Giornata mondiale dell’acqua: l’utilizzo in agricoltura secondo i dati Istat
Un'analisi dei dati divulgati da Istat sull'utilizzo dell'acqua nelle pratiche agricole

La Giornata mondiale dell’acqua è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, in occasione del “Summit della Terra” tenutosi a Rio de Janeiro, durante la prima conferenza mondiale dei capi di Stato sull’ambiente. Si celebra ogni 22 marzo con l’intento di rammentare le raccomandazioni più importanti su questa risorsa e promuovere attività concrete all’interno dei singoli Paesi.
In occasione di questo appuntamento, Istat ha pubblicato un approfondimento integrato sul tema intitolato “Le statistiche sull’acqua – Anni 2020-2024” (QUI) in cui il quadro informativo offerto fa riferimento a numerose rilevazioni, effettuate in anni diversi.
Dall’analisi dei dati raccolti emergono alcuni punti decisamente salienti, tra cui:
- Nel 2022 in alcune aree del Paese rimane elevata la frammentazione gestionale dei servizi idrici per uso civile.
- Nel 2023 sono state adottate misure di razionamento dell’acqua in un terzo dei capoluoghi di provincia/città metropolitana del Mezzogiorno.
- Un quarto della spesa per la protezione dell’ambiente nel 2022 è destinato ai servizi di gestione delle acque reflue.
- Nell’annata agraria 2019/2020 l’autoapprovvigionamento idrico è utilizzato per più di un terzo delle superfici agricole irrigate.
A proposito dell’annata agraria 2019/2020, i dati raccolti hanno evidenziato che, delle 2.358 migliaia di ettari irrigati (19% della Superficie agricola utilizzata – Sau), i seminativi rappresentano il 68,5% delle superfici irrigate. Seguono le superfici investite a coltivazioni legnose agrarie (27,5%) e i prati permanenti e pascoli (4,0%).
Tra i seminativi, il mais è la coltivazione che incide maggiormente sul totale irrigato (26,4%): si tratta in prevalenza di mais per la produzione di granella (19,0%) e, in parte minore, di mais verde (7,4%); il riso è la seconda coltivazione e rappresenta il 9,0% delle superfici irrigate. Tra le coltivazioni legnose agrarie, la vite è quella che incide maggiormente sul totale irrigato (9,5%), seguita dalle coltivazioni fruttifere (7,9% esclusi gli agrumi, 11,8% compresi gli agrumi)

L’analisi della quota di superficie irrigata, rispetto a quella totale investita per ciascuna coltivazione, evidenzia che il riso è l’unica coltivazione con la superficie totalmente irrigata. Tra i seminativi, altre colture maggiormente irrigate sono le ortive all’aperto (80,6% della superficie investita), il mais verde (79,7%), il mais per la produzione di granella (67,3%) e la patata (66,3%). Nel gruppo delle coltivazioni permanenti (o legnose agrarie) spiccano gli agrumi, con l’irrigazione dell’83,8% della superficie investita; quote inferiori riguardano il complesso degli alberi da frutta (47,9%), la vite (35,5%) e l’olivo (12,6%).
Per quel che riguarda le principali tecniche di irrigazione considerate, la più diffusa è l’aspersione, utilizzata dalle aziende agricole per irrigare il 38,0% della superficie complessivamente irrigata. Seguono la microirrigazione, usata per una superficie irrigata pari al 21,5% del totale, lo scorrimento superficiale e infiltrazione laterale (28,4%), la sommersione (7,0%) e l’utilizzo di altri sistemi (5,1%).
Fonti di approvvigionamento idrico
La più comune fonte di approvvigionamento idrico in agricoltura è l’acquedotto, consorzio di irrigazione e bonifica o altro ente irriguo, utilizzata per irrigare oltre la metà delle superfici irrigate (59,7%). Seguono le acque sotterranee all’interno o nelle vicinanze dell’azienda, impiegate per irrigare il 23,9% delle superfici, e le acque superficiali all’interno dell’azienda (bacini naturali ed artificiali) o all’esterno dell’azienda (laghi, fiumi o corsi d’acqua) per il 13,2%. Infine, si utilizza un’altra fonte rispetto alle precedenti per irrigare il 3,2% delle superfici.
Altro dato interessante della nostra agricoltura, è la rilevazione che sempre nell’annata agraria 2019/2020, il servizio di consulenza irrigua è stato richiesto solo dal 6,3% delle aziende che hanno irrigato, con un’elevata variabilità a livello regionale: i valori più alti si osservano nelle province autonome di Trento e Bolzano/Bozen (rispettivamente 34,5% e 37,7%) e nella Regione Emilia-Romagna (10,9%); quelli più bassi nelle Regioni Marche (1,3%), Abruzzo (1,7%) e Molise (1,4%).
Considerando dunque, il ruolo centrale giocato dall’acqua in agricoltura, è importante che le istituzioni e gli imprenditori agricoli mettano in atto sempre più tutte le strategie a disposizione per fare un corretto uso di questa preziosa risorsa, tra cui: il risparmio, la disponibilità e l’accessibilità per i diversi utilizzatori, nonché la tutela da fonti inquinanti.



















































































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