Più latte o più gioco? Come la razione alimentare ridisegna le priorità e il benessere dei vitelli in stalla

Uno studio della Bristol Veterinary School rivela che i vitelli ad alimentazione limitata sacrificano il gioco per concentrarsi sulla ricerca di cibo. La fame cronica altera le priorità dei giovani animali, sollevando importanti interrogativi sulla gestione del benessere negli allevamenti

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1 Settembre, 2026

IN BREVE

Tra bere latte e giocare cosa ha la precedenza per un vitello? È ciò che si sono chiesti gli autori di una ricerca pubblicata su Scientific ReportsQuesto studio analizza l’impatto della restrizione di latte sulla cognizione e sul comportamento dei vitelli. Attraverso un test spaziale, si è scoperto che i vitelli affamati completano i compiti di memoria più velocemente non per una maggiore intelligenza, ma per l’elevata motivazione alimentare. Al contrario, gli animali alimentati con più latte danno priorità al gioco rispetto al cibo. La fame agisce quindi come un filtro che sopprime comportamenti complessi come il gioco per cercare cibo.

La gestione dei vitelli nella fase precedente allo svezzamento è uno degli aspetti più delicati e cruciali dell’intero ciclo negli allevamenti di bovine da latte. Tradizionalmente, le scelte si sono concentrate sulla massimizzazione dell’efficienza e sulla riduzione dei costi, portando a pratiche comuni di restrizione del latte somministrato. Tuttavia, di recente, l’attenzione della comunità scientifica verso il benessere animale ha spinto la ricerca a indagare più a fondo non solo la crescita fisica dei vitelli, ma anche il loro stato emotivo e cognitivo. Capire come i giovani animali percepiscono l’ambiente e come la fame influenzi le loro motivazioni quotidiane è fondamentale per sviluppare sistemi di allevamento etici e sostenibili. Il comportamento di gioco, in particolare, è considerato un indicatore chiave di benessere positivo, spesso sacrificato quando le risorse non sono ottimali. Questo scenario solleva interrogativi cruciali su come la gestione alimentare condizioni lo sviluppo dei giovani bovini.

Lo studio

Per fare chiarezza su queste dinamiche, un team della Bristol Veterinary School, nel Regno Unito, ha condotto uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Scientific Reports, una testata open access del gruppo editoriale Springer Nature. Gli scienziati si sono chiesti in che modo la restrizione cronica di latte, una pratica comune in molti allevamenti, influenzi le capacità cognitive e il comportamento di gioco dei vitelli da latte. Per rispondere, i ricercatori hanno analizzato venti vitelli sottoposti a due diversi regimi alimentari. Attraverso un test spaziale di foraggiamento, gli autori hanno misurato la memoria degli animali, osservando come la motivazione a nutrirsi entrasse in conflitto con il naturale desiderio di giocare nell’arena. I risultati offrono una nuova chiave di lettura su come la fame cronica possa alterare le priorità biologiche dei vitelli, portandoli a escludere attività fondamentali per il loro sviluppo psicofisico. Per interpretare correttamente queste reazioni, è necessario comprendere i meccanismi neurobiologici alla base della fame e della cognizione.

Una relazione complessa

Negli animali, la fame prolungata genera stati d’animo negativi legati al rilascio di ormoni dello stress come il cortisolo e la grelina. Questi stati affettivi, ovvero le esperienze emotive soggettive, possono essere studiati analizzando le risposte cognitive tramite test di foraggiamento spaziale come l'”hole-board test“. Questo test valuta la memoria di lavoro, ossia la capacità, a breve termine, di evitare di visitare nuovamente un luogo già esplorato nella stessa sessione, e la memoria di riferimento, che indica la capacità, a lungo termine, di ricordare la posizione del cibo tra una sessione e l’altra. In linea teorica, una fame moderata stimola l’esplorazione, ma se la restrizione diventa cronica o severa, si trasforma in un fattore di stress che può compromettere le funzioni cerebrali. La sfida scientifica consiste quindi nel distinguere se una migliore prestazione in un test sia dovuta a un reale potenziamento cognitivo o semplicemente a una motivazione alimentare esasperata che annulla il gioco.

Materiali e metodi

L’esperimento ha coinvolto venti vitelli sani di circa dieci giorni di età, suddivisi in coppie omogenee e assegnati a due diversi trattamenti nutrizionali. Il gruppo a regime ristretto ha ricevuto sei litri di latte al giorno, dose standard negli allevamenti britannici, mentre il gruppo a regime potenziato ha ricevuto una quantità aumentata fino a dodici litri giornalieri. Per valutare la cognizione e il gioco, i ricercatori hanno utilizzato un’arena di cinque metri per tre, con quindici secchi di cui solo quattro contenevano mezzo litro di latte. I vitelli hanno affrontato quattordici sessioni di apprendimento iniziale, seguite da una sessione con posizioni modificate e da sei sessioni di riapprendimento. I dati, analizzati tramite modelli statistici a effetti misti, indicano che i vitelli ristretti presentavano tempi di completamento del test più rapidi, latenze inferiori per raggiungere il primo secchio e punteggi di memoria migliori. Tuttavia, questa differenza non era dovuta a una maggiore intelligenza, bensì a una fortissima motivazione alimentare, dovuta alla fame cronica. Al contrario, i vitelli alimentati con dodici litri, seppur reduci da un digiuno notturno di sedici ore, hanno dedicato molto più tempo a comportamenti di gioco nell’arena, come corse veloci, salti e scuotimenti della testa, dando priorità al gioco rispetto al cibo e dimostrando che la fame sopprime le attività ludiche. La comprensione di questa gerarchia dei bisogni animali apre nuove strade per il futuro delle scienze zootecniche.

Una nuova prospettiva per il benessere animale in stalla

I risultati dello studio evidenziano che la restrizione del latte somministrato non compromette la memoria dei vitelli, ma ne altera profondamente le priorità comportamentali. La soppressione del gioco rappresenta un segnale d’allarme per il loro benessere complessivo, poiché l’attività ludica è fondamentale per sviluppare competenze emotive e la capacità di adattamento alle situazioni di stress future. Si possono trarre due conclusioni. Da un lato, l’aumento delle razioni di latte pre-svezzamento favorisce una crescita fisica migliore e un benessere emotivo superiore; dall’altro, richiede una revisione degli spazi di stalla, per consentire l’espressione del comportamento di gioco. In prospettiva futura, la ricerca dovrà indagare come trovare un equilibrio tra i volumi di latte e la gestione degli spazi per garantire vitelli più sani. 

Tratto da: “Calves fed more milk prioritise play over feeding in a hole-board test“, di Jillian Hendricks, Thomas Leroy, Michael T. Mendl & Benjamin Lecorps. Scientific Reports. N.16, Article number: 17243, April 2026.

"Iniziare bene conviene"

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Da leggere - Agosto 2026

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