Carburanti e fertilizzanti, via libera dell’UE a 285 milioni di aiuti per l’agricoltura
La Commissione europea ha autorizzato il regime italiano destinato alle imprese colpite dall’aumento dei costi provocato dalla crisi in Medio Oriente. Gli interventi potranno assumere la forma di contributi diretti e agevolazioni fiscali e dovranno essere concessi entro il 31 dicembre 2026

Via libera da Bruxelles al regime italiano di aiuti di Stato da 285 milioni di euro destinato alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che stanno affrontando l’aumento dei prezzi dei carburanti e dei fertilizzanti legato alla crisi in Medio Oriente.
L’autorizzazione, annunciata dalla Commissione europea il 28 agosto scorso, consente all’Italia di attivare contributi diretti e agevolazioni fiscali per attenuare almeno in parte l’impatto dei maggiori costi di produzione. Il regime resterà operativo fino al 31 dicembre 2026.
Come saranno calcolati gli aiuti
Per le imprese agricole, l’importo del sostegno sarà determinato sulla base di stime dei consumi di carburanti e fertilizzanti. Nei settori della pesca e dell’acquacoltura, invece, il calcolo prenderà in considerazione i consumi stimati di carburante.
Il ricorso a parametri e consumi stimati permette di semplificare la determinazione degli aiuti rispetto a una quantificazione puntuale dei maggiori costi sostenuti da ciascuna impresa. Nel quadro europeo utilizzato per l’approvazione, questa modalità prevede tuttavia un limite complessivo di 50.000 euro per impresa.
Il regime è stato autorizzato nell’ambito del Middle East Crisis Temporary State Aid Framework – METSAF, il quadro temporaneo adottato dalla Commissione il 29 aprile scorso per sostenere i settori maggiormente esposti alle conseguenze economiche della crisi. Il METSAF permette agli Stati membri di compensare fino al 70% dei maggiori costi di carburanti e fertilizzanti, quando questi siano verificati a livello del beneficiario, oppure di utilizzare criteri semplificati fondati su parametri rappresentativi, entro il limite previsto per ciascuna impresa.
Per l’agricoltura già previsto un credito d’imposta da 90 milioni
Nel regime approvato dalla Commissione rientra anche il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio e benzina destinato alle imprese agricole, introdotto dall’articolo 8-ter del decreto-legge n. 38 del 2026 e finanziato con 90 milioni di euro.
Il relativo decreto attuativo MASAF-MEF, datato 27 luglio 2026 e attualmente indicato dal Ministero come in corso di registrazione, riconosce alle imprese agricole un contributo fino al 20% della spesa sostenuta, al netto dell’IVA, per gli acquisti di carburante effettuati tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026. (Leggi anche Gasolio agricolo, firmato il decreto sul credito d’imposta: 90 milioni alle imprese, ma restano fuori i contoterzisti)
Potranno accedere al beneficio le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile adottato, che possiedano la qualifica di agricoltore in attività. Le spese dovranno riguardare carburante impiegato per mezzi e attrezzature direttamente collegati alla produzione agricola, come trattori, macchine operatrici, mezzi per la raccolta, motopompe, gruppi elettrogeni e sollevatori telescopici a uso esclusivamente agricolo. Sono esclusi, invece, i consumi riferiti ad autovetture, trasporto commerciale non agricolo e attrezzature estranee al ciclo produttivo.
Le domande saranno gestite da AGEA attraverso una piattaforma telematica e potranno essere presentate anche tramite i Centri di assistenza agricola. Le date effettive e le istruzioni operative dovranno essere comunicate dall’Agenzia dopo la pubblicazione definitiva del decreto. La bozza prevede comunque che il termine non possa superare il 30 settembre 2026 e che alla domanda siano allegate le fatture degli acquisti effettuati nel periodo agevolato. (Leggi anche Credito d’imposta gasolio agricolo: dal 6 agosto al via le domande. Ecco le istruzioni operative)
Il credito teorico potrà arrivare al 20% della spesa, ma qualora le richieste ammissibili superassero le risorse disponibili, l’aliquota sarà ridotta proporzionalmente. L’importo concesso, entro il tetto di 50.000 euro per impresa, potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 entro il 31 dicembre 2026.
Un sostegno rilevante anche per gli allevamenti
Per le aziende zootecniche il provvedimento può assumere particolare rilievo, considerato il peso che carburanti e fertilizzanti esercitano sui costi di produzione. Oltre ai consumi diretti necessari per la gestione dell’allevamento e delle superfici aziendali, l’aumento di questi fattori produttivi si riflette infatti sulla produzione di foraggi, cereali e altre materie prime destinate all’alimentazione animale.
Il via libera europeo rappresenta però una condizione necessaria, non ancora l’apertura automatica di tutte le agevolazioni. Il comunicato della Commissione non specifica come i 285 milioni saranno ripartiti tra agricoltura, pesca e acquacoltura, né quante risorse saranno destinate rispettivamente a carburanti e fertilizzanti. Per conoscere l’effettiva disponibilità dei diversi interventi sarà quindi necessario attendere la pubblicazione dei provvedimenti nazionali e delle relative istruzioni operative.
La versione non riservata della decisione europea sarà pubblicata nel Registro degli aiuti di Stato con il numero SA.123714, una volta completate le verifiche sulla riservatezza.
Fonte: Commissione europea

















































































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