Dermatite nodulare contagiosa in Sardegna: le proposte della Politica per gestire l’emergenza
Si va da piani di abbattimento e contenimento dei focolai a misure restrittive, coordinamento tecnico, ripresa della campagna vaccinale fino al potenziamento immediato degli indennizzi per le aziende colpite

Nella mattinata del 21 aprile si è tenuto, presso l’Ufficio di Gabinetto dell’Assessorato dell’Agricoltura della Regione Sardegna, il Tavolo verde con al centro temi quali: dermatite bovina, ristori e pagamenti destinati alle aziende. Considerata l’emergenza, il fulcro dell’incontro è stato la gestione della LSD, tornata a manifestarsi negli allevamenti del Sud Sardegna nella settimana precedente (leggi QUI).
Un tavolo tecnico per monitorare, comunicare e gestire
In questo contesto l’Assessore Francesco Agus ha sottolineato che la situazione richiede la massima attenzione, ma ha anche evidenziato che si sta agendo rapidamente per “contenere e superare il problema il prima possibile”. Riconoscendo il peso del blocco della movimentazione dei capi sugli allevatori, Agus ha ribadito anche la necessità di limitarne la durata ed evitare svantaggi per la Sardegna rispetto ad altre regioni. Tra i punti chiave, l’impegno a convocare a breve un tavolo tecnico per garantire un’azione coordinata ed efficace contro la dermatite nodulare, con funzioni di monitoraggio, comunicazione e proposta di misure di sostegno. Sul fronte economico, l’Assessore annuncia la disponibilità di 13 milioni di euro aggiuntivi per rafforzare gli aiuti alle aziende colpite, con l’obiettivo di estendere gli indennizzi oltre i limiti inizialmente previsti, adeguandoli alla durata reale delle restrizioni e alle difficoltà ancora in corso.
Blocchi, indennizzi immediati e piani di abbattimento
La sera, poi, in Consiglio Regionale, a margine della Commissione Congiunta Sanità e Attività Produttive convocata sul tema della dermatite nodulare bovina, la Presidente della Regione e assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde ha fatto il punto sulla situazione dei focolai finora riscontrati e sulle misure messe in atto dalla Regione dichiarando:
“Attualmente risultano tre focolai attivi. Sono già operativi i piani di abbattimento previsti dai protocolli sanitari e sono state attivate le misure di restrizione sulla movimentazione dei capi: il blocco delle movimentazioni fuori dall’isola per due settimane, l’interdizione nelle aree entro 20 chilometri e ulteriori limitazioni fino a 50 chilometri”.
I dati del BENV
Nel frattempo sul Bollettino Epidemiologico Nazionale Veterinario sono uscite le conferme di altri due allevamenti colpiti nel Sud Sardegna, che hanno fatto salire il totale generale a tre.

Si tratta di due aziende che allevano bovini situate una nel comune di Muravera (come la prima contagiata) e una nel comune di Villaputzu.

In numero di capi coinvolti sale a 193, di cui 7 malati, 6 morti e 5 inviati alla distruzione.




















































































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