Infezioni intramammarie e terapia in asciutta: effetti sull’immunometabolismo nella capra da latte

Relazione tra salute della mammella ed equilibrio metabolico della capra nel periodo di transizione

capre-mungitura-camosciate
16 Marzo, 2026

Le infezioni intramammarie (IMI) sono un problema sanitario rilevante negli allevamenti di capre da latte: nelle prime fasi dopo il parto la prevalenza può superare il 23% e tende ad aumentare con l’avanzare della lattazione. La diagnosi risulta complessa, sia perché i sistemi di monitoraggio individuale del latte sono poco diffusi nella capra, sia perché le peculiarità fisiologiche della ghiandola mammaria caprina limitano l’affidabilità dei principali indicatori impiegati per la diagnosi della mastite subclinica nella bovina da latte. In questo scenario, l’esame colturale batteriologico (BC) resta il riferimento principale per la diagnosi delle IMI.

Introduzione

Come nella bovina, anche nella capra la durata ottimale del periodo di asciutta è di circa 60 giorni. Questa fase è cruciale per la gestione delle IMI con trattamento antibiotico, in quanto le limitazioni normative sui farmaci autorizzati per la specie caprina e i lunghi tempi di sospensione rendono complessi gli interventi terapeutici in lattazione. L’asciutta, inoltre, coincide con un momento delicato del ciclo produttivo: sospensione della mungitura e cambi di razione, se non ben gestiti, possono aumentare lo stress e predisporre la capra alle dismetabolie della tarda gestazione (ad esempio la tossiemia gravidica).

Emerge dunque una domanda: l’attivazione immunitaria locale associata a IMI, può tradursi in una risposta infiammatoria sistemica e interferire con i meccanismi di adattamento metabolico alla tarda gestazione? Questo intreccio tra risposta immunitaria e regolazione metabolica (immunometabolismo) è ben descritto nella bovina in transizione, ma è ancora poco esplorato nella capra. In particolare, mancano dati sull’andamento dei biomarcatori plasmatici e sul loro legame con lo stato sanitario della mammella nel periodo tra asciutta e parto.

Per questo è stato condotto uno studio volto a descrivere l’evoluzione di metaboliti plasmatici e performance produttive tra messa in asciutta e lattazione successiva, valutando l’effetto dello stato sanitario mammario e di un trattamento antibiotico effettuato in asciutta sull’adattamento metabolico al periodo di transizione.

Disegno sperimentale e risultati principali

Questo lavoro nasce da una collaborazione fra più realtà: il gruppo di Università Cattolica del Sacro Cuore (DIANA/CREI), Università degli Studi di Milano (DIVAS e laboratorio MiLab), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibba CNR), e il supporto dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna.

La prova è stata svolta in un allevamento commerciale e ha coinvolto 60 capre di razza Camosciata delle Alpi, classificate come “sane” o “infette” sulla base dell’esame batteriologico effettuato una settimana prima dell’asciutta (30 sane; 30 infette). Al momento dell’asciutta, le capre sono state poi suddivise in due gruppi da 30 capre ciascuno (di cui 15 sane e 15 infette) e trattate con antibiotico intramammario oppure asciugate senza alcun trattamento. Durante il periodo tra asciutta e parto, e all’avvio della lattazione successiva, sono stati raccolti: campioni di sangue per un ampio profilo immunometabolico, campioni di latte per valutare lo stato sanitario della mammella (BC) e dati produttivi e di composizione del latte ricavati dai controlli funzionali mensili.

Risultati

Effetti sulla produzione, la qualità e la conta cellulare del latte

Il trattamento antibiotico in asciutta non ha influenzato né le performance produttive nella lattazione successiva né l’andamento dei principali biomarcatori plasmatici. Indipendentemente dallo stato sanitario mammario, il contenuto di lattosio misurato prima della messa in asciutta è risultato inferiore rispetto a quello rilevato all’inizio della lattazione successiva, nonostante livelli di produzione comparabili tra le due fasi. Tale evidenza può essere interpretata come indicativa di una maggiore permeabilità della ghiandola mammaria in fine lattazione, in relazione ai processi di involuzione, come suggerito anche dall’incremento della conta cellulare somatica (SCC). Le capre con IMI hanno mostrato SCC più elevate sia prima dell’asciutta sia nelle prime settimane della lattazione successiva.

