Parmigiano Reggiano, nel 2025 cresce il valore globale ma rallenta l’Italia

Produzione ed export in aumento, la Dop supera il 50% di quota estera. Sul mercato interno pesano prezzi e consumi più cauti

27 Marzo, 2026

Nel 2025 il Parmigiano Reggiano conferma la propria solidità e rafforza il posizionamento sui mercati internazionali, consolidando un modello di sviluppo sempre più orientato all’estero. I dati economici presentati dal Consorzio delineano un quadro complesso ma nel complesso positivo, in cui la crescita della produzione e dell’export si accompagna a un rallentamento dei consumi sul mercato domestico.

Il giro d’affari al consumo ha raggiunto i 3,96 miliardi di euro, segno di una filiera capace di mantenere valore anche in un contesto macroeconomico segnato da instabilità geopolitica e tensioni commerciali. A trainare questa performance è soprattutto la domanda internazionale, che continua a crescere e porta la quota export a superare per la prima volta la metà del totale.

Una Dop sempre più internazionale

Il dato più significativo riguarda proprio l’internazionalizzazione: nel 2025 l’export rappresenta il 50,5% delle vendite complessive, con volumi pari a quasi 75.000 tonnellate e una crescita del +2,7%. Ancora più marcato l’incremento nei mercati extra-UE, che segnano un +4,2%, confermando il crescente interesse globale per le Dop italiane ad alto valore aggiunto.

Tra i principali mercati, il Parmigiano Reggiano registra performance particolarmente dinamiche nel Regno Unito, in Canada e nei Paesi del Nord Europa, mentre restano sostanzialmente stabili Francia e Germania. Gli Stati Uniti si confermano il primo mercato estero, ma rappresentano anche uno dei principali fattori di incertezza: l’aumento dei dazi e il quadro normativo instabile stanno rallentando le importazioni e potrebbero influenzare l’andamento del 2026.

Questo scenario rafforza una tendenza ormai consolidata: il Parmigiano Reggiano si configura sempre più come prodotto globale, capace di competere sui mercati internazionali grazie a un posizionamento premium e a un’identità fortemente riconoscibile.

Produzione e prezzi in crescita

Sul fronte produttivo, il 2025 segna un incremento del +2,7%, con 4,19 milioni di forme prodotte. Parma si conferma il principale polo produttivo, seguita da Reggio Emilia e Modena, in un equilibrio territoriale che resta uno degli elementi distintivi della Dop.

Parallelamente, si registra un significativo rafforzamento delle quotazioni all’origine. Il prezzo medio del Parmigiano Reggiano 12 mesi ha raggiunto i 13,22 €/kg, con un aumento del +20,6% rispetto al 2024, mentre il 24 mesi ha toccato i 15,59 €/kg (+24,8%). Un trend che riflette sia la domanda sostenuta sia il valore crescente riconosciuto al prodotto lungo tutta la filiera.

Italia in frenata: meno acquisti, ma valore stabile

A fronte della crescita internazionale, il mercato italiano mostra segnali di rallentamento. I volumi registrano una contrazione di circa il -10%, legata principalmente all’aumento dei prezzi al consumo, che ha modificato i comportamenti d’acquisto delle famiglie.

Il dato, tuttavia, va letto con attenzione: la base dei consumatori resta stabile, ma cambiano le modalità di acquisto. Il Parmigiano Reggiano viene acquistato meno frequentemente e in quantità più ridotte, mantenendo però una buona tenuta del valore complessivo. Si tratta quindi di una contrazione più quantitativa che strutturale, che non intacca il posizionamento del prodotto nel carrello degli italiani.

Dal punto di vista distributivo, la GDO si conferma il principale canale di vendita, seguita dall’industria di trasformazione, sempre più rilevante grazie alla diffusione di prodotti contenenti Parmigiano Reggiano come ingrediente. Ancora marginale, ma con potenzialità di crescita, il canale Horeca.

Strategie di valore: marca, comunicazione e territorio

In un contesto competitivo e incerto, il Consorzio punta con decisione sulla valorizzazione della marca. Nel 2025 sono stati investiti oltre 34 milioni di euro in marketing e comunicazione, con l’obiettivo di rafforzare il Parmigiano Reggiano come icona del Made in Italy e consolidarne il posizionamento premium.

Al centro della strategia resta la distintività della Dop, comunicata attraverso elementi chiave come la stagionatura, l’origine e il processo produttivo. Una leva fondamentale per differenziarsi in mercati sempre più affollati e per sostenere il valore lungo tutta la filiera.

In questa direzione si inserisce anche il nuovo “Progetto Turismo”, che rappresenta un’evoluzione significativa nella visione strategica del Consorzio. L’obiettivo è trasformare il Parmigiano Reggiano in una vera e propria destinazione, integrando caseifici, aziende agricole e ospitalità in un’offerta strutturata.

Il progetto punta a valorizzare un territorio che già oggi registra circa 4 milioni di visitatori l’anno, con l’ambizione di aumentare in modo significativo i flussi legati direttamente alla Dop. Un’iniziativa interamente finanziata da investimenti privati, che rafforza il legame tra prodotto e territorio e apre nuove prospettive di sviluppo per la filiera.

Tra opportunità e incognite

Il 2025 consegna quindi l’immagine di una Dop solida, capace di crescere e generare valore anche in un contesto complesso. L’internazionalizzazione rappresenta oggi il principale motore di sviluppo, mentre il mercato interno richiede nuove strategie per sostenere i consumi.

Le sfide non mancano, a partire dalle tensioni commerciali e dalle incertezze normative, in particolare negli Stati Uniti. Ma il percorso intrapreso appare chiaro: rafforzare la presenza globale, investire nella marca e valorizzare sempre più il legame con il territorio.

In questo equilibrio tra tradizione e visione internazionale si gioca il futuro del Parmigiano Reggiano, sempre più simbolo di una filiera che punta sulla qualità per competere nel mondo.

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