Giovani e donne riscoprono la pastorizia: la ShepherdSchool come porta d’ingresso a un mestiere che cambia

Riparte la quarta edizione della ShepherdSchool del progetto Life: iscrizioni aperte fino al 15 febbraio, con adesioni da tutta Italia

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24 Dicembre, 2025

Non arrivano da famiglie di allevatori, né hanno ereditato greggi o stalle, e spesso hanno alle spalle percorsi di studio o di lavoro lontani dal mondo rurale. Eppure sono sempre di più i giovani e le donne che scelgono di avvicinarsi alla zootecnia e alla pastorizia, spinti dal desiderio di costruire un’attività sostenibile, autonoma e radicata nei territori. Un cambiamento profondo, che trova nella ShepherdSchool, la Scuola per pastori del progetto Life, uno degli strumenti più concreti per trasformare un interesse in una professione.

I numeri delle iscrizioni parlano chiaro: la maggior parte delle domande arriva da under 40, con una forte presenza femminile. Un dato che racconta una nuova generazione di allevatori, lontana dall’immagine tradizionale del mestiere, e che vede nella pastorizia non un ritorno al passato, ma una scelta consapevole e contemporanea.

In Europa, le scuole di pastorizia sono una realtà consolidata da anni. Esperienze analoghe sono attive in Francia, Spagna, Portogallo e Svizzera, dove hanno dimostrato di essere fondamentali per accompagnare l’ingresso di nuovi operatori nel settore zootecnico. I benefici sono evidenti: supporto all’avvio di nuove aziende, riduzione del rischio di abbandono precoce e, soprattutto, trasmissione di un sapere pratico che un tempo veniva appreso all’interno delle comunità rurali, grazie alla presenza diffusa di allevamenti sul territorio.

Oggi quel contesto non esiste più. Chi sceglie di diventare pastore o allevatore si trova spesso ad affrontare un settore complesso, fragile e regolamentato, senza una rete familiare o comunitaria di riferimento. Senza formazione e affiancamento, il rischio è quello di trovarsi soli di fronte a difficoltà tecniche, economiche e burocratiche che scoraggiano anche i più motivati.

È proprio a questo vuoto che risponde la ShepherdSchool, che offre a 24 aspiranti pastori la possibilità di formarsi attraverso quattro cicli formativi, affiancando alla teoria un periodo di stage pratico di circa 30 giorni presso aziende del territorio. Le lezioni sono affidate principalmente al personale tecnico del partenariato di progetto, garantendo un approccio concreto e fortemente legato alle esigenze reali del lavoro in campo.

La formazione teorica, prevista nel 2026, si svolgerà nel Casentino, presso il Centro di Formazione Officine di Capodarno a Stia, e in Romagna, nella rete dei Centri Visita del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Un aspetto centrale del progetto è l’attenzione alle condizioni di accesso: agli studenti selezionati viene offerto l’alloggio gratuito per tutta la durata del corso teorico, mentre durante lo stage l’ospitalità è garantita direttamente dalle aziende agricole coinvolte.

L’iscrizione alla scuola è completamente gratuita e il percorso formativo viene riconosciuto all’interno del Sistema della formazione e dell’orientamento della Regione Toscana, che partecipa attivamente all’organizzazione della ShepherdSchool.

In un momento storico in cui il ricambio generazionale in agricoltura rappresenta una delle sfide più urgenti, esperienze come questa dimostrano che la pastorizia può tornare a essere un’opportunità concreta di lavoro, soprattutto per chi parte da zero. Non una scelta fatta a occhi bendati, ma un mestiere che richiede competenze, formazione e visione, e che oggi può contare su strumenti nuovi per accompagnare chi decide di intraprendere questa strada.

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Autore: Roberta Terrigno

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