Bovine Respiratory Disease (BRD): valutazione dell’impatto nella filiera del bovino da carne
Un approfondimento sull'utilizzo di lung lesions scoring systems per la valutazione dell’impatto della Bovine Respiratory Disease (BRD) nella filiera del vitellone da carne

Introduzione
Il complesso respiratorio del bovino (BRD-Bovine Respiratory Disease) rappresenta una delle maggiori problematiche sanitarie e produttive che si riscontrano nella filiera del vitellone da carne. Essa rappresenta anche una delle maggiori voci di spesa per l’allevatore, determinando costi diretti (spese veterinarie, diagnosi e trattamenti) e indiretti (diminuzione dell’indice di conversione alimentare, diminuzione delle performance produttive, aumento del tempo trascorso in azienda per raggiungere il peso alla macellazione, diminuzione della qualità della carcassa). È una patologia multifattoriale, in cui i determinanti di malattia possono essere classificati in tre macrocategorie: fattori legati all’ambiente (management e gestione dei capi dal trasporto allo smistamento dei gruppi), fattori legati all’ospite (colostratura, profilassi indiretta) e fattori legati all’agente patogeno coinvolto (virus, batteri, parassiti, miceti o combinazioni di essi).
Lo scopo di questo lavoro è andare a valutare l’impatto del complesso respiratorio bovino nei vitelloni da carne andando in sede di macellazione ad assegnare ad ogni lobo polmonare un punteggio da 0 a 4 a seconda dell’estensione della lesione nel lobo. Si andrà anche a verificare se è presente una correlazione tra punteggio polmonare rilevato in post mortem e trattamenti effettuati in vita, analizzandoli per partite di animali.
Materiali e metodi
L’osservazione e la raccolta degli score polmonari si è svolta presso lo stabilimento di macellazione di proprietà dell’associazione di allevatori AZOVE situato in provincia di Padova. I dati sono stati raccolti settimanalmente per un periodo di circa 6 mesi. I capi macellati provenivano da vari allevamenti localizzati nella regione Veneto e raramente alcuni animali provenivano da allevamenti situati nelle regioni adiacenti o da allevamenti esteri. Sono state esclusi dalle analisi statistiche anche le partite di vitelli a carne bianca ed i capi provenienti da allevamenti esteri. In totale, sono stati osservati 6795 bovini di cui 6550 sono entrati effettivamente nel database delle osservazioni analizzate, provenienti da diversi allevamenti localizzati nelle province di Belluno, Brescia, Ferrara, Padova, Pordenone, Treviso, Rovigo, Venezia, Verona e Vicenza.
Altro obiettivo delle osservazioni effettuate è la verifica di una possibile correlazione tra gli score polmonari raccolti sperimentalmente e i trattamenti terapeutici somministrati in vita ed estratti dal sistema di registrazione della BDN, Vetinfo (www.vetinfo.it). Non saranno valutati i trattamenti comuni a tutti i capi bovini facenti parte del campione, quali ad esempio i trattamenti antiparassitari e le profilassi vaccinali effettuate nel momento dell’arrivo nell’allevamento di ingrasso di destinazione. Per l’analisi e la verifica di un’eventuale correlazione tra trattamenti effettuati sugli animali in vita e il punteggio polmonare osservato al macello sono utilizzati i dati appartenenti a 4125 bovini tutti appartenenti alla categoria vitellone da carne. Per la valutazione dell’estensione delle lesioni, sono stati utilizzati ed adottati tre diversi sistemi di scoring. Ogni sistema andava a valutare diversi lobi polmonari e con punteggi diversi, ed in particolare:
- Score DS: tutti i lobi (con score 0-4);
- Score T: lobi craniali (con score 0-2);
- Score BS: lobi craniali (con score 0-1).
Le lesioni pleuriche (score 0-2) sono considerate in uno score a sé. Nella tabella 1 sono riportati i punteggi di ogni score in funzione della percentuale di estensione delle lesioni.


