore al 90%. L’economia era povera e tipica delle aree montane della Capitanata: fondata soprattutto sulla pastorizia, sull’allevamento allo stato brado e sulla coltivazione dei cereali. Mancavano quasi del tutto altre attività produttive specializzate, ad eccezione di un allevamento praticato solo in forma estensiva e in zone marginali. In quasi tutte le case e le aziende della nostra zona è presente questa foto che ritrae il Santo proprio con un esemplare di Gentile di Puglia!

Padre Pio - Gentile di Puglia

Foto: Soc. Agr. F.lli Longo

Sitografia

Si ringraziano le aziende Masseria Salecchia e Soc. Agr. F.lli Longo per la gentile concessione del materiale fotografico.

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