La pastorizia fa rete grazie al progetto “Pastinnova”

Il progetto è nato per esaminare le molteplici sfide che i sistemi pastorali si trovano ad affrontare, e proporre e condividere soluzioni innovative.

28 Marzo, 2025

Si è conclusa ieri, nella splendida cornice della Valle Subequana, la due giorni interamente dedicata alle attività di “Pastinnova”, un progetto nato per esaminare le molteplici sfide che i sistemi pastorali si trovano ad affrontare, e proporre e condividere delle soluzioni innovative.  

Gagliano Aterno è un comune della provincia dell’Aquila abitato da 250 cittadini. Per raggiungerlo si percorre una suggestiva strada di montagna immersa nella natura e intervallata, ma solo di rado, da qualche piccolo agglomerato di case. Una volta giunti a destinazione si respira un’area quasi surreale, in cui il paese sembra fluttuare tra i rumori dei boschi circostanti ed il fischiare del vento. Ma questa apparente calma svanisce in un batter d’occhio quando si varca la soglia del Monastero di Santa Chiara. Dalle infografiche affisse lungo il loggiato interno si nota subito quanto, negli ultimi cinque anni, la vita del paese abbia ripreso a pulsare alacremente con una serie di progetti tra cui quello del ripopolamento e la nascita della comunità energetica rinnovabile nel 2021.

Insomma, già prima che i lavori abbiano inizio, la sensazione è che il gruppo di lavoro Pastinnova non potesse scegliere location migliore per il suo workshop internazionalePastinnova – Modelli innovativi per un futuro sostenibile dei sistemi pastorali mediterranei“.

Organizzato da Cnr-Ispaam, Rete Appia, UNIVPM e CIHEAM Zaragoza, nella giornata del 26 marzo erano presenti all’incontro rappresentanti dei partner di progetto ed esperti provenienti da Croazia, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Turchia, oltre a una numerosa delegazione italiana composta da ricercatori, istituzioni e allevatori.

In questi anni di progetto i ventuno partner provenienti da 12 Paesi del Mediterraneo hanno lavorato insieme per rafforzare la sostenibilità, la redditività e la resilienza delle piccole aziende agricole pastorali, creando innovazioni, e modelli aziendali e organizzativi (IBM) per valorizzare il loro pieno potenziale come motori verso la transizione agro-ecologica nella produzione zootecnica.

Per affrontare le principali tematiche della giornata sono stati coinvolti illustri relatori, che hanno fornito interessantissimi spunti di riflessione per l’intero comparto.

I lavori sono stati aperti dal sindaco ospitante, Luca Santilli, che ha sottolineato come l’obiettivo dell’amministrazione di Gagliano Aterno di “generare abitabilità” si sposi perfettamente con il promosso sostegno all’attività produttiva della pastorizia di montagna, e dal Presidente di Rete Appia Nunzio Marcelli, che ha contestualizzato il luogo dell’evento ricordando ai partecipanti di essere all’interno del percorso del tratturo “Celano – Foggia” , una delle arterie principali che, con la sua industria della pastorizia, garantiva circa metà delle entrate totali al Regno di Napoli.

Per entrare nel vivo delle tematiche il coordinatore del progetto, dott. Athanasios Ragkos, ha voluto sottolineare l’importanza di sostenere i giovani e del loro coinvolgimento nelle attività rurali, ed evidenziare che, per fare ciò, è necessario renderle più attraenti ai loro occhi e rimettere il cibo al centro delle stesse, ricollegando cioè i luoghi alle persone. Il coordinatore ha introdotto poi il successivo relatore, il dr. Michele Nori della DG AGRI dell’UE, esternando una certa preoccupazione per l’indirizzo che sembra si voglia dare alla nuova PAC 2028-2032, ovvero quello della competitività, che prenderà il posto della sostenibilità, perseguita nell’attuale programmazione.  Su questo tema il dr. Nori sottolinea che c’è ancora uno spiraglio di speranza, ma che è necessario lavorarci ancora e meglio, e soprattutto che la vera trattativa deve essere condotta a livello di Stato membro, perché l’Europa fornisce le linee guida ma la reale applicazione è in mano ai governi nazionali.

Sono poi state presentate tre innovazioni frutto di questi anni di progetto, ovvero:

  1. le scuole di pastorizia, con il racconto documentato da foto e video delle esperienze condotte in Spagna, Francia e Italia;
  2. la valorizzazione ed etichettatura dei prodotti: con la testimonianza dell’Italia sull’esperienza dell’agnello di Sardegna IGP e degli studi condotti in Croazia sui prodotti a marchio DOP, IGP, STG;
  3. le recinzioni virtuali: anche qui con la condivisione di studi ed attività di campo condotti in Italia e in Croazia.

Nel pomeriggio si è tenuta una tavola rotonda introdotta sapientemente dal prof. Gianluca Brunori, dell’Università di Pisa, e moderata dalla prof.ssa Letizia Bindi, dell’Università del Molise, che ha dato la possibilità a tutti i presenti in sala e da remoto di intervenire con domande o riflessioni personali sulle tematiche affrontate, in un clima di fervido scambio di idee.

Le conclusioni della prima giornata sono state affidate al Presidente UNCEM Marco Bussone, che ha sottolineato un concetto fondamentale: il 66% del nostro Paese è costituito da aree montane o rurali per sostenere le quali, finora, si è sempre incentivata l’industria del turismo, ma è evidente che qualcosa non ha funzionato visto il tragico fenomeno di spopolamento che le caratterizza. La risposta, concordano tutti i partecipanti, è da ricercare nel riposizionamento dell’attività agricola al centro, come strumento di salvaguardia e tutela dei territori.

L’evento è proseguito nella giornata del 27 marzo presso l’azienda “La Porta dei Parchi” di Anversa degli Abruzzi, ben conosciuta per il suo impegno nel presidio e nello sviluppo del territorio abruzzese, e per il suo ruolo nella pastorizia.

Possiamo certamente dire che questa iniziativa ha rappresentato una bellissima opportunità, per il mondo pastorale, ma anche per i territori ospitanti e per l’intera regione, per confrontarsi con esperti nazionali e internazionali, istituzioni locali e regionali, accademici e allevatori, sullo stato attuale della pastorizia in Italia e nei Paesi mediterranei e sulle sue prospettive future del settore.

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