Risultati e discussione
Sono state quindi analizzate le frequenze di punteggio di ogni lobo polmonare per ogni scoring system. Nella tabella 2 sono indicate le frequenze percentuali dei punteggi assegnati nel sistema di scoring DS. Più della metà delle osservazioni di ogni singolo lobo non presentava alcuna lesione del parenchima polmonare. Il lobo che più frequentemente viene colpito in corso di patologia polmonare è il lobo craniale anteriore destro, con una percentuale di punteggio maggiore o uguale a 1 del 38,8%. In tutti gli altri lobi polmonari, la frequenza delle osservazioni con nessuna lesione riscontrata varia da 85,1% del lobo medio destro al 95,6 del lobo dell’azigos. Con l’eccezione del lobo craniale in cui il 4,7% delle osservazioni presentava lo score 4 (il massimo attribuibile), in tutti gli altri lobi tale punteggio è stato riscontrato in percentuali minori del 1,2%. Andando a valutare lo score DS totale, è stato invece osservato come vi sia una sensibile differenza nelle frequenze osservate nei capi bovini macellati nella stagione estiva rispetto alla stagione primaverile, con quest’ultima che frequenze di score maggiori o uguali a zero sensibilmente inferiori alla stagione estiva, come si può osservare nel grafico 3.

Negli altri due sistemi di scoring, lo score T (tabella 4) e lo score BS (tabella 5), nonostante vadano a valutare solamente i lobi polmonari craniali con valori diversi, le loro frequenze percentuali descrivono sostanzialmente lo stesso quadro. In entrambi questi metodi di score il lobo craniale anteriore destro risulta essere ancora quello più frequentemente colpito in corso di patologia polmonare. I dati raccolti durante la stagione primaverile dimostrano ancora un quadro sensibilmente migliore rispetto ai dati raccolti nella stagione estiva.

Infine, per quanto riguarda le lesioni pleuriche (tabella 6), si osserva anche in esse la differenza tra le osservazioni effettuate sui capi macellati in primavera rispetto a quelli macellati in estate. Se si valutano le frequenze percentuali, si scopre come in questo caso il 60% circa dei capi presentava lesioni e aderenze pleuriche, contrariamente a quanto visto nelle lesioni del parenchima in cui il dato peggiore è rappresentato dal lobo craniale anteriore destro (circa 40% di osservazioni con punteggio maggiore o uguale a 1).

