Misurare la sostenibilità in zootecnia: la Summer School ASPA sull’analisi LCA

Dalla qualità dei dati alla scelta dell’unità funzionale, fino al sequestro del carbonio e ai servizi ecosistemici: la Summer School organizzata dalla Commissione di studio ASPA ha guidato studenti e giovani ricercatori nell’applicazione dell’analisi del ciclo di vita ai sistemi zootecnici

6 Novembre, 2026

Come si valuta l’impatto ambientale di un sistema zootecnico lungo il suo intero ciclo di vita?

È la domanda che ha accompagnato la Summer School svoltasi a Pieve Tesino (TN), dal 28 settembre al 2 ottobre 2026, organizzata dalla Commissione di studio ASPA “Valutazione dell’impatto ambientale dei sistemi zootecnici”.

Al centro del percorso formativo, l’analisi del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA), uno strumento che consente di quantificare gli impatti ambientali associati alle diverse fasi di un processo produttivo e di individuare possibili margini di miglioramento della sostenibilità delle produzioni zootecniche.

Valutare l’impatto lungo l’intero ciclo di vita

La LCA è oggi una delle metodologie più consolidate per la valutazione ambientale anche in ambito zootecnico. La sua applicazione richiede particolare attenzione alla qualità dei dati, alle scelte metodologiche e all’interpretazione dei risultati.

Il metodo è disciplinato dalle norme internazionali ISO 14040:2006 e ISO 14044:2018 e si sviluppa in quattro fasi:

  1. Definizione dell’obiettivo e del campo di applicazione (Goal and Scope Definition);
  2. Analisi di inventario (Life Cycle Inventory, LCI);
  3. Valutazione degli impatti (Life Cycle Impact Assessment, LCIA);
  4. Interpretazione dei risultati (Interpretation).

Durante il corso, le studentesse e gli studenti hanno approfondito tutte le fasi dell’analisi, confrontandosi con le decisioni che devono essere assunte nello svolgimento di una LCA e con le conseguenze che tali scelte possono avere sui risultati finali.

Scelte metodologiche che possono cambiare i risultati

Uno degli aspetti emersi con maggiore chiarezza è che i risultati di una LCA possono variare sensibilmente in funzione del metodo di allocazione adottato e dell’unità funzionale scelta.

Come si può integrare, ad esempio, il valore nutrizionale degli alimenti all’interno della valutazione? È possibile considerare anche il benessere animale e i servizi ecosistemici generati da un’azienda zootecnica o associati a un determinato prodotto?

Sono alcune delle questioni affrontate durante la settimana, insieme al tema del sequestro del carbonio e della sua quantificazione, oggi al centro della ricerca sulla sostenibilità ambientale dei sistemi zootecnici.

Il confronto ha mostrato come la LCA non sia un semplice esercizio di calcolo: la definizione dei confini del sistema, la selezione degli indicatori e l’interpretazione dei dati richiedono competenze tecniche e capacità critica.

Dalla teoria alle esercitazioni con SimaPro

Alla formazione teorica sono state affiancate esercitazioni pratiche basate su casi studio, che hanno consentito ai partecipanti di applicare concretamente le nozioni apprese.

Le attività sono state svolte utilizzando SimaPro, uno dei software più diffusi per la realizzazione delle analisi del ciclo di vita. Le esercitazioni hanno permesso di costruire inventari, confrontare differenti scenari e osservare come le scelte metodologiche possano influenzare la valutazione finale.

I docenti della Commissione di studio ASPA

Le lezioni sono state tenute dai componenti della Commissione di studio ASPA “Valutazione dell’impatto ambientale dei sistemi zootecnici”:

  • Andrea Vitali e Giampiero Grossi, Università degli Studi della Tuscia;
  • Luciana Bava e Giulia Gislon, Università degli Studi di Milano;
  • Marco Berton, Università degli Studi di Padova;
  • Mirco Corazzin, Università degli Studi di Udine;
  • Davide Biagini, Università degli Studi di Torino;
  • Alberto Atzori, Università degli Studi di Sassari;
  • Matteo Finocchi, Università di Pisa.

Il confronto con una realtà produttiva del territorio

Il programma ha previsto anche la visita a un’azienda zootecnica della zona, dove i partecipanti hanno potuto osservare da vicino una realtà produttiva legata al territorio, dotata di un piccolo caseificio nel quale vengono trasformate diverse tipologie di formaggio.

La visita ha rappresentato un’occasione per collegare i modelli e gli indicatori affrontati durante le lezioni con l’organizzazione concreta di un’azienda, le sue produzioni e le scelte gestionali quotidiane.

Dai risultati delle analisi alle scelte aziendali

La settimana si è conclusa con una consapevolezza condivisa: valutare l’impatto ambientale dei sistemi zootecnici richiede strumenti rigorosi, dati affidabili e capacità critica.

È inoltre necessario un confronto continuo tra ricerca e realtà produttive, affinché i risultati delle analisi non rimangano soltanto valori teorici, ma possano tradursi in scelte concrete di miglioramento per gli allevamenti.

Autore

Gruppo editoriale ASPA – Giuseppe Conte, Fabio Correddu, Luca Cattaneo, Gabriele Rocchetti, Antonio Natalello, Sara Pegolo, Aristide Maggiolino, Antonella Della Malva, Giulia Gislon, Manuel Scerra.

 

Da leggere - Ottobre 2026

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