Alcune differenze nel metabolismo di animali sani e infetti sono emerse già alla messa in asciutta

Dopo l’asciutta, in tutti i gruppi è stata osservata una riduzione dell’urea plasmatica, coerente con le modifiche alimentari adottate per interrompere la produzione di latte. Al contrario, le concentrazioni di glucosio e di acidi grassi non esterificati (NEFA) sono rimaste sostanzialmente stabili durante il periodo di asciutta, suggerendo un adeguato apporto energetico che ha limitato la mobilitazione delle riserve adipose. Le capre con IMI hanno presentato concentrazioni plasmatiche di colesterolo più elevate, compatibili con una temporanea alterazione del metabolismo lipidico associata alla presenza di IMI.

L’infezione intramammaria ha acuito la risposta infiammatoria sistemica a cavallo del parto

Nel post-parto tutte le capre hanno evidenziato marcati segnali di mobilizzazione delle riserve corporee e di stress epatico, evidenziati dall’aumento di NEFA, β-idrossibutirrato, bilirubina ed enzimi epatici. Contestualmente, l’incremento delle proteine di fase acuta e la riduzione di alcuni indicatori di funzionalità epatica hanno indicato l’instaurarsi della risposta infiammatoria sistemica tipica del periparto. Tuttavia, nelle capre affette da IMI tale risposta è risultata più pronunciata e persistente: i marcatori di stress ossidativo (metaboliti reattivi dell’ossigeno – ROMt) e di infiammazione sistemica (ceruloplasmina) sono rimasti più elevati dal periodo pre-asciutta fino al post-parto, suggerendo che la compromissione della salute mammaria possa interferire con l’adattamento immunometabolico alla tarda gestazione e all’inizio della lattazione.

Figura 1. Concentrazioni plasmatiche di colesterolo, ceruloplasmina, ROMt e gruppi tiolici in capre sane (verde tratteggiato) o con IMI (rosso continuo) classificate mediante coltura batteriologica del latte 7 giorni prima dell’asciutta. + p < 0,10; * p < 0,05; ** p < 0,01. Lettere diverse indicano l’effetto del tempo (p < 0,05), indipendentemente dallo stato sanitario mammario. Nel complesso, le capre con IMI mostrano differenze già in asciutta (colesterolo più elevato) e, a cavallo del parto, un profilo coerente con una risposta infiammatoria/ossidativa più marcata (ceruloplasmina, ROMt e gruppi tiolici più elevati in specifici time-point), rispetto alle capre sane.

Conclusioni

Nel complesso, i risultati indicano che l’analisi dei biomarcatori plasmatici può rappresentare uno strumento promettente per migliorare l’identificazione delle mastiti subcliniche nella capra da latte, offrendo una chiave di lettura integrata tra stato sanitario della mammella e adattamento metabolico nel periodo di transizione.

Implicazioni pratiche in allevamento

  • Asciutta come momento strategico: la BC a fine lattazione e la terapia antibiotica alla messa in asciutta restano il metodo di riferimento per la gestione delle IMI nella capra, anche per le limitazioni vigenti per i farmaci utilizzabili su questa specie durante la lattazione.
  • Monitoraggio mirato in asciutta: nelle capre con IMI, la SCC tende a risultare più elevata e persistente, ma da sola è insufficiente per identificare i casi di mastite subclinica alla fine della lattazione.
  • Effetti sistemici da non sottovalutare: anche in mancanza di sintomi di mastite clinica, una IMI al momento della messa in asciutta può alterare il decorso di alcuni biomarcatori plasmatici, mettendo a rischio l’adattamento della capra al periodo di transizione.
  • Presupposti di diagnostica integrata: alcuni dei marcatori evidenziati in questo studio possono fornire un supporto aggiuntivo per inquadrare i casi di mastite subclinica, evidenziando gli effetti sistemici delle IMI ed il conseguente rischio per la salute della capra.

 

Si ringrazia l’azienda agricola Le Camosciate di San Tommaso (Mezzana Casati, San Rocco al Porto LO).

La presente nota è una sintesi del seguente articolo scientifico pubblicato dalla rivista Journal of Dairy ScienceMezzetti M., A. Marinoni, A. Minuti, L. Cattaneo, F. Piccioli-Cappelli, D. Hossain, F. Biscarini, V. Monistero, P. Cremonesi, B. Castiglioni, A. J. Masroure, C. Gusmara, S. Fusar Poli, M. F. Addis, V. Bronzo, P. Moroni, E. Trevisi. 2026. Effects of intramammary infection and dry-off treatment on the immune-metabolic profile of Alpine dairy goats. J. Dairy Sci. 109:1907–1924. doi.org/10.3168/jds.2025-27253.

 

A cura di Matteo Mezzetti 

"DiANA report e news – Laboratorio di idee per la zootecnia del futuro
"

Rubrica a cura di

 

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!