È stato calcolato quindi il coefficiente di correlazione tra i tre diversi scoring systems. Dal calcolo è risultato che lo score T presenta con lo score DS un indice di correlazione ρ=0.913. In altri termini, lo score T spiega l’80% circa della variabilità dello score DS; la quota mancante è verosimilmente dovuta allo score dato dai lobi polmonari non craniali. Le stesse considerazioni sono applicabili anche per quanto riguarda la correlazione tra il DS scoring system e il BS scoring system. In questo caso l’indice di correlazione è ρ=0.885. Tra i sistemi di scoring T e BS la correlazione è sensibilmente maggiore e l’indice di correlazione assume il valore di ρ=0.968 ovvero quasi totale, come ci si deve aspettare da due sistemi di scoring costruiti praticamente allo stesso modo (osservano agli stessi lobi polmonari) a parte il sistema di classificazione del livello di lesione polmonare.
La correlazione tra lo score DS e il numero di trattamenti ricevuti seppur significativa è risultata piuttosto bassa (ρ=0.169) evidenziando che da solo lo score polmonare non spiega molta della variabilità del numero di trattamenti effettuati, e sostanziando che nell’ipotesi del rapporto causa effetto entrano anche altri fattori. Esiste quindi un livello di correlazione tra la variabile score DS e la variabile trattamenti, ma assume un valore estremamente basso. Per valutare la frequenza dei trattamenti in funzione dello score e differenziandoli per la stagione, si è proceduto ad una dicotomizzazione dello score DS: i casi che hanno ricevuto un punteggio totale DS pari a 0 sono rimasti invariati; i casi che invece presentavano un punteggio totale DS maggiore o uguale a 1 sono stati ricodificati tutti e convertiti nel punteggio 1. Il nuovo score verrà denominato score DS_01. In seguito a ciò, si è proceduto a calcolare le medie della frequenza dei trattamenti distinte in base allo score DS_01 e alla stagione di macellazione (tabella 18). Entrambi i fattori sono associati a significative differenze in termini di media dei trattamenti; in particolare l’estate risulta la stagione associata ad un maggior numero di trattamenti (ρ<0,001) e lo stesso effetto per gli score 1 rispetto agli score 0 (ρ<0,001). Questo significa che la presenza di una o più lesioni polmonari è associata ad un maggiore utilizzo di farmaci e questo effetto risente anche dell’effetto stagione.
Conclusioni
I dati ottenuti mediante i tre metodi di scoring adottati presentano un coefficiente di correlazione ρ molto buono. Il fatto che non sia una correlazione perfetta è dovuto principalmente ai lobi medi, caudali e azigos. Se si considera anche il contesto in cui esso viene applicato, durante la fase di raccolta dati in macello la velocità della catena di macellazione consentiva l’analisi tramite osservazione e palpazione di tutti i lobi polmonari previste dal DS scoring system. Considerato quindi che una valutazione globale dell’intero sistema polmonare restituisce un’immagine più chiara delle dinamiche di popolazione riguardante la BRD, il DS scoring system è la scelta migliore per la valutazione delle lesioni polmonari nel bovino. Il coefficiente di correlazione tra lo score DS e la frequenza dei trattamenti, invece, è risultato ρ=0.169. Questo significa che c’è un grado di correlazione tra le due variabili, ma ha un valore molto basso che spiega solo il 3% della variabilità totale. Di conseguenza si può affermare che in pochi casi la gravità delle lesioni e il numero di trattamenti eseguiti sull’animale sono correlati. Una possibile spiegazione sta nella definizione stessa di BRD: è un complesso polifattoriale e sono molti i fattori che concorrono a causare la malattia, e lo stesso trattamento in due animali diversi può in un caso portare alla completa guarigione con remissione anche dei danni al parenchima polmonare, nell’altro caso invece può non accadere questo. Per questo motivo la correlazione tra le due variabili è molto bassa, e non può essere utilizzata la gravità delle lesioni polmonari per capire l’intensità dei trattamenti eseguiti sull’animale stesso.
Bibliografia
- Maria Gaudino and others, “Understanding the Mechanisms of Viral and Bacterial Coinfections in Bovine Respiratory Disease: A Comprehensive Literature Review of Experimental Evidence”, Veterinary Research, 53.1 (2022), p. 70, doi:10.1186/s13567-022 01086-1.
- Adriaan F.G. Antonis and others, “Respiratory Pathogens in Veal Calves: Inventory of Circulating Pathogens”, Veterinary Microbiology, 274 (2022), p. 109571, doi:10.1016/j.vetmic.2022.109571.
- Natalia Cernicchiaro and others, “Evaluation of Economic and Performance Outcomes Associated with the Number of Treatments after an Initial Diagnosis of Bovine Respiratory Disease in Commercial Feeder Cattle”, American Journal of Veterinary Research, 74.2 (2013), pp. 300–309, doi:10.2460/ajvr.74.2.300.
- Gerard M. Murray and others, “Evolving Views on Bovine Respiratory Disease: An Appraisal of Selected Key Pathogens – Part 1”, The Veterinary Journal, 217 (2016), pp. 95–102, doi:10.1016/j.tvjl.2016.09.012.
Ringraziamenti
Questo progetto è stato portato a termine grazie alla fondamentale collaborazione di:
- Professor Drigo Michele, dipartimento MAPS Università degli studi di Padova;
- Dottoressa Schiavon Eliana, ex dirigente IZSVe, ora direttrice del servizio veterinario di Sanità Animale dell’ULSS 2 Marca Trevigiana;
- Dottor Carcereri Andrea, veterinario buiatra libero professionista;
- Signor Valentini Luca, responsabile qualità di AZOVE;
- Dottoressa Patumi Ilenia e veterinari ufficiali dell’ULSS 6 Euganea, distretto di Camposampiero.



















































































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