Residui di pesticidi nelle produzioni animali: i dati EFSA 2024 premiano la filiera europea

L’ultimo rapporto EFSA evidenzia un’ottima tenuta del comparto zootecnico europeo. Oltre il 93% dei prodotti di origine animale risulta privo di residui misurabili. Tuttavia, la presenza di rame, clorato e bromuro in carni e uova richiede un monitoraggio costante delle pratiche di sanificazione

efsa
7 Maggio, 2026

Il rapporto annuale sui residui di pesticidi negli alimenti rappresenta lo strumento principale con cui l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e gli Stati Membri monitorano la conformità legale e la sicurezza per i consumatori nell’Unione Europea, in Islanda e in Norvegia. I dati analizzati nel 2026, riferiti alle attività di controllo svolte nel corso del 2024 e pubblicati di recente dall’EFSA, si basano su una combinazione di programmi di campionamento casuale e di monitoraggi mirati basati sul rischio. L’obiettivo fondamentale di questa imponente operazione scientifica è garantire che i prodotti immessi sul mercato rispettino i Livelli Massimi di Residuo (LMR), ovvero le concentrazioni massime di fitofarmaci legalmente tollerate negli alimenti. Questi limiti vengono stabiliti solo dopo un’attenta valutazione dei rischi per la salute e si basano sulle buone pratiche agricole, garantendo la protezione dei consumatori più vulnerabili.

Uno sguardo generale

Con 135.000 campioni analizzati all’attivo, emerge come circa il 97% dei prodotti analizzati rispetti i limiti legali. Nonostante questo, alcune colture specifiche mostrano trend in crescita, come peperoni, uva da tavola e olio di oliva vergine, e frutta proveniente da paesi terzi, come melograno e frutto della passione, con punte di non conformità del 29%, ponendo l’attenzione sull’importanza di controllare meticolosamente i prodotti extra-UE. 

I residui nelle filiere zootecniche

Nelle produzioni animali, la questione dei residui assume contorni tecnici specifici rispetto alle produzioni vegetali, poiché molte sostanze rilevate possono avere un’origine multipla. È fondamentale distinguere tra il concetto di superamento numerico del limite legale e la non conformità effettiva. Quando si parla di prodotti animali, gli operatori devono confrontarsi con le cosiddette sostanze a duplice uso, ovvero molecole che possono essere adoperate sia come pesticidi sia come additivi nei mangimi o come farmaci veterinari. In questi casi, la legislazione prevede protocolli rigorosi per determinare la fonte della contaminazione e quindi verificare se il residuo superi i Valori Guida Basati sulla Salute (HBGV). Tali valori rappresentano la quantità massima di una sostanza che può essere consumata quotidianamente senza rischi significativi per la salute umana nel breve o nel lungo periodo.

Metodologia dei controlli

I risultati presentati nel report 2026 fanno riferimento ai dati del 2024, portando all’esame di 125.882 campioni complessivi tra programmi coordinati e nazionali. All’interno di questa mole di informazioni, il programma di controllo coordinato dell’Unione Europea (EU MACP) si focalizza sui prodotti più consumati, analizzati secondo un ciclo triennale per confronti statistici diretti. Nel comparto animale, i prodotti selezionati per il monitoraggio coordinato del 2024 sono stati il grasso bovino e le uova di gallina, analizzati per circa 200 diverse sostanze chimiche. Parallelamente, i programmi nazionali (MANCP) hanno applicato un approccio basato sul rischio, concentrandosi su prodotti che storicamente hanno mostrato una maggiore prevalenza di residui o su cui sono stati identificati rischi emergenti in passato.

Un quadro rassicurante per le produzioni animali

I risultati specifici per il settore zootecnico confermano un elevato standard di sicurezza, con dati che riportano una stabilità significativa rispetto agli anni precedenti. Su un totale di 19.995 campioni di prodotti animali analizzati, la stragrande maggioranza, pari al 93,1%, è risultata completamente priva di residui quantificabili, una percentuale che rappresenta il miglior dato dell’ultimo triennio. I casi in cui sono stati identificati residui al di sopra dei limiti legali sono stati estremamente limitati, con un tasso di superamento dei limiti di residuo dello 0,5% e una percentuale di non conformità effettiva immobile allo 0,2%. Analizzando le uova di gallina nel dettaglio, il tasso di superamento dei limiti è stato dell’1,4%, mentre per il grasso bovino il dato è rimasto molto basso, attestandosi allo 0,2%. Queste cifre dimostrano che le filiere europee mantengono un controllo rigoroso sugli input produttivi.

Criticità nei sottoprodotti dell’allevamento

Sebbene i dati generali siano positivi, l’analisi tecnica evidenzia alcune sostanze ricorrenti che richiedono attenzione da parte dei produttori e dei medici veterinari. Il rame è risultato la sostanza più frequentemente quantificata, presente in oltre il 55% dei campioni animali, soprattutto nelle uova e nel muscolo bovino. Questa molecola, ammessa anche in agricoltura biologica, può derivare dal suo uso come additivo nei mangimi o come fertilizzante. Altre sostanze rilevate includono lo ione bromuro nel grasso bovino e il clorato nei muscoli di pollame e bovini. Mentre il bromuro può essere presente naturalmente nell’ambiente, i residui di clorato sono spesso legati alle pratiche di sanificazione delle attrezzature e dell’acqua utilizzata nei processi di trasformazione, suggerendo la necessità di una revisione dei protocolli di igiene negli stabilimenti.

Tracciabilità e sfide future

La conclusione dell’analisi EFSA sottolinea che il rischio alimentare derivante dai singoli residui di pesticidi per i consumatori europei rimane basso. Tuttavia, permangono alcune sfide operative, prima fra tutte la necessità di migliorare la tracciabilità della provenienza geografica degli alimenti. Nel 2024 è stato registrato un aumento dei campioni di origine ignota, saliti al 12,4%, una lacuna che impedisce una gestione del rischio pienamente efficace. In prospettiva futura, le autorità raccomandano di intensificare i controlli sulle importazioni da paesi terzi, che presentano tassi di non conformità cinque volte superiori a quelli europei

Contenuti correlati:
Image used alone as a linked logo

Da leggere - Luglio 2026

Condividi questa notizia!