Residui di farmaci veterinari: l’Europa conferma l’elevata sicurezza dell’allevamento italiano

Il rapporto annuale dell'EFSA evidenzia un tasso di conformità superiore al 99% per i residui di medicinali veterinari nelle produzioni animali. Su quasi 500.000 campioni analizzati in UE, Islanda e Norvegia, solo lo 0,13% è risultato fuori norma, consolidando la fiducia nella filiera zootecnica comunitaria

scienza carne
11 Febbraio, 2026

L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha pubblicato a inizio 2026 i risultati dei monitoraggi condotti durante tutto il 2024 negli Stati membri, in Islanda e in Norvegia, per verificare, attraverso analisi di laboratorio su quasi mezzo milione di campioni, se l’uso dei farmaci negli allevamenti rispetti i rigidi limiti di legge e i tempi di sospensione previsti per garantire la salute pubblica.

Una garanzia per consumatori e produttori

La sicurezza dei prodotti di origine animale è un pilastro fondamentale per i cittadini europei. Secondo i dati dell’Eurobarometro 2025, la presenza di residui di antibiotici, steroidi o ormoni nella carne resta una delle principali preoccupazioni per oltre un terzo dei cittadini dell’Unione Europea. In questo contesto, il monitoraggio costante operato dalle autorità competenti non è solo un obbligo normativo, ma anche uno strumento di trasparenza necessario a mantenere elevati standard di fiducia lungo tutta la catena alimentare, dal campo alla tavola.

Il sistema di sorveglianza europeo si è dimostrato ancora una volta solido, evidenziando che la stragrande maggioranza dei prodotti immessi sul mercato è priva di residui pericolosi o contiene concentrazioni ampiamente entro i margini di sicurezza stabiliti. Questo importante risultato è frutto di una collaborazione sinergica tra gestori del rischio, veterinari e operatori del settore zootecnico, i quali sono chiamati a rispettare protocolli sempre più rigorosi per la tutela del consumatore finale.

Analisi dei dati e statistiche settoriali del 2024

I numeri presentati nel rapporto EFSA offrono una fotografia estremamente rassicurante della zootecnia europea, basata su un totale di 493.664 campioni analizzati. La maggior parte di queste analisi è stata condotta nell’ambito del Piano 1, una strategia di controllo basata sul rischio che ha riguardato 266.477 campioni, registrando una percentuale di non conformità dello 0,16%. Parallelamente, il Piano 2 ha controllato randomicamente 10.165 campioni, rilevando lo 0,22% di esiti positivi, mentre i controlli sulle importazioni (Piano 3) hanno mostrato una non conformità dello 0,2% su 6.061 campioni testati.

La classificazione delle sostanze e i meccanismi di controllo

L’ordinamento europeo suddivide le diverse tipologie di sostanze monitorate in due grandi categorie. Il Gruppo A comprende le sostanze ad azione farmacologica vietate o non autorizzate, come gli stilbeni, i farmaci antitiroidei e gli steroidi, per i quali vige una tolleranza zero a causa dei rischi potenziali per la salute. Il Gruppo B include invece i medicinali veterinari autorizzati, come antimicrobici, antiparassitari e antinfiammatori, per i quali sono definiti dei Limiti Massimi di Residuo (MRL) oltre i quali il prodotto è considerato non conforme.

Analizzando le singole categorie di sostanze, emerge che nel Gruppo A1 il sottogruppo degli steroidi presentava il maggior numero di non conformità, in particolare il nandrolone rinvenuto in bovini, suini e ovicaprini. Per quanto riguarda le sostanze del Gruppo A2, sono stati segnalati casi di cloramfenicolo in suini e pollame, mentre nel settore dell’acquacoltura le criticità principali hanno riguardato l’uso di coloranti non autorizzati come il verde malachite. Nel Gruppo B, relativo ai farmaci autorizzati, le segnalazioni hanno coinvolto principalmente antimicrobici,  e coccidiostatici, con una distribuzione di casi tra diversi Stati membri che ha portato a controlli supplementari su oltre 9.000 campioni sospetti, dove la percentuale di positività è salita al 1,52% proprio in virtù della natura mirata dell’indagine.

Carne e latte

I dati del rapporto EFSA relativi al 2024 confermano che sia il settore delle carni bovine che quello del latte mantengono standard di sicurezza estremamente elevati, con percentuali di non conformità molto basse e ampiamente al di sotto dell’1%. La sorveglianza sulla filiera bovina è stata capillare, basandosi su una produzione totale di oltre 23,8 milioni di animali. Nel contesto del Piano 1 (controlli basati sul rischio), sono stati analizzati 83.159 campioni, di cui solo lo 0,24% (197 campioni) è risultato non conforme. Nel gruppo A la non conformità è stata dello 0,16%. La sostanza rinvenuta con maggiore frequenza è stata il nandrolone (23 risultati non conformi), seguita da altri steroidi come il boldenone. Nel Gruppo B la non conformità si è attestata allo 0,24%. Le criticità principali hanno riguardato antimicrobici e antinfiammatori non steroidei.

Versante latte il monitoraggio ha riguardato il latte bovino, ovino e caprino, a fronte di una produzione complessiva di quasi 155 milioni di tonnellate. Su un totale di 12.898 campioni analizzati per il Piano 1, lo 0,22% (29 campioni) è risultato non conforme Per il Gruppo A la sicurezza è quasi totale, con una non conformità di appena lo 0,02% (solo 2 casi registrati in tutta Europa). Tali casi hanno riguardato residui di semicarbazide (SEM), una sostanza del sottogruppo A2b. Nel Gruppo B la percentuale di non conformità è stata dello 0,27%.

Verso una zootecnia europea sempre più trasparente

I risultati del 2024 confermano la stabilità del sistema zootecnico europeo, con dati di non conformità sovrapponibili a quelli dell’anno precedente e una gestione del farmaco che appare sotto stretto controllo. Il lieve incremento della non conformità complessiva, passata dallo 0,11% del 2023 allo 0,13% attuale, non indica un deterioramento delle pratiche, ma piuttosto una maggiore efficacia e precisione delle tecniche diagnostiche e dei piani di campionamento mirati. Le autorità continueranno a utilizzare questi rapporti per affinare le strategie di gestione del rischio e per supportare gli allevatori nel miglioramento continuo dei propri standard produttivi.

Per il futuro, secondo il report, l’opportunità principale risiede nell’ulteriore digitalizzazione dei dati e nell’uso di strumenti di visualizzazione interattiva che permettano a tutti i portatori d’interesse di monitorare l’andamento della sicurezza alimentare in tempo reale. La rigorosa osservanza dei tempi di sospensione e il ricorso esclusivo a farmaci autorizzati sotto prescrizione veterinaria rimangono le uniche vie per tutelare l’azienda e l’intera categoria. Mantenere questi livelli di conformità vicini al 100% è l’unico modo per rispondere efficacemente alle preoccupazioni dei cittadini e garantire la competitività dei prodotti europei sui mercati globali.

Per approfondire ecco il report completo.

Potete analizzare i risultati in modo più dettagliato consultando il dashboard interattivo.

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Da leggere - Luglio 2026

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