Gasolio alle stelle: le organizzazioni agricole sollecitano interventi immediati

Marzo 2026: rincari record di carburante, energia e fertilizzanti minacciano redditi e produzioni

9 Marzo, 2026

All’inizio di marzo 2026, il comparto agricolo italiano sta affrontando una fase di forte pressione economica determinata dall’improvviso aumento dei costi dei fattori produttivi, con particolare riferimento al gasolio agricolo, all’energia e ai fertilizzanti.

Questo fenomeno viene ricollegato al contesto di instabilità dei mercati globali, influenzato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalla volatilità delle quotazioni internazionali. In Italia, il prezzo del gasolio agricolo agevolato ha mostrato variazioni significative in tempi brevi, passando in circa una settimana da 0,85 euro al litro a punte di 1,25 euro al litro in alcune regioni.

In questo scenario, le organizzazioni di categoria dei produttori hanno comunicato tutta la loro preoccupazione e disappunto per quanto sta accadendo, vediamo nel dettaglio le singole posizioni.

CIA – Agricoltori Italiani sollecita intervento di governo e UE

La CIA evidenzia come le imprese agricole si trovino attualmente in una “triplice morsa” causata dall’esplosione dei costi di produzione, dall’instabilità dei mercati e da pratiche commerciali che deprimono il valore dei prodotti alla produzione. L’organizzazione sottolinea un paradosso: nonostante l’aumento dei costi per gli agricoltori, i prezzi all’origine restano talvolta così bassi da scoraggiare le nuove semine, mettendo a rischio la produzione futura. Il presidente nazionale Cristiano Fini ha dichiarato: “Aziende sotto scacco. Redditi schiacciati a causa di costi energetici esplosi e prezzi nei campi troppo bassi. Serve intervento governo nazionale e Ue“. Si sollecita, inoltre, l’adozione di reti di sicurezza europee a tutela del reddito e un rafforzamento delle misure anti-speculazione che includano anche le forniture all’ingrosso per il settore primario.

Un’escalation ingiustificata, secondo Confagricoltura

Confagricoltura esprime forte preoccupazione per l’impatto che questi rincari avranno sulla competitività delle imprese e sul rischio di innescare un’inflazione da costi lungo tutta la filiera agroalimentare. L’organizzazione rileva aumenti superiori al 30% per carburanti e fertilizzanti (come l’urea), avvenuti proprio in concomitanza con l’avvio della campagna di produzione. Secondo la Confederazione, è necessario un monitoraggio costante e una revisione degli strumenti legislativi esistenti, come il “DL Bollette”, ritenuto non più adeguato al mutato scenario energetico. Il presidente Massimiliano Giansanti ha affermato: “Siamo preoccupati per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito alle decisioni europee antecedenti il conflitto in Medio Oriente“.

Coldiretti presenta un esposto alla Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza

Coldiretti ha assunto una posizione di contrasto diretto verso quelle che definisce “manovre speculative” sul prezzo del gasolio agricolo. Dopo una lettera diretta al Governo, l’organizzazione ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per denunciare aumenti considerati anomali e sproporzionati rispetto all’andamento del diesel per autotrazione: mentre quest’ultimo è cresciuto di circa 18-19 centesimi al litro, il gasolio agricolo ha subito incrementi fino a 40-45 centesimi nello stesso periodo. Il presidente Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo hanno sottolineato che l’iniziativa nasce a seguito del repentino incremento del prezzo del gasolio registrato negli ultimi giorni, passato, nel giro di circa una settimana, da 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro, con picchi segnalati soprattutto in Sicilia e Puglia. L’organizzazione ha inoltre richiesto un incontro urgente con il Governo per affrontare gli effetti a cascata sulla produzione e sulla redditività del settore primario.

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