Gasolio agricolo, firmato il decreto sul credito d’imposta: 90 milioni alle imprese, ma restano fuori i contoterzisti
Il provvedimento Masaf-MEF definisce beneficiari, spese ammissibili e modalità di accesso al credito fino al 20%. Copagri rivendica il risultato e chiede di accelerare anche sui fertilizzanti. UNCAI solleva il problema dell’esclusione delle imprese agromeccaniche

È stato firmato l’atteso decreto interministeriale Masaf-MEF che definisce le modalità di attuazione del credito d’imposta per l’acquisto di gasolio e benzina destinati alle attività agricole. Il provvedimento rende disponibili complessivamente 90 milioni di euro per compensare una parte delle spese sostenute dalle imprese nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
Il decreto è stato pubblicato sul sito istituzionale di AGEA, aprendo così la fase attuativa della misura. L’Agenzia dovrà ora emanare, entro dieci giorni dalla pubblicazione, le istruzioni operative che definiranno le date e le modalità per la presentazione delle domande. La finestra resterà aperta per almeno venti giorni e dovrà comunque chiudersi entro il 30 settembre 2026.
Un credito fino al 20% delle spese sostenute
Il contributo è riconosciuto sotto forma di credito d’imposta fino al 20% della spesa sostenuta, al netto dell’Iva, per l’acquisto di gasolio e benzina effettuato tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026. L’importo nominale complessivamente concesso non potrà comunque superare 50 mila euro per ciascuna impresa beneficiaria.
Potranno accedere alla misura le imprese agricole, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, purché in possesso della qualifica di agricoltore in attività prevista dalla disciplina nazionale sui pagamenti diretti.
Tra le spese ammissibili rientrano quelle relative ai carburanti utilizzati per trattori agricoli e forestali, macchine operatrici semoventi, mezzi destinati alle lavorazioni del terreno e alla raccolta, sollevatori telescopici a uso esclusivamente agricolo, motopompe per l’irrigazione, gruppi elettrogeni, attrezzature leggere e impianti per il riscaldamento delle serre destinate alla coltivazione di piante orticole.
Domande tramite AGEA e possibile riduzione dell’aliquota
Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente attraverso la piattaforma telematica di AGEA, direttamente dall’impresa oppure, previa delega, tramite un Centro di assistenza agricola. Alla richiesta dovranno essere allegate le fatture relative agli acquisti effettuati nel periodo agevolato.
La finestra per l’invio delle istanze avrà una durata non inferiore a venti giorni e dovrà comunque chiudersi entro il 30 settembre 2026. Una volta scaduto il termine, AGEA avrà venti giorni per calcolare le richieste ammissibili e determinare il credito effettivamente spettante.
Se il totale delle richieste rimarrà entro la disponibilità finanziaria, l’aliquota sarà pari al 20%. Qualora, invece, i crediti teoricamente spettanti superassero le risorse disponibili, la percentuale sarà ridotta proporzionalmente per tutti i beneficiari.
Il credito potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento AGEA di concessione ed entro il 31 dicembre 2026, senza possibilità di riportare agli anni successivi eventuali somme residue.
Copagri: «Accolto il nostro appello»
Particolare soddisfazione è stata espressa da Copagri, che nei giorni precedenti aveva sollecitato l’emanazione del provvedimento attuativo. Il presidente della Confederazione, Tommaso Battista, ha ringraziato il Masaf per aver accolto l’appello dell’organizzazione, ricordando come il decreto rappresenti un passaggio indispensabile per consentire alle imprese di utilizzare le risorse già stanziate.
Secondo Battista, si tratta di «una misura molto attesa dalle imprese agricole», chiamate a fronteggiare l’aumento eccezionale dei prezzi di gasolio e benzina provocato dalle tensioni internazionali. Il presidente ha inoltre sottolineato come l’intervento, inizialmente previsto soltanto per pesca e autotrasporto, sia stato successivamente esteso al settore primario, anche grazie al pressing esercitato dalla Confederazione.
Copagri richiama soprattutto l’attenzione sull’incidenza dei mezzi tecnici nei bilanci aziendali. Gasolio e fertilizzanti, secondo la Confederazione, rappresentano insieme circa la metà dei costi di produzione mediamente sostenuti dalle imprese agricole.
Per questa ragione Battista invita ora il Governo a procedere con la stessa rapidità anche con il decreto attuativo relativo al credito d’imposta per i fertilizzanti. La misura dispone di una dotazione di 40 milioni di euro e riconosce un credito fino al 30% delle spese sostenute per gli acquisti effettuati nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026.
La questione dei contoterzisti
Il decreto individua come beneficiarie le imprese agricole in possesso della qualifica di agricoltore in attività, lasciando quindi fuori le imprese esclusivamente agromeccaniche, che pure svolgono lavorazioni direttamente connesse al ciclo produttivo agricolo.
A sollevare il problema è UNCAI, l’organizzazione dei Contoterzisti Italiani, secondo la quale questa esclusione rischia di alterare le scelte organizzative delle aziende. Un’impresa agricola, infatti, dovrebbe poter decidere se eseguire una lavorazione con mezzi propri oppure affidarla a un contoterzista sulla base dell’efficienza, della disponibilità delle macchine, della tempestività degli interventi e dei costi complessivi, non in funzione di un diverso trattamento fiscale.
«Non chiediamo un nuovo incentivo e non chiediamo un trattamento privilegiato», afferma il presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari. «Chiediamo semplicemente che una politica pubblica rispetti un principio fondamentale: la neutralità».
Secondo l’organizzazione, riconoscere il credito soltanto per le lavorazioni effettuate in conto proprio potrebbe influenzare indirettamente le decisioni delle aziende e mettere sotto pressione il rapporto tra agricoltori e contoterzisti. Questi ultimi, dopo aver assorbito per quanto possibile gli aumenti del carburante, potrebbero essere costretti a trasferirne una parte sulle tariffe applicate alle lavorazioni.
UNCAI ricorda inoltre che il DM 454/2001, relativo all’impiego dei carburanti agevolati in agricoltura, contempla tanto le attività svolte dalle imprese agricole in conto proprio quanto quelle effettuate dalle imprese agromeccaniche per conto delle aziende. Da qui la richiesta al Governo e al Parlamento di ricondurre il credito d’imposta a una disciplina considerata più coerente con il ruolo svolto dai contoterzisti nella filiera.
«Non chiediamo di estendere un privilegio», conclude Tassinari. «Chiediamo che lo Stato sia coerente con il proprio ordinamento».
Fonti
- Decreto interministeriale Masaf-MEF prot. n. 0365846 del 27 luglio 2026, “Modalità di attuazione del contributo sotto forma di credito d’imposta per l’acquisto di gasolio e benzina a favore delle imprese agricole”, documento acquisito dalla redazione.
- Copagri – Gasolio agricolo, accolto il nostro appello per usare il credito d’imposta; ora procedere sui fertilizzanti
- UNCAI – Credito d’imposta sul gasolio agricolo: non chiediamo un sussidio, chiediamo coerenza



















































































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