Agroalimentare italiano: 81,9 miliardi di VA, 70 miliardi di export, 900 IG. I dati di Ismea del 2025

Dal nuovo report si delinea l'immagine di un comparto in crescita: valore aggiunto in crescita, primato UE nell’agricoltura, 21 miliardi di Dop economy e un biologico in forte sviluppo. Restano le incognite legate al contesto geopolitico

piantine - agricoltura
5 Dicembre, 2025

È stato presentato in questi giorni il nuovo Rapporto Agroalimentare Italiano 2025 a cura di Ismea, un documento che offre una fotografia dettagliata e aggiornata della struttura, delle performance economiche e delle dinamiche competitive dell’intero sistema agroalimentare nazionale. Il report analizza dettagliatamente l’evoluzione delle filiere, il comportamento dei consumatori, i flussi commerciali e le tensioni geopolitiche che stanno ridisegnando gli equilibri globali, fornendo indicatori chiave indispensabili per delineare le prospettive di medio e lungo periodo del comparto.

Un settore in crescita: valore aggiunto, produttività e posizionamento UE

Nel 2024, il Valore Aggiunto (VA) del comparto agroalimentare “ristretto” (ovvero agricoltura e industria alimentare) ha raggiunto 81,9 miliardi di euro, pari al 4,2% del PIL nazionale. Considerando anche logistica, trasporto, distribuzione e ristorazione, il contributo della filiera estesa sale al 15% del PIL, confermando il ruolo sistemico del settore. Le risorse pubbliche complessivamente investite in agricoltura nel triennio 2023-2025 risultano essere pari a 15 miliardi di euro. La dinamica reale del VA è stata superiore alla media economica:

  • +2% agricoltura, silvicoltura e pesca
  • +3,2% industria alimentare, delle bevande e del tabacco
  • +0,7% totale economia

Sul piano europeo, l’Italia conferma la sua leadership risultando primo Paese UE per valore aggiunto agricolo, con una quota del 17,4% del totale nel 2024.

Significativo anche il miglioramento della bilancia commerciale agroalimentare: nel 2024 si registra un surplus di 1 miliardo di euro, a fronte del deficit di 6 miliardi registrato nel 2015. Le esportazioni hanno sfiorato i 70 miliardi di euro, crescendo del 7,5% rispetto al 2023, e registrano un ulteriore +5,5% nei primi otto mesi del 2025.

L’agricoltura italiana si conferma caratterizzata dalla forte presenza delle coltivazioni (56%) e da un peso limitato della zootecnia (31,4%), a differenza dei partner europei dove essa incide molto di più. Le coltivazioni orticole rappresentano il primo comparto, seguite da vino, latte e frutta; l’olio in media incide poco sul totale pur essendo strategico per molte aree. Le attività secondarie – agriturismo, servizi, trasformazione e rinnovabili – hanno continuato a crescere, coprendo una quota della produzione totale nettamente superiore a quella degli altri paesi UE.

Nel mercato del lavoro l’occupazione totale è cresciuta dell’1,6% nel 2024, con un’ulteriore riduzione dei cosiddetti NEET, i giovani né occupati né inseriti in un percorso di istruzione o formazione. In agricoltura gli occupati sono aumentati del 2,9% nel decennio, un risultato in controtendenza rispetto alla media UE (-17%). Anche l’occupazione nell’industria alimentare italiana è cresciuta di oltre l’11% dal 2015 (leggi anche “Osservatorio agricolo 2024: secondo INPS aumenta l’occupazione ma cambia la struttura produttiva“)

Gli investimenti fissi lordi complessivi in Italia nel 2024 sono cresciuti in media dello 0,4% e un po’ di più in agricoltura (+0,6%); l’industria alimentare ha confermato una propensione a investire superiore al resto del manifatturiero. Nel decennio 2015-2024 gli investimenti in termini reali sono aumentati in tutti i settori, inclusa l’agricoltura (+31,9%). Nel decennio 2014-2023, la crescita degli investimenti agricoli in Italia è stata molto più elevata della media UE (+43,9% contro +10,2%), superiore anche a quella di Francia e Spagna e opposta al calo tedesco. Sul fronte del credito, lo stock si è ridotto nel decennio per il totale dell’economia e per l’agricoltura, mentre è cresciuto nell’industria alimentare.

Agroalimentare di Qualità

Al capitolo 3 del report viene approfondito il ruolo strategico ricoperto dai prodotti a denominazione di origine e indicazione geografica, nonché dal biologico e dalla multifunzionalità, confermando come il comparto agroalimentare di qualità continui a rappresentare uno degli asset più distintivi della competitività italiana.

