Atto di Ginevra e Mercosur: più tutela per DOP e IGP italiane
Il 7 gennaio è stata approvata dal Parlamento la ratifica dell’Atto di Ginevra, con la firma dell’Accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e i Paesi del Mercosur, per la tutela delle Indicazioni Geografiche italiane

L’Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche, adottato il 20 maggio 2015 per modernizzare il sistema di protezione gestito dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO), che conta attualmente 44 parti contraenti, attendeva l’autorizzazione parlamentare alla ratifica e all’esecuzione. Ratifica ed esecuzione che sono avvenute nella giornata del 7 gennaio. Le innovazioni introdotte segnano un punto di svolta per le IG, estendendo l’ambito di applicazione all’intera categoria delle Indicazioni Geografiche, precedentemente limitata alle DOP, e includendo prodotti non comparabili, servizi e ogni forma di abuso, comprese usurpazioni e imitazioni. Tra le principali novità figurano una maggiore flessibilità nella presentazione delle domande e l’ampliamento del perimetro geografico, con la possibilità per le organizzazioni intergovernative, come l’Unione europea, di aderire al sistema.
Gli accordi del Mercosur
A fine 2024 era stata raggiunta l’intesa politica per l’accordo UE-Mercosur, ma a seguito delle riserve espresse da alcuni Paesi su criticità legate a reciprocità e controlli, la firma era stata sospesa ma dopo la concessione, o, per meglio dire, la promessa di maggiore flessibilità, di 45 miliardi di euro, da parte di Ursula von der Leyen nella lettera del 6 gennaio, di cui abbiamo parlato qui, le strenue resistenze del governo italiano stanno pian piano cedendo.
I risvolti che ne seguono sono decisivi. Nonostante la Francia sia ancora in fase di resistenza e pronta a riscendere in piazza, come ha già fatto con il sindacato Coordination Rurale all’alba dell’8 gennaio sotto la Tour Eiffel, il sì italiano promette un’accelerazione che odora di ufficialità. È infatti ormai spianato il percorso verso la firma, che, se tutto procederà secondo i piani, dovrebbe avvenire il 12 gennaio in Paraguay, nazione designata come centro nevralgico del Mercosur per il 2026, proprio per mano di von der Leyen.
Le richieste del ministro Lollobrigida
Per ammorbidire ulteriormente i ripensamenti italiani, l’UE accoglie la proposta del ministro Lollobrigida di tagliare i dazi sulle importazioni di fertilizzanti e di sospenderne l’applicazione della tassa sul carbonio (Cbam). Ma non si concludono qui le richieste del ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. È stato chiesto all’UE di abbassare la soglia di attivazione delle clausole di salvaguardia (per bloccare le importazioni in caso di crisi) dall’8% al 5%.
“Se verranno certificate le premesse di garanzia del mondo produttivo che chiediamo, approveremo la sottoscrizione dell’accordo Ue-Mercosur”, dichiara Lollobrigida, in un incontro stampa a Bruxelles precedente alla riunione tra i ministri dei 27 dell’Agricoltura e i commissari Ue all’agricoltura. La riunione del Coreper, che riunisce gli ambasciatori degli Stati Membri, è prevista per venerdì. Sono attese proteste anche a Bruxelles da parte degli agricoltori belgi.
La riunione dei ministri
Il 7 gennaio i Commissari Christophe Hansen, Maroš Šefčovič e Olivér Várhelyi, insieme ai ministri dell’Agricoltura dell’UE, si sono riuniti a Bruxelles per discutere del futuro dell’agricoltura e della sicurezza alimentare in Europa, delineando al contempo le principali aspettative per l’azione dell’Unione nel 2026. Hanno riconosciuto che l’agricoltura è fondamentale per la sovranità europea e che il settore agroalimentare dell’UE è fondamentale per la competitività europea attraverso milioni di posti di lavoro e valore aggiunto. I partecipanti hanno fatto il punto sulle sfide a cui devono far fronte gli agricoltori e il settore agroalimentare, con uno scambio di opinioni sulle loro aspettative per il 2026. Le discussioni si sono incentrate sulle preoccupazioni per la volatilità e l’incertezza dei mercati globali, nonché sulla necessità di preservare la concorrenza degli agricoltori europei. Si è discusso di continuare a garantire il sostegno alla PAC, ridurre le dipendenze da fertilizzanti, aumentare la competitività globale e la reciprocità e richiedere ulteriori semplificazioni a vantaggio degli agricoltori.
Gli effetti del Mercosur sulle IG
L’Accordo del Mercosur garantirà la protezione, in Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay, di 58 Indicazioni Geografiche italiane, di cui 26 relative a prodotti alimentari, per un totale di 347 IG europee. «Questi strumenti rappresentano un passaggio chiave per il rafforzamento della tutela delle Indicazioni Geografiche, lanciando un segnale chiaro contro le politiche protezionistiche che mirano a svilire il Sistema» — dichiara Cesare Baldrighi, Presidente di Origin Italia. «Un plauso va al Governo italiano e a tutto il Parlamento, che hanno garantito sostegno alla ratifica dell’Atto di Ginevra e all’approvazione dell’Accordo Mercosur, comprendendone appieno le potenzialità per le IG italiane».



















































































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