Agricoltura e UE: misure di sostegno all’allevamento e accordo sui dazi con gli Stati Uniti
Il Parlamento Europeo si muove per blindare il reddito degli allevatori, mentre la Commissione Commercio dà un via libera condizionato alla riduzione dei dazi sui prodotti agricoli statunitensi, per stabilizzare le relazioni transatlantiche

Nelle ultime sedute a Bruxelles, le commissioni del Parlamento Europeo hanno delineato una doppia strategia per affrontare le sfide che gravano sul comparto zootecnico e sulle relazioni commerciali internazionali. La Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (AGRI) ha adottato mercoledì 18 marzo una serie di proposte volte a rafforzare la sostenibilità economica e ambientale degli allevamenti, considerati la spina dorsale della sicurezza alimentare e dell’economia rurale europea.
Parallelamente, giovedì 19 marzo, la Commissione per il Commercio Internazionale (INTA) ha approvato due proposte legislative che attuano gli aspetti tariffari dell’accordo commerciale “Turnberry” siglato tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti nell’estate del 2025. Queste due decisioni, pur partendo da tavoli diversi, convergono sulla necessità di garantire stabilità operativa e protezione ai produttori europei in un contesto di forte volatilità dei mercati. L’intervento della commissione AGRI risponde all’urgenza di tutelare il reddito degli allevatori, mentre l’azione della commissione INTA punta a placare gli animi e a prevenire nuove sfide commerciali con Washington, inserendo però rigide clausole di salvaguardia a difesa degli interessi dei produttori dell’Unione.
Nuove misure per rafforzare e sostenere il settore zootecnico
Con 40 voti favorevoli e 8 contrari, la Commissione AGRI ha adottato una serie di proposte per incrementare la produttività e l’efficienza del settore zootecnico che includono:
- una strategia globale e basata sulla ricerca, incentrata sull’agricoltura di precisione, l’innovazione e il miglioramento della produttività e della sostenibilità;
- misure per salvaguardare i bilanci della PAC in termini reali, al fine di mantenere lo stesso livello di sostegno finanziario per gli allevatori;
- impegno per garantire che gli standard UE in materia di benessere animale, salute e ambiente siano recepiti in tutti gli accordi commerciali;
- una maggiore promozione dei prodotti zootecnici dell’UE all’estero, attraverso pratiche di etichettatura più chiare e la tutela delle indicazioni geografiche;
- la creazione di un gruppo di alto livello sul settore zootecnico, sul modello del gruppo di alto livello sulla politica vitivinicola, per sviluppare soluzioni mirate nel rispetto della diversità regionale;
- Posizionamento del settore zootecnico dell’UE come pilastro di una bioeconomia sostenibile, garantendo che produttività, innovazione e competitività vadano di pari passo;
- rafforzamento del coordinamento a livello UE nelle strategie di vaccinazione, nei sistemi di individuazione precoce e nella condivisione dei dati, compresa una banca dati centralizzata sulle vaccinazioni e sistemi di compensazione per gli allevatori colpiti da focolai.
La risoluzione non vincolante adottata dalla Commissione dovrà ora essere votata dal Parlamento europeo in seduta plenaria, probabilmente durante la sessione di aprile.
Un taglio ai dazi sui prodotti industriali e agricoli USA
Sul fronte esterno, è stato dato un via libera dalla commissione INTA alla riduzione dei dazi sui beni agricoli e industriali provenienti dagli USA, lasciapassare subordinato al rispetto di precisi impegni statunitensi.
È stata introdotta una cosiddetta clausola di sospensione, che si attiverebbe immediatamente qualora Washington decidesse di imporre nuovi dazi in seguito a decisioni di politica estera degli Stati membri. Inoltre, la clausola “sunrise” stabilisce che le preferenze tariffarie per i prodotti statunitensi saranno applicate solo a patto che gli Stati Uniti rispettino integralmente gli impegni assunti a Turnberry.
Un altro criterio che dovrà essere soddisfatto prima che le due proposte legislative entrino in vigore è la riduzione dei dazi sui prodotti UE che contengono meno del 50% di acciaio o alluminio, dal 50% al 15%.
Le proposte saranno votate nella prossima seduta plenaria, il 26 marzo, prima che possano iniziare i negoziati con i governi dell’UE sulla forma definitiva della legislazione.
L’analisi UE del post-Covid
In particolare, uno studio del 2026, commissionato dal Parlamento Europeo, analizza l’impatto della recente volatilità dei prezzi e dell’inflazione sui redditi agricoli nell’Unione Europea tra il 2020 e il 2024. Dai dati si evince che il settore agricolo europeo ha attraversato una fase di estrema criticità a causa dello “shock dei prezzi” iniziato nel 2021. I prezzi del gas naturale sono saliti a livelli senza precedenti, accrescendo i costi dei fertilizzanti azotati, dell’energia e dei mangimi. Nonostante i prezzi alla produzione siano successivamente aumentati, si è verificato un ritardo che ha generato una compressione dei margini, culminata in una crisi di redditività nel 2023. Le statistiche indicano che il valore della produzione agricola è cresciuto principalmente per effetto dell’inflazione dei prezzi, anziché per un aumento dei volumi. Nel settore lattiero-caseario, ad esempio, i prezzi sono aumentati mediamente del 42% nel periodo 2020-2024 rispetto al quinquennio precedente. Tuttavia, il reddito reale delle aziende agricole è diminuito drasticamente nel 2023 in molti Stati membri. Il rapporto propone una revisione degli strumenti metodologici per ottenere dati più tempestivi e precisi sul benessere economico del settore, per tenere botta di fronte ai forti cambiamenti geopolitici e climatici che il settore affronta.
Le affermazioni di Fidanza e Lange
“L’aumento dei costi e il cambiamento dei modelli di consumo minacciano il tessuto stesso dell’allevamento in tutto il nostro continente. Dobbiamo agire con decisione per mantenere il settore vitale, competitivo e inclusivo. Ciò significa sostenere i nostri agricoltori, premiare la sostenibilità e costruire politiche basate sulla scienza. Un settore zootecnico dell’UE forte e innovativo è essenziale per la nostra sovranità alimentare e per la vitalità dell’Europa rurale”, afferma Carlo Fidanza, relatore per la commissione AGRI.
Dal canto suo, Bernd Lange, presidente della commissione INTA, dichiara: “Qualsiasi tariffa imposta all’UE o a uno dei suoi Stati membri a causa delle loro decisioni di politica estera è inaccettabile. […] Se le tariffe dovessero concretizzarsi, sospenderemmo immediatamente il lavoro legislativo. Le minacce tariffarie contro uno di noi sono una minaccia contro tutti noi […] non prenderemo alcuna decisione finale senza chiarezza. Il Parlamento intende rimanere alla guida e avere l’ultima parola sull’applicazione dell’accordo”.



















































































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