Con circa 900 prodotti DOP e IGP, l’Italia si conferma leader mondiale per numero di Indicazioni Geografiche, a testimonianza della profonda integrazione tra qualità, territorio e cultura produttiva. Nel 2024 il valore complessivo della produzione IG (cibo e vino) ha raggiunto circa 21 miliardi di euro, con un incremento del +3,5% sul 2023 e una quota pari al 19% del fatturato agroalimentare nazionale. Composizione del valore:

  • Cibo IG: 9,6 miliardi di euro (+7,7%)
  • Vino IG: 11 miliardi di euro (valore stabile)
  • Formaggi IG: 5,9 miliardi di euro (primo comparto)
  • Salumi IG: 2,2 miliardi di euro

A livello territoriale, il Nord-Est del Paese si conferma l’area guida della Dop economy, con un valore che supera gli 11 miliardi di euro.

Parallelamente, la superficie dedicata al biologico ha raggiunto, nel 2024, i 2,5 milioni di ettari, pari al 20,2% della SAU nazionale, avvicinando l’Italia al target UE del 25% entro il 2030 (leggi qui). Interessante anche l’incremento del numero di aziende agricole biologiche nel 2024, che raggiungono un +65,5%  rispetto al 2015.

La multifunzionalità agricola mostra una crescita robusta: nel 2024 ha generato 13,6 miliardi di euro, pari al 18,8% della produzione agricola complessiva. L’agriturismo, in particolare, ha raggiunto 1,9 miliardi di euro, con un incremento degli ospiti stranieri pari al +8,6%.

Consumi alimentari: ripresa della domanda e normalizzazione dei prezzi

La spesa complessiva delle famiglie italiane per consumi alimentari ha raggiunto 296 miliardi di euro nel 2024, con un’incidenza del 22,2% sul totale dei consumi – superiore alla media UE (21,2%).

Nel corso del 2024 si è registrato un marcato rallentamento dell’inflazione alimentare, scesa al +2,5% dai picchi del +10,2% del 2023. Nei primi sette mesi del 2025, l’inflazione nel comparto food è pari al +3,1%, inferiore alla media europea (+3,3%).

Nel sistema distributivo:

  • il supermercato mantiene la quota principale con il 40,2% della spesa;
  • discount e negozi tradizionali risultano in crescita nel 2024 e nel primo semestre 2025.

Nella GDO, la spesa per prodotti DOP e IGP ha raggiunto 6,2 miliardi di euro (+1,1%), concentrati per il 92% su formaggi, salumi e vino. In crescita anche i consumi di prodotti biologici, che nel 2024 sfiorano i 4 miliardi di euro (+2,9%) e segnano un’importante ripresa nel primo semestre 2025 (+10,6%), trainati da latte, uova e ortofrutta.

Considerazioni Finali: Rischi Geopolitici, Politiche Nazionali e Sfide Future

Conclusioni

Il settore agroalimentare italiano conferma quindi una solida competitività internazionale, sostenuta sia dall’aumento del valore aggiunto sia dall’ottenimento di un saldo commerciale strutturalmente positivo. La qualità e l’identità territoriale delle produzioni – soprattutto quelle a Indicazione Geografica – restano la leva più efficace per difendere e rafforzare la reputazione del Made in Italy all’estero.

Tuttavia, il contesto geopolitico introduce elementi di forte incertezza. I dazi del 15%,  da parte degli Stati Uniti, sulla maggior parte delle importazioni dall’UE (in vigore dal 7 agosto 2025) rappresentano un potenziale ostacolo all’export. I prodotti più esposti includono vini, olio extravergine d’oliva, prodotti da forno e liquori, mentre specialità come Parmigiano Reggiano e Grana Padano mantengono aliquote simili a quelle preesistenti. L’impatto effettivo sarà valutabile solo a fine 2025, tenendo conto anche delle oscillazioni del cambio euro/dollaro e della capacità delle imprese di assorbire i maggiori costi.

Per sostenere il settore, il Governo italiano ha programmato investimenti pari a 15 miliardi di euro nel triennio 2023–2025, mirati a rafforzare le filiere, promuovere innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, e consolidare la sovranità alimentare del Paese. La sfida ora riguarda il futuro Quadro Finanziario Pluriennale UE 2028–2034, che dovrà garantire risorse adeguate per mantenere un equilibrio tra competitività, obiettivi ambientali e valorizzazione delle eccellenze locali.

Scarica qui il documento integrale:

 

 

Da leggere - Agosto 2026

Condividi questa notizia!