Prospettive per l’agricoltura europea fino al 2035: produttività, mercato e sostenibilità

La Commissione ha pubblicato l'ultima relazione sulle Prospettive Agricole dell'UE, che presenta le proiezioni per i mercati agricoli dell'UE fino al 2035

30 Dicembre, 2025

L’Unione Europea si prepara a un futuro per il settore agricolo complesso ma promettente. E’ quanto emerge dall’ultimo report EU Agricultural Outlook che delinea le prospettive fino al 2035. Il rapporto analizza le dinamiche di offerta e domanda in agricoltura, considerando fattori chiave come il contesto macroeconomico, il cambiamento climatico, la disponibilità e il costo degli input agricoli, il commercio globale e l’evoluzione dei consumi. Tutto ciò viene valutato nell’ambito di un quadro politico stabile, con la PAC e le politiche agricole vigenti come riferimento principale.

Produttività e struttura del settore

Nonostante le sfide climatiche e l’aumento dei costi degli input, l’agricoltura europea manterrà un elevato livello di produttività. La crescita della produttività sarà guidata principalmente dall’incremento della produttività del lavoro, mentre quella della terra progredirà più lentamente a causa della trasformazione sostenibile del settore e dell’impatto dei cambiamenti climatici. La dimensione economica delle aziende rimarrà un fattore determinante per la redditività: le aziende più grandi continueranno a registrare prospettive di reddito migliori rispetto a quelle più piccole. Tuttavia, il valore complessivo della produzione agricola UE è destinato a crescere, in particolare grazie ai cereali, ai prodotti lattiero-caseari, alla frutta, alla verdura e ad altre colture specializzate.

Le trasformazioni strutturali includono anche una diminuzione della manodopera familiare non retribuita e un aumento dei lavoratori salariati, con una leggera riduzione complessiva del lavoro agricolo. L’innovazione tecnologica, la digitalizzazione e i miglioramenti genetici saranno determinanti per sostenere la crescita della produttività e l’efficienza della produzione.

Commercio, autosufficienza e competitività

L’UE continuerà a garantire alta autosufficienza alimentare per cereali, carne e latticini, mentre si prevede un aumento delle esportazioni nette di prodotti ad alto valore aggiunto, come formaggi, polveri di siero e olio d’oliva. La concorrenza globale, soprattutto per le materie prime agricole di base, tenderà a intensificarsi, con un rallentamento dei flussi commerciali mondiali e pressioni sui mercati di prodotti come manzo, suini e grano tenero.

Il commercio agroalimentare europeo rimarrà cruciale per la sicurezza alimentare globale, offrendo input fondamentali come fertilizzanti e mangimi, oltre a garantire diversità dietetica e valore economico agli agricoltori e alla filiera. La concentrazione dei mercati e dei prodotti UE è prevista stabile, con incrementi in alcuni segmenti specifici, mentre la spesa alimentare pro capite continuerà a ridursi grazie all’aumento dei redditi.

Andamento dei principali settori produttivi

Lattiero-caseario

Nonostante un lieve calo della mandria, la produzione di latte rimarrà stabile, sostenuta dall’aumento delle rese e del contenuto in solidi. La domanda interna ed estera favorirà la produzione di formaggi e derivati ad alto valore aggiunto, mentre i prodotti come latte intero in polvere subiranno una leggera contrazione.

Carne e pollame

La produzione di carne bovina, ovina e suina è destinata a diminuire per motivi strutturali, regolamentari e di rinnovamento generazionale. La carne di pollo, invece, continuerà a crescere, guidata dalla domanda interna ed estera, considerata più sostenibile, conveniente e salutare. Il consumo pro capite di carne rossa in UE è destinato a calare, mentre il consumo di pollame ed uova aumenterà leggermente.

Oli e semi oleosi

La produzione di semi oleosi come soia, girasole e leguminose crescerà, mentre l’uso di olio di palma continuerà a diminuire. La domanda interna per biocarburanti, limitata da vincoli regolatori, influenzerà soprattutto la coltivazione di colza. L’UE rimarrà un importatore netto di oli e semi oleosi, seppur con volumi di importazione in diminuzione verso il 2035.

Vino e olio d’oliva

Il consumo di vino continuerà a diminuire nei Paesi UE, riflettendo cambiamenti nelle abitudini alimentari e politiche nazionali di moderazione dell’alcol, con effetti anche sulle esportazioni. La produzione di olio d’oliva recupererà dopo anni di cali produttivi, mentre le esportazioni rimarranno sostenute. La produzione di olive da tavola potrebbe ridursi per la maggiore concorrenza globale, ma la domanda globale crescente per la dieta mediterranea offrirà opportunità commerciali.

Sostenibilità ambientale

L’impatto ambientale complessivo dell’agricoltura europea è destinato a migliorare: le emissioni di gas serra diminuiranno grazie alla riduzione della produzione animale, mentre il surplus di azoto sarà contenuto attraverso la riduzione dei mangimi e l’adozione di colture meno intensive. L’uso di pesticidi diminuirà sia in termini di intensità che di superficie coltivata, mentre la conversione di aree agricole in zone urbane o per energia rinnovabile determinerà una lieve riduzione delle superfici complessive. Le aree forestali cresceranno modestamente, sostenute dai programmi di rimboschimento e dall’abbandono di pascoli marginali.

Conclusioni

Le prospettive agricole dell’UE fino al 2035 delineano un settore in evoluzione, che combina produttività elevata, adattamento tecnologico e sostenibilità ambientale. L’Europa manterrà la sua posizione di attore rilevante nel commercio agroalimentare globale, con esportazioni concentrate su prodotti a elevato valore aggiunto, mentre il settore dovrà affrontare sfide legate a riduzione della manodopera, cambiamenti climatici, evoluzione della domanda e concorrenza internazionale. Le politiche agricole e l’innovazione rimarranno fattori chiave per garantire la competitività e la resilienza dell’agricoltura europea, assicurando al contempo sicurezza alimentare e sostenibilità ambientale.

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